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Che ci vuole?
21/03/2011 | 08:15 | Stampa

Controradio lunedì 21 marzo ore 8,15

Il prossimo 27 aprile, anniversario della strage di Nassirya nella quale perse la vita il capitano dell’esercito e paracadutista della Brigata Folgore Nicola Ciardelli, l’omonima associazione a lui dedicata e l’Amministrazione comunale organizzeranno, per il secondo anno consecutivo, la “Giornata della Solidarietà” per promuovere il progetto “La casa dei bambini di Nicola”. Lo faranno presso la caserma Gamerra, dove ha sede la scuola dei paracadutisti.

Il progetto della onlus è molto ambizioso e chiaro: «Sulle colline di Firenze – si legge nel sito –  in posizione strategica rispetto ai centri sanitari pediatrici della città, verrà restaurata una casa colonica di proprietà della Croce Rossa, in grado di accogliere i piccoli ospiti giunti da paesi esteri e bisognosi di cure mediche urgenti insieme ai loro accompagnatori. Sarà, questo, un modo concreto per continuare l’impegno dei militari italiani coinvolti nelle missioni di pace».

In quest’ultimo mese sono state tante le prese di posizione favorevoli e contrarie all’iniziativa: cittadini, genitori, associazioni, movimenti, partiti e istituzioni. A distendere gli animi, la lettera della presidente, Federica Ciardelli. Se da un lato viene esplicitato chiaramente che l’intento della giornata è quello di far conoscere e raccogliere fondi per un meritorio progetto di solidarietà, dall’altro si fa notare come la Folgore abbia messo e metta a disposizione gratuitamente spazi e risorse che da nessun’altra parte si sarebbero potuti trovare. «Credo che a volte la politica dovrebbe essere messa da parte – scrive nella lettera Federica Ciardelli – e si dovrebbe tentare di aprire la mente ed il cuore a ciò che viene proposto, leggendolo nella sua semplicità, senza necessariamente andare oltre». L’auspicio finale è volto a «una riflessione che inviti a ricomporre la questione e a pacificare gli animi».

Una riflessione articolata ed efficace viene da 42 insegnanti degli istituti comprensivi Gamerra, Fucini, Toniolo, Galilei, Tongiorgi e Nicola Pisano che motivano così la scelta di non portare i loro alunni in caserma. «Leggiamo, e non abbiamo motivo di dubitare, che le intenzioni dei promotori dell’iniziativa siano quelle di “trasformare in amore ciò che la guerra e l’odio hanno prodotto”. […] Pensiamo però che lo spirito che anima la giornata cozzi irrimediabilmente con la realtà del luogo in cui si svolge. La caserma infatti rappresenta in questi anni un luogo da cui partono delle missioni militari sulle cui finalità ci sarebbe da discutere e da dibattere, missioni che mettono in forte discussione l’articolo 11 della Costituzione della Repubblica».

«Certo – continua la lettera – per noi adulti è facile razionalizzare, distinguere, separare. Sappiamo bene capire che uno stesso luogo, che 364 giorni all’anno ha uno scopo, ne può avere, per una mattina, uno diverso. Nei bambini e nelle bambine delle nostre scuole, però, questa capacità critica è ancora tutta da formare. È un percorso lungo, che non si compie in una giornata e nemmeno in un percorso di due mesi. È la crescita consapevole. È l’educazione quotidiana».

E allora, chiedono le insegnanti e gli insegnanti, perché non «spostare tutti i magnifici contenuti in un luogo di pace e di incontro, come, ad esempio, la Stazione Leopolda. Che ci vuole?»

Commenti
22/03/2011 | 12:58
Dario Danti ha scritto:
Ho già scritto in merito... http://www.dariodanti.it/articolo.php?view=565

22/03/2011 | 10:11
alda ha scritto:
penso che vito intendesse chiederti qual è il tuo contributo originale alla riflessione. su, uno sfozino per un pensiero (e parole) tutto tuo...

22/03/2011 | 09:38
Dario Danti ha scritto:
E' un pezzo giornalistico per Controradio. Mi pare che il titolo e il finale siano chiari.

21/03/2011 | 19:36
Vito ha scritto:
Non ho capito qual è il tuo contributo al dibattito, al di là dei virgolettati.