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Caro Dario,
18/08/2010 | 13:58 | Stampa

La risposta di Giorgio Piccioni

Questa lettera era in un primo tempo privatamente riferita a Dario Danti che è un mio amico.

Poi insieme abbiamo deciso che poteva essere motivo di discussione più ampia e Dario la pubblicherà sul suo blog.

Gp

 

Introduzione

Ho letto più volte la tua risposta pubblica al mio “Il Punto” su Pisa Informa; non c’era più, almeno a me è sembrato, il Dario, sì politicamente schierato ma capace anche di dissacrazione a partire da sé.

Mi è parso di cogliere una sorta di ingessatura, una difficoltà ad andare controcorrente, a ridere di quello che fino a un momento prima ci era parsa come la cosa più importante al Mondo.

Lo scrittore Danti potrebbe chiudere: “Questa è la politica, ragazzi!”

 

Caro Dario,
può darsi che anche i proverbi debbano cambiare e può darsi che chi tace non acconsente. Ma questa è materia complicata che mi appassiona poco.

Mi interessa di più che a Pisa si possano esprimere opinioni e si possano ottenere risposte nel  merito delle cose e non nel modo.

Tu sai che io non sopporto l’opportunismo pisano che prevede bugie pubbliche e verità private. Ne abbiamo riso, spesso, insieme.

Ti avevo cercato, prima di partire per l’India, ma non era stato possibile vedersi. Ti ho cercato al mio rientro, senza risultato. Ti volevo parlare, come ho fatto con pochissimi altri amici, della mia intenzione di dire cosa pensavo della questione Rebeldìa.

Ero incerto su quale mezzo usare. Ho deciso di farlo, firmandomi, su Pisa Informa che è anche il mio quotidiano preferito.

Mi fa piacere che tu dichiari di avere appreso da me cose utili; è stato così anche per me.

Tu, essendo pisano, sai che, a torto o ragione, la mia è una generazione che ha lasciato in giro non pochi orfani rancorosi.

Lo scopo principale del mio intervento era quello di uscire dalle sacche della diplomazia comunale (ahinoi!) nel confronto con Rebeldìa e da quelle furbette e doppiogiochiste espresse da Rebeldia.

È vero Dario. Io ironizzo, e come ben sai, lo faccio anche su di me. Mi piace l’ironia. La considero sinonimo di libertà.

Mi è capitato più volte di restare basito nel leggere, è solo un esempio, il numero dei partecipanti alle manifestazioni. Certo, anche ai miei tempi si esagerava…! Ho visto tre momenti di legittima contestazione di Rebeldìa nei confronti del Consiglio Comunale, sempre con meno partecipanti di quante sono il numero dichiarato delle associazioni (n.27); nemmeno uno a organizzazione! Non si può fare un po’ di ironia?

Sul rispetto, mi è venuto in mente mio babbo, il maresciallo dell’aeronautica Giuseppe Piccioni, montatore, che fin da piccolo riuscì a farmi odiare il concetto di rispetto. Devo confessarti che aver scoperto un rapporto fra te e mio padre, è stato fonte di soddisfazione. Anche perché a mio padre, ora che non c’è più, guardo ora con rispetto.

Che c’è di male, Dario, nel chiedere a Rebeldìa di dire cosa è realmente? Partendo da chi la frequenta e la rende viva. Ti faccio un esempio: spesso i giornali, una volta ogni tre mesi, parlano di multe, e dichiarano i pisani tartassati. Se avessero la pazienza di ragionare sui dati, saprebbero che l’80 per cento delle multe non riguarda pisani. I tartassati ci sono lo stesso, ma non sono in questo caso, pisani. Capire Rebeldìa non sarebbe male, per i cittadini pisani. Io frequento due circoli: l’Alba, che è vicino al mio lavoro e la Rinascita che, essendo sul Borghetto, mi è vicina di casa. Se me lo chiedi posso farti una piccola relazione su chi li frequenta, sui rapporti, sugli ospiti di passaggio, sul rapporto fra anziani e giovani…
È troppo  chiederlo per Rebeldia? 

L’esempio che fai del PD  mi preoccupa, per te; non sono iscritto al Pd né a nessun altro partito, né ho intenzione di farlo. Non frequento gruppi o lobbies. Se siano più i militanti o simpatizzanti di Rebeldìa rispetto a quelli del PD appartiene a una contabilità che per me ha poco di interessante.
E questo non cambia la sostanza degli argomenti del mio intervento.

