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La Scuola
21/02/2011 | 16:45 | Stampa

Controradio lunedì 21 febbraio

A Pisa, da cinque anni, è attiva la scuola d’italiano per migranti, un progetto educativo nato per volontà dell’associazione “El Comedor Estudiantil Giordano Liva”, una onlus che conta più di 400 soci e opera da più di otto anni in Perù con progetti di cooperazione e solidarietà internazionale. A Caracoto, infatti, sono attive una mensa (che offre colazione e pranzo a 140 bambini del luogo), un asilo (che ospita due classi), un luogo di socializzazione e un punto di discussione e riflessione per le famiglie e la comunità locale. A Cusco, invece, è attivo un doposcuola che raccoglie 50-60 bambini con molteplici attività educative, ludiche e sociali.

Proprio nel 2006 le volontarie e i volontari del “Comedor” decisero di aprire anche nella città di Pisa un’attività di volontariato in relazione diretta con l’esperienza peruviana. Ecco l’idea di una scuola d’italiano per migranti; prima sede ospitante Rebeldìa. Adesso la scuola ha sede nell’istituto alberghiero “Matteotti” e condivide aule e passione con professori e studenti del corso serale. Monica, una volontaria della scuola, ci racconta nel dettaglio: «Non è una classica scuola – premette – noi innoviamo le metodologie. C’è un piano educativo che significa intendere la scuola come una casa, ovvero un luogo dove i migranti si conoscano e riconoscano. Il rilassamento, il sentirsi a proprio agio è fondamentale, unito al lavoro sulla lingua, ovvero curare la persona per portarla ad esprimete il proprio sé».

E lunedì festa grande, proprio sulla lingua. Il 21 febbraio del 1952 è il giorno dell’indipendenza della lingua del Bangladesh dal Pakistan: un giorno importante, costato sangue e vite umane. Festeggiare ogni anno in quella data significa mettere al centro il potere della lingua come strumento di autonomia e libertà: liberi di utilizzare la propria lingua. Annuisce Sintu, uno degli organizzatori di questa festa. Questa festa con oltre cento persone mescola educatori e studenti, professori del serale e volontari in una giornata che, dalla preparazione dei piatti alla presentazione della cena, è semplicemente bella.

Come semplicemente bello è lo sguardo di Papa che faceva l’insegnante in Senegal e, adesso, dopo essere stato studente fa il professore in Italia alla scuola d’italiano del “Comedor”. È bello insegnare, è bello sentirsi a casa.

Commenti
25/02/2011 | 19:27
FrancescoS ha scritto:
Caro Dario, e' indubbiamente solo per esigenze di sintesi che nel racconto (bello) c'e' un'ellisse che però preferirei colmare: la scuola non è stata "ospitata" a Rebeldia, ma, con orgoglio e soddifazione di tutti, ne è stata una parte essenziale, del resto il Comedor fa parte del Progetto Rebeldia. Poi visto che dal 30 ottobre 2010 Rebeldia poteva essere sfrattata in qualsiasi momento dalla nostra Amministrazione magnifica e progressiva, il Comedor ha preferito non iniziare nuovi corsi in via Battisti; sennò non è chiaro il passaggio (anche il passaggio meramente fisico). Ora vai a sapere cosa succederà, visto che Rebeldia è per il momento homeless, il Comune continua a mettergli i bastoni fra le p... ehm, le ruote, e via Andrea Pisano, se mai sarà, sarà chissà quando e chissà come. Magari potremmo spingere tutti per accelerare i passaggi, così magari ci sarà una scuola (anche) nella nuova Rebeldia, a fianco dello sportello per immigrati di Africa Insieme, a insegnare l'italiano ai giocatori stranieri della Futbol Rebelde che sennò poi in campo non capiscono le indicazioni del Mister, e insieme alle altre mille attività della vecchia Rebeldia e a mille altre di una nuova Rebeldia. "Che cento scuole gareggino" in questo caso non è una metafora!

23/02/2011 | 19:51
Fabio Artigiani ha scritto:
La scuola dovrebbe essere sentita come la "casa", come una "casa", uno spazio dove chi deve crescere si senta protetto e capito, anche nei suoi disagi, nelle sue sofferenze, nelle sue ovvie immaturità. E dove chi insegna senta l'importanza del lavoro che fa e gli venga riconosciuta. Ripeterei: un altro mondo è possibile... e Papa ne fa già parte. Un saluto Fabio www.lepicentro.it