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Caro Giorgio,
13/08/2010 | 12:02 | Stampa

Lettera aperta a Giorgio Piccioni

ci conosciamo da una vita e, fra le tante cose in comune, abbiamo un amore viscerale per la nostra città, Pisa. Da te ho appreso tante cose: la più importante è il saper leggere i fatti e ciò che sta dietro ai fatti. Mi ha sempre convinto, del tuo approccio critico, il non restare in superficie, ma l’andare caparbiamente a fondo. Rendere comprensibile, non semplificando o banalizzando, la complessità dei processi.

Per questi motivi “il punto” che Giorgio Piccioni ha scritto su Pisainformafalsh.it l’altro giorno in merito dalla vicenda Rebeldìa, mi ha lasciato un po’ sbalordito, soprattutto per qualche affermazione, diciamo così, un po’ sopra le righe.

Non si tratta del sostegno alla proposta dell’amministrazione comunale – ovvero i due stabili di via Saragat e via S. Jacopo come sedi possibili per le attività delle associazioni - che, legittimamente, fai. Ci mancherebbe altro! Sono altri i passaggi che proprio non mi sono andati giù.

Ci vuole rispetto per gli interlocutori. Quando si ironizza sul nome dell’interlocutore (“il così detto Progetto Rebeldìa”) o, peggio ancora, sulla consistenza del numero delle associazioni che ne fanno parte (“27, 31 oppure 20”) si sbaglia, si pecca di ironica superficialità. È come se scrivessi una lettera aperta al cosiddetto portavoce del sindaco. È uno stile che credevo non ti appartenesse. Peggio ancora quando sostieni che la componente maggioritaria dei militanti di Rebeldìa è fatta da studenti fuorisede che hanno scelto un mese di silenzio perché adesso è agosto e, quindi, sono in ferie. Caro Giorgio, conosci troppo bene Pisa, forse meglio delle tue stesse tasche, per non sapere la reale composizione del Progetto Rebeldìa. Ti volevo anche dare una notizia, qualora ti fosse sfuggita: se sommi tutti gli iscritti alle loro associazioni, probabilmente sarebbero superati gli aderenti ai partiti del centrosinistra pisano, Pd compreso. Pensiamoci.

La seconda affermazione che proprio non ho digerito è quella sulla Questura. Capisco che, in questo periodo, non corra buon sangue tra Comune e sindacati di polizia, ma addirittura teorizzate che per un eventuale sgombero il piccolo gruppetto di politicizzati che strumentalizza 31 associazioni concordi le manganellate è molto grave. Se interpreti, con queste parole, anche quelle della Giunta e del Sindaco credo necessaria una smentita o, quantomeno, una presa di distanza da un’affermazione un po’, consentimelo, farneticante.

Le associazioni di Rebeldìa fanno politica? Bene, ce ne fossero! Forse confondi il far politica con il fare un partito che si occupa di politica. Sono due cose assai differenti: ritieni forse che la politica sia solo quella che devono fare partiti e istituzioni perché i soli preposti?
Quanto a Sinistra Ecologia Libertà, non mi sento affatto un sopravvissuto e non ho neanche la sindrome del torcicollo. Ti sarà certamente sfuggito, forse perché eri in ferie, che l’ambizione di Nichi Vendola è quella di candidarsi alla leadership del centrosinistra alle prossime elezioni politiche attraverso democratiche elezioni primarie. Sai, lui ne ha già vinte due di primarie (oltre a due elezioni regionali) ed è stato uno dei pochi amministratori italiani (se non l’unico) che, dopo il primo mandato elettorale, si è nuovamente sottoposto alle elezioni primarie, anziché essere candidato automaticamente come, in genere, avviene. Vedremo se, per allargare la coalizione nel 2013, anche il Sindaco Marco Filippeschi deciderà di utilizzare questo strumento, visto che nel 2008 si è ritenuto un superfluo modo di selezione delle candidature.

Ma guardiamo al futuro. Mi fa piacere apprendere dal tuo scritto che il Sindaco di Pisa chiederà alle candidate e ai candidati Rettore impegni concreti per la città e per gli spazi sociali. Si tratta di riconoscere che la palla del governo e delle scelte universitarie passa, inevitabilmente, ai candidati alle elezioni. Bene, che cosa stanno facendo quelli di Rebeldìa se non chiedere impegni concreti, nero su bianco, proprio a chi dovrà decidere delle sorti future dell’ateneo? Può farlo anche il Sindaco, anzi possono farlo insieme, proprio a partire da una possibile disponibilità dello stabile ex-Asnu di via Emanuele Filiberto (che, lo ricordiamo, sarebbe a costo zero per i cittadini).

Non si tratta d’incaponirsi su una soluzione e di scartarne a priori altre, ma di guardare a un’esigenza concreta di un tessuto vitale per la città, quello del Progetto Rebeldìa.
Non è neanche, quella fra Comune e Rebeldìa, una “novella dello stento”, come scrive Tanfucio, anche perché, stavolta, chi tace non acconsente.

Buon ferragosto a tutti!

