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Volere volare
07/02/2011 | 08:15 | Stampa

Controradio lunedì 7 febbraio ore 8,15

E dopo la visita e l’incontro con Enrico Rossi, sono arrivate in Consiglio comunale due mozioni (entrambe approvate) sull’integrazione fra l’aereoporto di Pisa e quello di Firenze: una della maggioranza (Pd, Idv, Psi e lista civica) e l’altra di Sinistra Ecologia Libertà.

Così la mozione del centrosinistra: «ogni scelta d’integrazione, necessariamente imperniata sulla centralità dell’aeroporto “Galileo Galilei” e dell’esperienza di gestione e di programmazione strategica del suo management, dovrà partire da alcuni elementi di valutazione fondamentali e irrinunciabili». Eccoli: non soltanto l’elaborazione da parte della Regione di uno studio di impatto economico a seguito della realizzazione di una nuova pista all’aeroporto “Amerigo Vespucci” e la definizione di un “Piano di sviluppo del sistema aeroportuale toscano” per i prossimi 15-20 anni, ma anche l’elaborazione e la piena condivisione di una strategia di sviluppo industriale che assicurino sia la crescita dello scalo pisano secondo le previsioni programmate, sia la crescita complessiva dei due scali.

La mozione, inoltre, chiede anche garanzie e coordinamento sui tempi degli investimenti nei due aeroporti, segnatamente fasi temporali compatibili con le scelte già lanciate per l’Aeroporto Galilei, evitando che l’ampliamento delle infrastrutture di volo dell’aeroporto di Firenze inneschi fenomeni traumatici di spostamento di flussi di traffico e di “guerre tariffarie”. Infine, da parte del Consiglio comunale di Pisa si chiedono garanzie ben precise circa le condizioni finanziarie, di gestione e dei programmi d’investimento della società aeroportuale fiorentina.

Il senso profondo della discussione di questi mesi lo riassume bene la mozione di SEL, anch’essa approvata, secondo cui la discussione sul sistema aeroportuale toscano deve evitare eccessi campanilistici e pensare, invece, a strategie di medio/lungo periodo, essere affrontata ragionando di bacini di traffico e livelli di potenziali servizi che le infrastrutture aeroportuali e territoriali devono poter offrire alle popolazioni interessate; «sono, perciò, da evitare forme sfrenate di concorrenza, che potrebbero anche avere dannose ripercussioni sui lavoratori degli scali, in particolare i dipendenti precari e i lavoratori delle imprese di gestione di servizi».

Commenti
07/02/2011 | 16:02
leonardo ha scritto:
Tralasciando le responsabilità sulle scelte passate che hanno portato al dualismo dei due aeroporti cosi vicini tra loro; bisogna puntare ad una ripartizione in funzione delle capacità ricettive, quindi a Peretola il trasporto di piccolo cabotaggio e a SanGiusto il medio grande con stoccaggio merci. Scelte forzate per la sicurezza dei voli.