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In mezzo al guado
22/11/2010 | 08:15 | Stampa

Controradio lunedì 22 novembre ore 8,15

Le chiamano notti bianche. Al di là dell’origine russa, da quest’altra parte del continente sono associate a eventi culturali e sociali che prolungano il giorno quando diventa buio attraverso musica, mostre, teatro, danza, shopping e incontro fra le persone di una città. Parigi, Roma, Firenze e, l’altra sera, anche Pisa. Nonostante l’uggia di una pioggia fitta e fastidiosa le strade si sono a loro modo riempite. È doveroso dire a modo loro.

L’idea della “Notte bianca in blu” è venuta ai commercianti del consorzio “Pisaviva” e il messaggio lanciato è stato inequivocabile: “Mary e Pasquale” a fare piano-bar sotto il comune; in Logge di Banchi porchetta e piadina romagnola. E ancora: un po’ di caldarroste in piazza Garibaldi, poco più in là band giovanili e nello storico Borgo stretto immancabili balli caraibici. Naturalmente negozi aperti fino a tardi (leggi le 23) e le mostre (Mirò compresa) fino alla mezzanotte. Ci domandiamo se una città d’arte come Pisa non dovrebbe già aver previsto che il sabato sera si possa andare, anche dopo cena, a visitare una mostra d’arte indipendentemente da una serata-evento.

La “notte” di sabato è stata lo specchio di una città che è un po’ troppo, ultimamente, in balia degli eventi che le scivolano addosso. Pisa sembra un po’ una pagina facebook, dove ognuno posta quello che vuole e, alla fine, diventa un collage illeggibile. Forse una città è già di per sé così, ma chi la amministra dovrebbe proporre un’idea, dare un senso (o almeno provarci). E così una potenzialità culturale come una notte bianca diventa la serata dei commercianti che, come offerta culturale, ripete modelli aggregativi basati sul consumo nudo e crudo con una babele di suoni e musiche giustapposte.

Mercoledì 1 dicembre il Sindaco Marco Filippeschi terrà una conferenza pubblica sulla “Città che cresce”, in occasione del bilancio di metà mandato della sua giunta. Dopo le dimissioni del capogruppo del Partito democratico in Consiglio, Ranieri Del Torto, e le divisioni dovute ai riassetti congressuali del Pd, Pisa attende non solo un resoconto stenografico, ma anche un colpo d’ala.

Servirebbe un nuovo patto politico-programmatico con la città e con il consiglio comunale: il rischio, altrimenti, è quello di tirare a campare per i restanti due anni e mezzo. Sarebbe decisivo azzerare la giunta e rifarla daccapo rilanciando su tre-quattro grandi temi e questioni: la cultura e i saperi, l’integrazione verso i migranti e l’apertura della città, il rapporto con l’università e i centri d’eccellenza, la partecipazione attiva nelle scelte dell’amministrazione (a cominciare dal bilancio 2011, che pare già bello e scritto).

Non serve passare la nottata, come diceva Eduardo de Filippo… la prossima volta potrebbe essere non bianca, ma in bianco.

Commenti
27/11/2010 | 15:07
andrea ha scritto:
in molti paesi si può andare almeno una volta la settimana ad un museo dopo cena e si può anche prendere un caffe e una fetta di torta,,,in occasione di mostre importanti non vedo perchè non possa farlo anche pisa, anche solo una volta la settimana oppure ogni due...sarebbe interessante, come sarebbe interessante dare più spazio ai giovanissimi giusto per toglierli dal bivacco inutile e rendere utile l aggregazione...

23/11/2010 | 12:04
Iena ha scritto:
Filippeschi fa l'inizitiva di metà mandato... ...nel senso che metà ce l'hanno già mandato attendiamo l'altra metà per levarcelo definitivamente dai maroni

22/11/2010 | 16:57
pierpaolo ha scritto:
attendiamo allora con gioia e tripudio il giugno pisano, lì sì unicità di intenti e programmazione, coordinamento, cultura con la C maiuscola, e insomma... chi più ne ha più ne metta!

22/11/2010 | 14:41
Rob ha scritto:
"Sarebbe decisivo azzerare la giunta e rifarla daccapo" Daccordissimo! Purchè quelli dell'attuale giunta spariscano TUTTI, Filippescu per primo.