Commenti
21/08/2010 | 13:04
raimondo pistoia ha scritto:
Non so chi sia questo Andrea, ma le sue offese e le sue affermazioni nei miei riguardi sono inquietanti. Vorrei ricordare ad andrea che forse ci sono altri modi per intendere la democrazia e la libertà di pensiero, e il suo modo di rapportarsi agli altri mi pare soffra non soltanto di superficialità e di prepotenza,(secondo me mal riposta visto che difficile è che il sottoscritto si impensierisca), ma anche di poca intelligenza. Comunque va benissimo così, proprio perchè sono un Democratico cerco di replicare a queste affermazioni nei miei confronti con la giusta ironia che si richiede quando si deve rispondere a chi non comprende e soprattutto a chi si erge a giudice dell'operato degli altri, senza neanche conoscerne la storia, la cultura, le idee, le scelte di vita, le proprie possibilità di reazione. Di imbarazzante e impresentabile allora ritengo vi sia soltanto questo signore che si chioama Andrea. Grazie Raimondo Pistoia

21/08/2010 | 13:00
raimondo pistoia ha scritto:
Non so chi sia questo Andrea, ma le sue offese e le sue affermazioni nei miei riguardi sono inquietanti. Vorrei ricordare ad andrea che forse ci sono altri modi per intendere la democrazia e la libertà di pensiero, e il suo modo di rapportarsi agli altri mi pare soffra non soltanto di superficialità e di prepotenza,(secondo me mal riposta visto che difficile è che il sottoscritto si impensierisca), ma anche di poca intelligenza. Comunque va benissimo così, proprio perchè sono un Democratico cerco di replicare a queste affermazioni nei miei confronti con la giusta ironia che si richiede quando si deve rispondere a chi non comprende e soprattutto a chi si erge a giudice dell'operato degli altri, senza neanche conoscerne la storia, la cultura, le idee, le scelte di vita, le proprie possibilità di reazione. Di imbarazzante e impresentabile allora ritengo vi sia soltanto questo signore che si chioama Andrea. Grazie Raimondo Pistoia

20/08/2010 | 18:19
Virgilio Barachini ha scritto:
Condivido pienamente quanto scritto da Dario. Mi dispiace invece molto per Giorgio, che ho conosciuto quando era un valido e combattivo Compagno di Lotta Continua. Non mi so spiegare cosa gli sia successo e, sinceramente, credo (o meglio spero) che quello che ora scrive al servizio dei "nuovi democristiani", che un tempo contestava duramente, non sia quello che pensa realmente ma quello che deve scrivere come gost writer ! Virgilio Barachini UNIONE INQUILINI PISA

18/08/2010 | 14:54
Leonardo Vannucci ha scritto:
Non c'è bisogno di commento se non supporto alle parole di Dario sotto tutti i punti di vista, sia quelli relativi al "caso" Rebeldia sia a quelli riguardanti la politica nazionale e l'inerzia del PD. Sottoscrivo in pieno senza aggiungere altro.

17/08/2010 | 20:22
iTogna ha scritto:
tirare merda sul piccioni mi pare un'evidente scena vista al contrario... io tendo a preferire i rallenty... per il resto godiamoci un po' l'estate che da settembre si deve riragionà di cose serie...

17/08/2010 | 15:39
nunzio santalucia ha scritto:
non ho ulteriori commenti ma sottoscrivo quanto scritto da Dario

17/08/2010 | 00:07
Mandrake ha scritto:
Ma voi che tirate merda sul Piccioni lo sapete chi ha aiutato Rebeldia ad approdare in VIa Battisti? (per non parlare di altri spazi "liberati"....) Ora, per la dantesca legge del contrappasso, Giorgio ringhia contro Rebeldia. Che tipo! (e comunque in comune è uno dei meglio e ho detto tutto....)

16/08/2010 | 20:40
The Grinch ha scritto:
Scrivere al giornalista Giorgio Piccioni è come scrivere a Babbo Natale: entrambi sono grassi, hanno la barba bianca e non esistono.

16/08/2010 | 20:38
Phlayano Jr. ha scritto:
Parafrasando, potremmo dire: Si aprì il portone di Palazzo Gambacorti, e nessuno uscì. Era il Piccioni.

16/08/2010 | 10:47
Edmondo Prato ha scritto:
Me lo immagino, il grado di conoscenza dei "movimenti pisani" a quel tavolo. Come se pagassi la colazione a Filippo Bellissima per parlarci di fisica teorica. Ma almeno a Filippo forse la fisica teorica _piace_... Se poi qualcuno mi volesse segnalare qualche pregevole produzione giornalistica e intellettuale del Nostro, gliene sarei grato. Io lo conosco solo, da anni, prima come portavoce del Sindaco; poi, finito quel Sindaco, riassunto alla volée come addetto stampa del Sindaco nuovo. In curriculum, essere stato addetto stampa del Brescia Calcio e aver presenziato a innumerevoli eventi (se fosse una showgirl, si meriterebbe l'appellativo di "prezzemolina"). Se davvero sa leggere i fatti e ciò che sta dietro ai fatti, ha un approccio critico, non resta in superficie, va caparbiamente a fondo, rende comprensibile, non semplificando o banalizzando, la complessità dei processi, leggerò volentieri i suoi reportage, i suoi saggi e le sue inchieste. Ma, ahimé, anche con accurate ricerche non ne trovo traccia. Quindi si va sulla fiducia o il Nostro esercita giornalismo orale chiacchierando all'ombra in piazza XX settembre, dove lo vedo spessissimo? O è tipo Pannella che campa di rendita su quello che ha fatto quarant'anni fa? Oppure, come sospetto, è il Grande Bluff di Pisa?