Anche sulla Questura, mi pare che tu faccia il verginello di Monte Nero, anzi del monte Serra; ignori forse che fra forze dell’ordine e ribelli ci sia quasi sempre un rapporto? Che in alcuni casi si contratta l’uscita da una situazione? Davvero non ne sai nulla, nemmeno sulle occupazioni concordate “due giorni e andiamo via”?
Io mi pretendo le mie di responsabilità; ai miei tempi, assai più partecipati e tumultuosi, a Pisa c’era un rapporto fra Questura e servizi d’ordine. Senza che fosse disonore per nessuno. Ma davvero sei meravigliato? Davvero ti è insopportabile questa ironia? Capisco che ci sia chi si arrabbia “per lesa maestà”, ma tu…

Davvero pensi che ritenere all’interno di Rebeldìa l’esistenza di chi si pone la questione di fare politica a tutto campo e che legittimamente pensa di essere la vera opposizione in città sia offensivo?
Diverso è il fatto se l’insieme delle attività di Rebeldìa esprime legittime domande politiche. Come tu capisci sono cose assai diverse. E a proposito il “così detto” rivolto al progetto Rebeldìa devi intenderlo: “quale dei vari progetti di Rebeldìa…”

Una cosa sugli studenti fuori sede e universitari: sono fra quelli che li considera una buona cosa per la città. 55 mila per 90.000 residenti! Di quei 55.000 almeno la metà vivono Pisa o da pendolari o da fuori sede. Nel centro storico di Pisa (25.000 presenze) la metà sono studenti. Molti sono a Porta a Lucca, Ghezzano, Stazione, ma anche Cisanello, Sant’Ermete e oltre… in numero tale che, uniti ai giovani lavoratori pendolari e ai giovani turisti, fanno della nostra città una sorta di capitale dei giovani, malgrado l’età media dei residenti dica altro. Ci sarà pur qualche problema, ma quella energia è uno dei motori della nostra città.  Semmai è la città che deve interrogarsi se ha coscienza di questa ricchezze e se fa tutto per accoglierli bene come è giusto che sia. E i fuori sede, con una vertenza perché tutti gli aventi diritto ottengano dal DSU un posto letto e contro l’affitto al nero, potrebbero stare con la parte di città che vuole cambiare usi e costumi. Altro che “prendo casa per me”….

Che male c’è che gli studenti vadano in ferie? Ci andavano anche in tempi più grami. Magari a casa loro, magari dove vogliono. Nessuno, non c’è nessun male. Anzi, c’è d’augurarselo. Ma non si può sorridere sul “silenzio zapatista” di Rebeldìa, fatto proprio dal 1° al 31 agosto, come molti dei cartelli delle attività pisane “chiuse per ferie”?

 

Io credo davvero che tu umanamente sia un sopravissuto; è anche per questo che sono contento di essere tuo amico.

Nichi Vendola, che mi è pure simpatico, appartiene a un altro mondo. E’ quello dei D’Alema, dei Bersani, dei Casini che non è il mio mondo. Io da anni parlo, mi occupo solo di politica amministrativa e cerco di fare il meglio per la mia città.

Considero aperto il dibattito sui punti che hai posto.

Ma su quelli che ho posto io, cosa hai da dire?

Nella mia definizione di sopravvissuto c’è l’amarezza nel vedere rivolta all’indietro la testa di chi, come te, avrebbe l’opportunità di ragionare su cosa è la sinistra oggi. Io sono fuori tempo massimo. O meglio, quale sinistra può dirsi tale oggi ed essere utile.

E allora, al posto di una discussione arretrata, viziata dai ricordi nemmeno lucidi, imitante un passato che non c’è più, piena di slogan che hanno perso senso, mi piacerebbe, per esempio, discutere cosa vuol dire sinistra oggi.

Faccio alcuni esempi (sono proprio solo piccoli esempi).

Raccomandare i figli, è di destra o di  sinistra?

I figli che fanno lo stesso lavoro di uno dei genitori, sono di destra o di sinistra? E il genitore?

Dire cose che non si pensano perché tutti le dicono?

Entrare, magari all’Università, per raccomandazione è di destra? E se entra uno di sinistra, è di destra lo stesso?

Pagare le tasse e denunciare chi non le paga è di sinistra ?

Stare in una casa al nero e non denunciare l’affittuario è di destra?

Chiedere che l’università sia un posto dove  la selezione dei migliori, possa permettere anche ai figli dei poveri di poter emergere, è una cazzata di destra?

Non pagare il biglietto dell’autobus del servizio pubblico è di sinistra o di destra (a parte la necessità)…

Pensare che la Polizia è fascista è di sinistra?

Sciogliere gli ordini professionali, a cominciare dai giornalisti, è una cazzata di destra?

Dire: “a Pisa si muore di fame” è di sinistra?

Dire che Pisa “è una triste città” è di sinistra?

Pensare che i pisani autentici sono quelli nati e vissuti a Pisa, è di sinistra?

Non sapere che una buona parte dei pisani residenti sono nati altrove e hanno poi scelto di vivere a Pisa, è di sinistra?

E non sapere che il nerbo della città è formato proprio da quelli, è di destra?

