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29/11/2010 | 08:15 | Stampa

Controradio lunedì 29 novembre ore 8,15

Martedì. Lettere, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Lingue, Economia, Scienze, Ingegneria occupate. Nel pomeriggio presidio sui lungarni e blocco del traffico davanti al Rettorato sotto lo striscione: “Liberiamo le Facoltà solo la lotta paga”.

Mercoledì. Nella mattinata occupati i cinque ponti principali della città: Ponte della Cittadella, Solferino, Ponte di Mezzo, quello della Fortezza e della Vittoria. Poi in corteo fino all’aeroporto civile “Galileo Galilei” dove gli studenti riescono a occupare la pista di volo e lo scalo passeggeri per una ventina di minuti. Da qui la manifestazione torna in città e blocca per circa mezz’ora due binari della stazione. “Se bloccate il nostro futuro, noi blocchiamo la città” è lo slogan del movimento pisano.

Giovedì. Prima i ricercatori e i dottorandi sul tetto della Sapienza e sulla Torre Guelfa alla Cittadella, poi gli studenti alla Scuola Medica e, ancora, l’occupazione pacifica di Piazza del Duomo da parte di duemila manifestanti. La protesta sale più su, in cima alla Torre pendente: “No Riforma. General Strike”. Si continua con il blocco del traffico ferroviario da parte dagli studenti universitari che, in corteo, lungo i binari, dalla stazione di San Rossore raggiungono quella Centrale.

Venerdì. Occupate anche Antichistica e Scienze della Terra. In mattinata la contestazione è arrivata sotto la sede di Confindustria al grido “Marcegaglia: il nostro sapere contro il vostro sfruttamento”. Nel pomeriggio occupazione del Rettorato e occupazione del tetto del Rettorato fino a tarda notte. La lotta e le occupazioni delle varie facoltà continueranno fino a martedì, giorno nel quale dovrebbe esserci l’approvazione della controriforma alla Camera dei Deputati e la grande manifestazione a Roma.

Sull’Unità Concita De Gregorio ha scritto che anche ai suoi tempi si occupavano i lungarni. Anche negli anni Novanta una grande manifestazione ha portato 20.000 studenti proprio lungo l’Arno contro il primo governo Berlusconi. E sette anni fa, contro la seconda guerra in Iraq, l’aereoporto militare di Pisa è stato invaso pacificamente dai disobbedienti che cercavano ostinatamente di bloccare i treni carichi di armi verso Camp Darby.

Ma oggi gli studenti ci danno un’altra lezione, come ha scritto Gabriele Romagnoli su Repubblica. “Fermate il mondo, voglio salire. La protesta ha sempre avuto facilità a trovare i bersagli: il potere si traveste, cambia montatura di occhiali, faccia, addirittura sesso, ma non il titolo davanti al nome e men che meno la strategia. Ora ha trovato anche il percorso: inaspettatamente, verso l’alto. Prima le gru, poi i tetti delle università, infine, in un crescendo simbolico, la vetta dei monumenti”. Andare più su significa soprattutto la voglia di volare verso il futuro: il futuro di un paese migliore.

Commenti
30/11/2010 | 09:41
pierpaolo ha scritto:
"perché diciamo... c'è una strada centrale... da una parte [...] e dall'altra le forme di lotta, e noi dobbiamo percorrerla tutta, fino all'Olimpo!" grandioso john lennon!

29/11/2010 | 14:22
john lennon ha scritto:
ero io!!

29/11/2010 | 12:48
Rob. ha scritto:
In una assemblea studentesca assai animata e partecipata di qualche anno fa qualcuno si spinse oltre, terminò un'imporvvisato comizio dicendo: "...e poi via, verso l'Olimpo...!!!". Piccolo quiz: chi si ricorda chi era costui? Il quale tra l'altro, nel suo piccolo, è stato in qualche modo profetico...