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N.N.
11/04/2011 | 08:15 | Stampa

Controradio lunedì 11 aprile ore 8,15

Franco Serantini, “anarchico ventenne colpito a morte dalla polizia mentre si opponeva ad un comizio fascista”, come recita la scritta sul monumento donato dai cavatori di Carrara e apposto in piazza San Silvesto a Pisa, dove Franco è stato, al riformatorio “Pietro Thouar” (prima sede della Scuola Normale e adesso foresteria per studenti).

La lettura del libro di Corrado Stajano, l’incontro e l’amicizia con Nanni Balestrini, il sodalizio artistico con Stefano Busellato. Così è nata N.N., rappresentazione teatrale di Francesco Filidei dedicata proprio al giovane morto il 7 maggio 1972, alle 9,45 nel carcere Don Bosco. Il 5 maggio Franco Serantini viene massacrato dalle cariche della polizia avvenute contro la manifestazione organizzata per impedire un comizio fascista (“cascasse il mondo su un fico, il fascista Niccolai a Pisa non parlerà!”); non viene curato per tre giorni, quindi la morte.

Francesco Filidei, classe ’73, è uno di quei pisani che per fare il compositore è andato fuori dall’Italia. Allievo di Salvatore Sciarrino, si è perfezionato a Parigi e poi a Zurigo. Le sue opere, edite da Rai Trade e Ars Publica, sono state eseguite dalle orchestre europee più importanti. La sua fama, nel 2007, è arrivata anche in Giappone con un importante premio internazionale.

N.N.: “nomen nescio”, “nome sconosciuto”. Una dicitura infamante, apposta sulle carte d’identità dei trovatelli in quel periodo. E Franco Serantini era un trovatello.

N.N. Sulla morte dell’anarchico Serantini, per sei voci soliste e sei percussionisti, sarà in prima nazionale al Teatro Verdi di Pisa giovedì prossimo. La rappresentazione è un grande affresco sonoro affidato ai Neue Vocalsolisten Stuttgart e ad Ars Ludi Roma.

La manifestazione, il carcere, il funerale. Nella prima parte si allude agli scontri, ci sono ululati di sirena, fischietti di polizia, orchestrali che battono i piedi a terra imitando un plotone in marcia. La seconda è un percorso nella mente e nel corpo martoriato di Franco. L’ultima vede i partecipanti – seduti nei due lunghi tavoli neri sovrapposti su piani diversi che dominano la scena (un po’ tribunale, un po’ mensa, un po’ luogo di lavoro) – che schioccano lingua e dita in un grido muto organizzato; poi l’esplosione con le mani che battono, i corpi contro il legno, baci, colpi di tosse, urla.

Le urla, a volte, sono nel silenzio di chi a vent’anni ci lascia. Il ricordo di tutti è anche una vicenda tutta singolare.

Commenti
12/04/2011 | 14:49
Beppe ha scritto:
Bravo Dario, hai fatto bene a ricordare Serantini in un momento in cui la sua figura rischia di essere dimenticata, così come lo splendido concerto di Filidei di giovedì prossimo. Ne approfitto per segnalare a tutti gli interessati, e a te per primo, l'iniziativa organizzata questa sera alla Limonaia dal Progetto Rebeldia (vittima in questi giorni dell'ennesima beffa del Comune su cui spero interverrai), in associazione con la Biblioteca F. Serantini. Fra gli altri sarà presente anche Francesco Filidei. Vi aspettiamo numerosi! http://www.inventati.org/rebeldia/index.php?option=com_eventlist&Itemid=81&func=details&did=15006