Affittare case agli studenti, facendo pagare loro il mutuo con cui il “pisano” ne avrà conseguito la proprietà, impedisce l’essere di sinistra?

E scrivere sulle chiese o monumenti?

La rendita del mattone: la lotta al valore abnorme del mattone a Pisa, fino a sottrarre ai pisani un introito “importante”, è di sinistra?

Il “Pisa è una fede”  è di sinistra? Gli scontri allo stadio sono di sinistra?

I rumori molesti alle due/tre di notte sono libertà? O sono un rompimento di coglioni?

Essere prepotenti è di sinistra?

Studiare molto e bene è di sinistra? O è essere un secchione di destra?

“Spaccare la testa a un fascista non è reato” è una frase di sinistra ?

Fumare alle riunioni (magari sull’inquinamento) è di sinistra?

Avere tre telefonini e battersi contro le antenne è di sinistra?

Cambiare opinione è di sinistra? O è un tradimento? Io, che rivendico tutto quello che ho fatto fin dalla fuga dalla casa paterna a oggi, ho spesso, dolorosamente, cambiato idea sulle cose e anche sulle persone.

Non essere contro la violenza, ma essere pacifisti a oltranza è possibile per uno di sinistra?

Si può parlare di politica senza costruirsi per forza l’avversario-nemico?

Fare al nemico le stesse cose che il nemico ha fatto a te, è di sinistra?

Credere che Pisa sia  una città di sinistra, è di sinistra o è da ignoranti?

Pensarla diversamente ed essere ugualmente amici, è possibile. E se sì, è di sinistra o di destra?

Tutto questo è solo una parte, piccola, che mi piacerebbe fosse affrontata fuori dai luoghi comuni.

A molte di queste domande, nella mia giovinezza, rispondevo sì, ad altre no. Ero felicemente incosciente e in perfetta buona fede. Ma ero anche un po’ coglione. Sia detto alla pisana. E non è detto che non lo sia anche ora.

Giorgio Piccioni

Commenti
03/09/2010 | 18:51
la tinchia ha scritto:
Mmmmm... onore a pistoia, onore agli zingheri. W Egel!

30/08/2010 | 14:25
FrancescoS ha scritto:
No, vabbè, c'è una trattativa in corso con una assessora e il marito dell'assessora continua a intervenire nel merito della trattativa attaccando una parte... veramente una finezza metodologica e una iniezione di fiducia nelle istitvzioni... a Pisa la realtà supera la fantasia come in X Files, ma onore al Danti per aver qui riunito due dei massimi intellettuali pisani quali il Piccioni e il Pistoia; ora ci mancano Filippo Bellissima, Roberto Merenda, il Macchia e quello che scrive "la tinchia" sui cartelloni e il gabinetto filosofico è completo.

29/08/2010 | 13:50
raimondo pistoia ha scritto:
Mi chiedo chi ha scritto al replica alla mia nota precedente, visto che non compare alcuna firma. Vorrei solyanto chiarire che il centro W. tobagi nacque tanti anni fa, aveva ovviamnet un coordinamento nazionale, e a pisa ha svolto attività di grande interesse. Non sono stato soltanto io il presidente di questo Centro, ma anche il compagno Ruglioni Sirio, che svolse un ruolo di primaria importanza per la città. Chi sta rispondendo davvero non sa quello che dice e a chi si riferisce. Il Rebeldia? lo volete? Non è un problema, ,l'importante che la città sappia che niente la deve penalizzare, così come è stato per tante altre associazioni, compreso il centro Tobagi. grazie raimondo pistoia ps io mio firmo con chiarezza.

29/08/2010 | 10:57
Per Giorgio ha scritto:
Tutti sanno che Giorgio Piccioni è a libro paga del Comune... ...quando prova a spacciarsi per giornalista con rassegne stampa in stile Emilio Fede... ...quando prova a spacciarsi per libero pensatore diventa ridicolo... ...dire di parlare per aggirare le diplomazie del comune mentre non si fa altro che fare da cassa di risonanza dei bassi istinti di un sindaco che ormai si nutre solo di paura perchè non ha il consenso di nessuno e l'unico consenso che può avere è quello che non deve essere picchiato (chi l'ha mai toccato?)... ...quell'uomo ha talmente paura che nemmeno ha il coraggio di dire che vuole sgomberare rebeldia... ...e qui entrano in scena personaggi come Piccioni che dicono quello che lui dice solo in privato e non in pubblico

