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Le bombe
28/02/2011 | 08:15 | Stampa

Controradio lunedì 28 febbraio ore 8,15

Secondo le ultime rivelazioni del sito WikiLeaks, vi sarebbe la presenza di cluster bomb (le bombe a grappolo) all’interno della base Usa di Camp Darby, situata fra Pisa e Livorno.

Nel 2008 l’Italia ha aderito al trattato che mette al bando questo tipo di ordigni. Sempre secondo WikiLeaks, nei mesi scorsi, le autorità americane hanno chiesto a Gianni Letta se la presenza di cluster bomb all’interno della base rappresentasse o meno un problema. Pare di no visto che il Parlamento italiano non ha ancora ratificato il trattato.

È di quest’estate, inoltre, la notizia della trasformazione dell’aeroporto militare di Pisa un nuovo Hub, punto di riferimento per tutte le forze armate che avranno bisogno di spostarsi per le missioni nei teatri internazionali. Molti osservatori, come lo studioso di questioni internazionali Manlio Dinucci, pensano che la decisione di costruire all’aeroporto di Pisa l’Hub aereo «sia stata presa su pressione del Pentagono, che ha bisogno di potenziare l’invio di materiali bellici da Camp Darby ai vari teatri operativi, ipotesi confermata dalla relazione alla Commissione Difesa della Camera in cui si afferma che la struttura, una volta realizzata, potrà essere messa a disposizione della Nato in caso di crisi internazionali».

Sulle rilevazioni di WikiLeaks circa la presenza di cluster bomb nella base americana, giovedì scorso in Consiglio comunale c’è stata la risposta del Sindaco ai question-time presentati da Sel e Prc: «Se il cablogramma dell’ambasciata americana confermasse le indiscrezioni di stampa – ha detto Marco Filippeschi – sarei pronto a intraprendere un’iniziativa formale per chiedere spiegazioni al comando statunitense della base».

Il sindaco, inoltre, in relazione ai progetti che legano Camp Darby al Canale dei Navicelli in merito al potenziamento del trasporto di materiali sulle chiatte fino al porto di Livorno, ha ribadito la necessità di una gestione ragionevole. «Si tratta – ha detto il primo cittadino – di un allargamento di pochi metri della darsena prospiciente la base per lo stazionamento di due chiatte, mentre oggi c’è lo spazio per una sola».

Sull’intera vicenda ha espresso un parere totalmente diverso il capogruppo di Sel, Carlo Scaramuzzino, ribadendo come «sia giunto il momento di rivedere l’accordo bilaterale Italia-Usa sulla presenza delle basi militari e fare uno scatto in avanti per evitare di trasformare Pisa in una capitale europea della militarizzazione».

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