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Ciao Rina
27/06/2010 | 20:30 | Stampa

Scrivere subito, a caldo, non è mai semplice.

Scrivere subito, a caldo, non è mai semplice. Soprattutto quando lo sai da un po’ e, forse, ti eri rassegnato. Ti dovevi rassegare.

Un giorno salgo le scale e passo nel corridoio delle fotocopiatrici e delle scartoffie; in realtà è il primo piano della direzione del giornale, ma non sembra. Ecco la sua stanza sul fondo a sinistra, avvolta in una nuova di fumo. E lei che deve chiudere il suo pezzo. Di politica.

Un pomeriggio a Pisa, prima nel tempo, era invitata in un circolo Arci a presentare l’idea controcorrente dell’azionariato popolare del manifesto. Immancabile sigaretta, quando ancora si poteva fumare al chiuso.

L’invenzione del cellulare ha risolto alcuni problemi, provocandone sicuramente altri. Avere il suo numero m’inorgogliva un po’. Telefonare, presentarmi, farle sapere che ero un po’ pisano anch’io…

Era così: decisamente sorridente con quella voce roca-fioca, incazzosa e di burbera dolcezza. Saltellante e ferma. Importante. Innamorata della vita, ovvero della politica. Giornalista per tutta le vita, annoiata d’essere senatrice.

Ha insegnato a tante persone una professione, un lavoro che più che essere quello di scrivere sulla carta stampata era e resta quello di essere critici e non farsi sfuggire mai nulla. Così era Rina Gagliardi.

Antonio G. Vinciguerra a metà degli anni Novanta ha raccolto in un libro, La bella rabbia, un racconto fotografico in bianco e nero degli anni Settanta. C’è una foto di Rina in piazza Garibaldi nel 1971: col pugno alzato, i capelli corti e bombati, gli occhi stretti e un po’ gonfi, la solita borsa a tracolla.

Commenti
28/06/2010 | 23:09
Emilio Raimondi ha scritto:
io la metterei come te e diversamente da te. http://www.millepiani.net/millepiani1.0/archives/2010/06/28/rina-gagliardi-come-lho-vissuta-io-in-memoria-ed-in-forza/ emilio raimondi

28/06/2010 | 23:09
Emilio Raimondi ha scritto:
io la metterei come te e diversamente da te. http://www.millepiani.net/millepiani1.0/archives/2010/06/28/rina-gagliardi-come-lho-vissuta-io-in-memoria-ed-in-forza/ emilio raimondi

28/06/2010 | 20:32
Piero Nissim ha scritto:
Conoscevo anche io Rina sin dal lontano 67/68 e ne ho apprezzato già da allora lo spirito curioso e l'onestà intelletuale.Poi ci siamo persi completamente di vista anche se credo ci "seguivamo a distanza" nei rispettivi cammini... Come salutarla se non in anagramma? Rina Gagliardi Ci lascia il suo candore GIGLI RINA DARA'...

28/06/2010 | 10:31
Ovidio Della Croce ha scritto:
C%u2019era questa compagna, Rina, davanti al liceo scientifico %u201CDini%u201D di Pisa che diffondeva il manifesto. Era appena stato fondato questo giornale. Costava 50 lire, aveva 4 pagine. E così veniva diffuso davanti a fabbriche e scuole. Ero entusiasta di questo giornale e dello slogan: %u201CA scuola fai qualcosa di intelligente: leggi il manifesto%u201D. Mi fermo proprio al cancello. Rina mi propone di comprare il manifesto. Quel che voglio dire è che alla fine di aprile del %u201872 Rina faceva la diffusione militante del manifesto davanti al mio Liceo. Lei che mi allunga una copia. Io che le dico che ho 500 lire. Lei che mi dice se voglio sottoscrivere. Io che dico addio alla mia merenda. Lei che rideva come rideva lei.

27/06/2010 | 23:40
Saverio Aversa ha scritto:
Hai fatto un bel ritratto, grazie Dario. Domani sarò al funerale.

27/06/2010 | 20:41
anna ha scritto:
Grazie Dario Io non l'ho conosciuta che di sfuggita, ma ho letto avidamente i suoi commenti acuti e condiviso la sua rabbia per l'ingiustizia un abbraccio anna