29/08/2010 | 10:53
Per Raimondo ha scritto:
Raimondo Pistoia mente: nessuna proposta alternativa reale, tutta fuffa... ...ormai è chiaro a tutti che l'obiettivo di sua moglie, l'assessore Ciccone, è distruggere l'unità delle associazioni del progetto rebeldia sua moglie e soprattutto il sindaco hanno paura di loro e della loro forza pensare di paragonare l'associazione W.Tobagi a gente che organizza decine di attività alcune delle quali sono supplenze di servizi sociali che il comune non svolge è ridicolo e si commenta da se, ci mancherebbe anche che il Comune finanziasse associazioni personali di mariti di assessori intanto dopo i due precedenti comunicati di appoggio al sindaco Filippeschi firmati Forza Nuova oggi arriva anche l'apprezzamento della Lega Nord... ...Fontanelli diceva che la sinistra estremista viuole consegnare la città alla destra... ...secondo me si è confuso con i nomi e voleva dire Marco Filippeschi

27/08/2010 | 02:49
Servo dei Servi ha scritto:
Virgilio Barachini ha scritto: Non mi è mai piaciuto chi non ha il coraggio di sottoscrivere con nome e cognome le proprie azioni e opinioni(come, solo ad esempio, fanno "bempensante" e "servo dei servi").. Beh, leggo ora.Dato che questo e' un blog confermo che non ho bisogno di pubblicita' e questo e' il senso del mio anonimo.Ma se passi dalla mia casa, Rebeldia, ti spieghero' "punto per punto" quello che in un intervento non si puo' "esprimere" con precisione.. E se resto qui, insieme a mille altri, ad attendere te e le infinite fallocratiche risposte del ns sindaco non e' mica per coraggio(questo lasciamolo per le cariche a freddo).E' che non me ne frega una pippa..Questo e' un cortese invito.Quando vuoi, Virgilio Barachini

24/08/2010 | 15:50
raimondo pistoia ha scritto:
Il tuo commento Ritengo che sulla vicenda della Associazione Rebeldia sia giunto il momento di scrivere la parola fine. Mi pare che anche un Giudice sia andato in questa direzione. I ragazzi del Rebeldia, pur ammirevoli per ciò che sono stati capaci di costruire in questi anni, sanno benissimo e lo hanno sempre saputo che dagli spazi di via Battisti sarebbero dovuti uscire. Oggi il Comune fa delle proposte alternative.Se ai ragazzi del Rebeldia non vanno bene, forse non sarebbe male che cominciassero a pensare di trovarsi una sede loro confacente a proprie spese, così come in tanti abbiamo fatto in questa città , a cominciare dal Centro W. Tobagi, che ho presieduto per circa un ventennio. Grazie per lo spazio Raimondo pistoia

24/08/2010 | 10:57
Drugo ha scritto:
Giorgio Piccioni ha scritto: "Lo scopo principale del mio intervento era quello di uscire dalle sacche della diplomazia comunale (ahinoi!) nel confronto con Rebeldìa e da quelle furbette e doppiogiochiste espresse da Rebeldia." Se non è strumentale questa affermazione... Rebeldia ha una storia di almeno 4 anni di trattativa che dimostra il contrario. Furbetto e doppiogiochista è qualcun altro. Qualcuno a cui fa comodo far ritardare la Sesta Porta. Via, non scherziamo. Le parole di Piccioni sono assimilabili alle invettive di Feltri. C'è pochissima differenza, ma per lo meno Feltri non si pone le domande sulla destra e la sinistra...

24/08/2010 | 09:30
Fulvio Mozzachiodi ha scritto:
Perchè il ragionamento di Giorgio su Rebeldia è strumentale? Bisogna dimostrarlo, altrimenti si fanno affermazioni o si lanciano slogan. Stendere un velo è di destra o di sinistra? Più di Gaber mi viene in mente Della Mea: "è sempre da...."

23/08/2010 | 15:11
Homer Simpson ha scritto:
Mi fanno un po' sorridere quelli che chiedono di entrare nel merito del ragionamento di Giorgio Piccioni. Sinceramente nel complesso mi pare un ragionamento talmente sterile e poco attuale che entrarci nel merito vorrebbe proprio dire che non abbiamo di meglio da fare. Beh, io ho poco di meglio da fare. Quindi, seppur sinteticamente, vado per punti: 1) su Rebeldia penso che tutto il suo ragionamento sia strumentale e poco fondato sulla realtà. Lo capisco, del resto Rebeldia e il Piccioni sono fortunatamente mondi immiscibili, quindi meglio così... 2) sulla città in generale direi che espone argomentazioni poco originali, vabbè sarà il massimo che può esprimere... 3) su tutta la parte finale delle domande stendo un velo pietoso, ma stendere un velo pietoso è di destra o di sinistra?

23/08/2010 | 11:43
Fulvio Mozzachiodi ha scritto:
Sono stato a Frattocchie nel secolo scorso. 4 mesi a studiare Gramsci e Togliatti, ma anche Gerschenkron e De Felice (non Giugi). Poco tempo dopo sono uscito dal PCI e vi sono rientrato con la "svolta" della Bolognina. La società cambia, cambiano le idee, cambiarle si può, spesso si deve: altrimenti non sono idee, ma professioni di fede, anche quando si presentano come l'unica interpretazione autentica del metodo marxista, alla faccia della prassi (che dev'essere un po' controrivoluzionaria come il sottosuolo di Budapest che crollava ai primi tentativi di metropolitana comunista). Continuo a sentire molti attacchi personali o ideologici contro Giorgio il cui intervento condivido, pochi o punti tentativi di entrare nel merito.

20/08/2010 | 19:31
Virgilio Barachini ha scritto:
Non mi è mai piaciuto chi non ha il coraggio di sottoscrivere con nome e cognome le proprie azioni e opinioni(come, solo ad esempio, fanno "bempensante" e "servo dei servi"), ma in questa società virtuale la maggior parte delle persone lo fanno, e questo, a mio modesto parere, non è nè di sinistra nè di destra, ma soltanto vigliaccheria ! Giorgio fa una serie di pseudo domande (alle quali lui e noi abbiamo già dato risposta) ripetendo due concetti astratti (che Bobbio aveva tentato di definire senza peraltro riuscirci): "sinistra" e "destra", che già a suo tempo (molti anni fa) un altro Giorgio (Gaber) aveva demolito in una nota canzone (che Giorgio, ma forse no i giovani, conosce). Il giudicare la realtà in base all' "essere le cose e gli avvenimenti di sinistra o destra" forse sta la spiegazione (per me sempre stata misteriosa) della trasformazione del pensiero politico di Giorgio. La scarsa conoscenza applicativa del metodo di analisi Marxista alla realtà economica capitalista nell'attuale fase imperialista delle multinazionali (con le conseguenti ricadute sovrastrutturali nella politica, cultura, etica, ecc.), metodo che non va confuso col dogmatismo "religioso" del socialismo/comunismo realizzato nell'impero ex sovietico e in Cina, che molti ex Compagni di Lotta Continua avevano come riferimento, può essere la spiegazione di casi di "conversioni" in senso libertario e positivista, come potrebbe essere il caso Giorgio; ma potrei fare altri esempi di mutazioni politiche ben più conosciute a livello nazionale. Detto in termini banali a Giorgio è successo come alla maggior parte di noi abituati a servirsi della calcolatrice per fare le operazioni matematiche un po' complesse, quando si perde la calcolatrice non si sanno più fare ! Alla maggior parte dei vecchi Compagni del PCI (nonostante la scuola delle Frattocchie - dove però si imparava solo il catechismo del togliattismo) e dei movimenti extraparlamentari (che non avevano scuole politiche, ma erano succubi dello stesso vizio del bisogno di un leader(padre/madre), fosse esso Capanna, Sofri, Negri o Curcio) non fu mai insegnato, di proposito, come usare il metodo di analisi marxista e pertanto, quando il castello di sabbia, uscito da un colpo di Stato nel 1917, è crollato sotto i colpi del sistema capitalista, questi compagni sono rimasti orfani, prima di Stalin, poi di Togliatti e Berlinguer e sono diventati identici ai vecchi democristiani (anche senza la DC) ovvero dei trasformisti, individualisti, pragmatici e, soprattutto, amerikanizzati culturalmente. La doverosa battaglia contro le ideologie (iniziata dal giornale "Il Manifesto") si è rivelata una forma di karahiri del Comunismo, perchè ha permesso di "gettare con l'acqua sporca anche il bambino", causando lo sfascio globale che stiamo oggi vivendo. Nel 1976 noi Comunisti dicevamo "O Comunismo o barbarie". Credo che l'attuale realtà dimostri quanto era vero quello slogan ! Vigilio Barachini

20/08/2010 | 16:13
iTogna ha scritto:
Divisioni interne a Rebeldia non ce ne possono essere. Semmai qualora si verificassero esigenze e posizioni diverse all'interno del Progetto, probabilmente si trasformerebbe il Progetto stesso. Basta andare una volta ad un'assemblea per accorgersene. Dell'"accerchiamento" del Sindaco sinceramente mi verrebbe da parlarne in tono un po' troppo farsesco quindi evito. Noto solo che ce n'è ancora diversa di gente che parla a caso dell'accaduto. Eppure pensavo fosse chiaro a tutti che il Sindaco si accerchia da solo...

20/08/2010 | 15:55
Dick Dastardly ha scritto:
... e poi uno dovrebbe sforzarsi di non dire bischerate: ad esempio, l'"accerchiamento" del Sindaco, se proprio lo vogliamo chiamare così, con Rebeldia non c'entra una beneamata minchia, indipendentemente dai giudizi che se ne possano dare. Così come, se ci sono "divisioni" dentro Rebeldia, chi ne sostiene l'esistenza le espliciti, per favore. Troppo facile sparare insinuazioni, allusioni e minchiate a raffica senza fondamento. Certo, si fa carriera, magari in campo giornalistico o in Comune, ma rimangono comunque minchiate. E chi le dice non ha nemmeno la dignità di sostanziare le proprie affermazioni o di metterci la faccia quando le dice.

20/08/2010 | 15:40
Jimmi ha scritto:
Giorgio di sé dice - io non conto un cazzo - e non è vero. Diceva anche che nel dopo Fontanelli non avrebbe più lavorato per il comune e invece è sempre lì. Ma Giorgio dice anche cose vere, ne dice tante, troppe, e comunque sia, conosce i suoi polli. Che spesso sono polli del discount. Il problema è che Giorgio non digerisce sceneggiate patetiche, tipo accerchiare il sindaco e insultarlo istericamente. Non ha più voglia di ragionare all'infinito con splendidi ragazzi intelligenti che però ondeggiano ancora tra antagonismo duro e dialogo socialdemocratico. (Ossia non riescono a costruirsi una posizione e indipendente per parlare alla città... Pisa non sarà proprio molto di sinistra... però andiamo a Lucca e poi se ne riparla...) Le divisioni sono dentro Rebeldia e anche dentro alla giunta comunale. Il terreno è allentato, ma il buon gioco è ancora possibile.

20/08/2010 | 12:25
BENPENSANTE ha scritto:
oh, finalmente!!!! qualcuno che trova il coraggio di porre domande veramente imbarazzanti. Questo è lo spirito di innovazione che serve alla sinistra per rinascere. finalmente qualcuno che cerca di ragionaare oltre gli steccati. un fulmine a ciel sereno in questo paese che non riesce a smuoversi dai suoi retaggi ideologici. un paese dove la sinistra continua a definirsi socialista, quando non addirittura comunista. un paese dove non si è ancora superato l'antagonismo tra resistenza e giovani di salò. un paese che continua ad affrontare il problema dell'immigrazione in modo ideologico, riferendosi a principi vetusti come la libertà di movimento delle persone e i diritti umani fondamentali. un paese dove i giornalisti sembrano veline dell'unione sovietica. un paese che vede impedita la sua crescita morale e civile dall'appartenenza a campi ideologici vetusti e inconciliabili. ma aspettate..... oh cazzo!! ho letto bene? oggi è il 20 agosto 2010? ma davvero? accipicchia, mi sono appena risvegliato dal coma. pensavo fossero passati 3 mesi, e invece sono passati 21 anni. ero convinto di essere nel 1989. però qualcosa non mi torna. le riflessioni di questo Giorgio Piccioni sono proprio quelle che stavamo avanzando io ed alcuni miei amici per sostenere che dopo il crollo del muro di Berlino anche per il PCI fosse arrivata l'ora di cambiare strada. invece di occuparsi di eurocomunismo, socialismo democratico, e altre inezia varie, occuparsi invece dell'annosa questione delle buche di viale Bonaini, della necessità di sostituire le fioriere di Borgo stretto. non che in passato il PCI di queste cose non si occupasse, ma quello che noi rivendicavamo era l'esigenza di lasciar perdere tutto il resto, tanto c'avrebbe pensato il mercato e la banca centrale europea. in sostanza avanzavamo l'idea che invece di parlare di politica, si sarebbe dovuto cominciare a parlare degli individui. proprio come propone il signor Piccioni: "Studiare molto e bene è di sinistra? O è essere un secchione di destra?". il fatto che 21 anni dopo il signor Piccioni sia costretto suo malgrado a riproporre la questione in questi termini evidentemente significa che quella battaglia noi l'abbiamo persa. che l'Italia è sempre caratterizzata dalla presenza di un partito di massa come il PCI. che i consiglieri dei politici non sono ancora le agenzie di marketing ma i vecchi intellettuali stile Gianmario Cazzaniga. che i giornalisti non sono ancora dei battitori liberi che sostengono tutto e il contrario di tutto, ma hanno ancora una visione del mondo coerente che li imbavaglia. nonostante i miei 21 anni di assenza, con rinnovato entusiasmo, propongo allora a Giorgio e a chi come lui non ha smesso di sognare un mondo post-ideologico di continuare la battaglia. a proposito, qualcuno mi sa dire chi sia questo Valter Veltroni? dicono potrebbe rappresentare benissimo le nostre istanze.

20/08/2010 | 10:14
What world without Nutella? ha scritto:
"Non sono iscritto al Pd né a nessun altro partito, né ho intenzione di farlo. Non frequento gruppi o lobbies"... Giorgio Maria Goretti Piccioni? Questo rifarsi la verginità e proclamarsi orgoglioso battitore libero, quando da anni si è legati a doppio triplo filo al potere PD, tanto che questo ci ha messo sotto contratto e ci si affida per curarne la stampa e propaganda... Bravo Giorgio: ti risparmi la quota d'iscrizione, le riunioni pallose, o lo sforzo di racimolare dei voti. Ti pigli tutti i vantaggi e nessuno sbattimento. O chiamalo scemo! Però fattelo bastare, perché che tu voglia anche pigliarci per i fondelli, questo no. (A me la gente che si rivendica "non sono mai stato iscritto a un partito" m'è sempre stata sulle scatole: di solito, per metà significa "non ho mai avuto voglia di sbattermi per fare qualcosa di utile", per l'altra metà "chi me lo fa fare di sbattermi col partito quando il culo al caldo ce l'ho già".)

20/08/2010 | 01:30
MASTELLA ha scritto:
Raccomandare i figli è di centro.

20/08/2010 | 00:13
Servo dei Servi ha scritto:
" Anche sulla Questura, mi pare che tu faccia il verginello di Monte Nero, anzi del monte Serra; ignori forse che fra forze dell%u2019ordine e ribelli ci sia quasi sempre un rapporto? Che in alcuni casi si contratta l%u2019uscita da una situazione? Davvero non ne sai nulla, nemmeno sulle occupazioni concordate %u201Cdue giorni e andiamo via%u201D? Io mi pretendo le mie di responsabilità; ai miei tempi, assai più partecipati e tumultuosi, a Pisa c%u2019era un rapporto fra Questura e servizi d%u2019ordine. Senza che fosse disonore per nessuno. Ma davvero sei meravigliato? Davvero ti è insopportabile questa ironia? Capisco che ci sia chi si arrabbia %u201Cper lesa maestà%u201D, ma tu%u2026 " Risposta a Giorgio Piccioni.Non scrivo sul suo giornale e/o simili per evitare un'importanza che lui non ha Io c'ero, Giorgio Piccioni, io Mebe, Grog, Antonio e gli altri.Ma non ti ho mai visto ad una nostra riunione.NON sempre e' andata come hai scritto tu.Questo buon rapporto con la questura si riduceva "sempre"! con la solita frase di Mebe, alla fine della riunione del S.O. "E se sono abbastanza furbi sanno che a stringere un gatto contro un muro ci si rimette sempre.." Beh, a volte non e' andata proprio cosi'.Gli innumerevoli(negli anni)scontri a Pisa sono stati una conferma. Fatti da parte e lasciaci passare, Giorgio Piccioni.Rebeldia non e' Serva di nessuno, tantomeno della politica Se una volta hai capito poco di un sogno, ora quantomeno e' il momento che tu aiuti a realizzarlo.. Servo dei Servi

20/08/2010 | 00:12
Servo dei Servi ha scritto:
" Anche sulla Questura, mi pare che tu faccia il verginello di Monte Nero, anzi del monte Serra; ignori forse che fra forze dell%u2019ordine e ribelli ci sia quasi sempre un rapporto? Che in alcuni casi si contratta l%u2019uscita da una situazione? Davvero non ne sai nulla, nemmeno sulle occupazioni concordate %u201Cdue giorni e andiamo via%u201D? Io mi pretendo le mie di responsabilità; ai miei tempi, assai più partecipati e tumultuosi, a Pisa c%u2019era un rapporto fra Questura e servizi d%u2019ordine. Senza che fosse disonore per nessuno. Ma davvero sei meravigliato? Davvero ti è insopportabile questa ironia? Capisco che ci sia chi si arrabbia %u201Cper lesa maestà%u201D, ma tu%u2026 " Risposta a Giorgio Piccioni.Non scrivo sul suo giornale e/o simili per evitare un'importanza che lui non ha Io c'ero, Giorgio Piccioni, io Mebe, Grog, Antonio e gli altri.Ma non ti ho mai visto ad una nostra riunione.NON sempre e' andata come hai scritto tu.Questo buon rapporto con la questura si riduceva "sempre"! con la solita frase di Mebe, alla fine della riunione del S.O. "E se sono abbastanza furbi sanno che a stringere un gatto contro un muro ci si rimette sempre.." Beh, a volte non e' andata proprio cosi'.Gli innumerevoli(negli anni)scontri a Pisa sono stati una conferma. Fatti da parte e lasciaci passare, Giorgio Piccioni.Rebeldia non e' Serva di nessuno, tantomeno della politica Se una volta hai capito poco di un sogno, ora quantomeno e' il momento che tu aiuti a realizzarlo.. Servo dei Servi

19/08/2010 | 14:01
FrancescoS ha scritto:
Notevole il dérapage con cui prima si era manifestato il solito disagio da nazionalista pisano verso gli studenti, poi, accortosi d'essere andato troppo sopra le righe (o fuori dal vaso), si recupera in zona Cesarini dicendo che gli studenti sono bravi e belli e una risorsa. Non mi piace questo elenco. Mi verrebbe da aggiungerci: il bagno è di destra? la doccia è di sinistra? Dove vanno a finire i palloncini? e altre cose così. in stile ultimo Giorgio Gaber; ché lui sì che sull'ultimo non diceva niente di interessante e campava di rendita. Ma proviamo. Stare in una casa al nero e non denunciare l%u2019affittuario è di destra? No, è semplice necessità della parte più debole. Che se denuncia, non ha un vero sistema di tutela. Perché chi affitta al nero sono tanti e pisani, e votano qui. Cosa si è fatto a livello locale per incentivare, anche economicamente, i proprietari a dichiarare gli affitti? E' mai stato fatto un censimento reale degli immobili e della loro destinazione? C'è uno sportello o un ufficio dove gli studenti possono rivolgersi per informazioni o aiuto? Come si fa a risolvere questi problemi in una città in cui solo metà degli abitanti ha diritto di voto e quindi governa sull'altra metà? E in cui è anche dall'alto, e non solo da destra, che si alimentano le divisioni fra le due mezze città, invece di contrastarle in nome della convivenza civile? La classe politica non dovrebbe impegnarsi a essere un po' meglio della media e mediocrità cittadina, invece di rispecchiarla passivamente anche nei suoi aspetti peggiori e assecondarne i bassi istinti? Sennò invece di annoiarci con le campagne elettorali smettiamo di fare le elezioni e sorteggiamo i consiglieri a caso fra chi passa per strada (purché pisano). (Ah, non so quanto ci si scapiterebbe.) Pensare che la Polizia è fascista è di sinistra? Non so, per me contano i fatti, non i pensieri. Ma la Polizia Municipale, impiegarla per rompere a calci le tende degli sgomberati di via Marsala accampati in centro, è di sinistra? Fargli strattonare donne rom incinte, è di sinistra? Il capo della Polizia Municipale che va ad alimentare le tensioni durante gli sgomberi dei campi, con offese e insulti, urlando a gente già provata "ti faccio portare via i bambini", è di sinistra? Voler ridurre i lavoratori della Polizia Municipale a miliziani della maggioranza, è di sinistra? Sciogliere gli ordini professionali, a cominciare dai giornalisti, è una cazzata di destra? No, perché nel 2010 è ora di finirla con i Giornali e Giornalisti con la maiuscola e i giornali e giornalisti con la minuscola. Ma anche di lucrare, come fanno tanti, sul fatto che cinquant'anni fa ci si è iscritti all'ordine dei Giornalisti, e allora si è Giornalisti in eterno anche se non si fa i giornalisti, e quello che si dice è sempre e comunque ex cathedra, anche se è una cazzata. Pensare che i pisani autentici sono quelli nati e vissuti a Pisa, è di sinistra? No, però lo fanno in tanti, anche sedicenti di sinistra. E su questo humus siamo tutti "ospiti" e il terzo giorno è passato da un pezzo, le pizzerie in piazzetta cacciano i terroni, sul ponte di Mezzo si pestano i calabresi, si picchia chi ha una sciarpa sbagliata salvo poi dirgli "ma lo potevi dire subito che non era di quella squadra", i negozi in centro cacciano chi "ha l'aspetto di straniero", i pub a Tirrenia cacciano i senegalesi, non si fanno salire gli zingari sull'autobus... Stroncare senza se e senza ma questa incultura, e dire che chi la pensa così è di destra, anzi è solo scemo, questo sarebbe di sinistra. Ma non lo fa nessuno. La rendita del mattone: la lotta al valore abnorme del mattone a Pisa, fino a sottrarre ai pisani un introito %u201Cimportante%u201D, è di sinistra? Sì, ma non la fa nessuno, quindi più che essere di sinistra, è un sogno erotico. Però, com'è che su cose come queste non ho mai sentito vive e vibranti prese di posizione giornalistiche, salaci battute e pungenti ironie, acuti articoli su Pisapravda Flash? Forse perché è più facile e meno scomodo, anche se in fondo molto triste, fare ironia sui deboli, piuttosto che sui forti? Dé, poi quelli si incazzano! Ma l'ironia, non sarebbe più divertente farla per evidenziare i paradossi e le miserie del potere, per evidenziare le cose che non tornano, per dire non solo che il re è nudo, ma ce l'ha anche piccino? Così, si chiamerebbe "satira". Usarla contro chi sta in basso, invece, è ribadire l'italico carattere di essere sempre pronti ad accorrere in aiuto del vincitore. In Italia finisce che sono piu' i comici a fare quel lavoro di inchiesta e di controllo sul potere (che, ricordiamolo, _serve_ a una democrazia compiuta) che dovrebbero fare i giornalisti. A Pisa, nemmeno quello. Via, basta con gli sproloqui, andiamo a fare un po' di pungente ironia con qualche barzelletta sugli zingari.

19/08/2010 | 09:42
Rob. ha scritto:
Chiamate un'ambulanza, è urgenissimo!!!!