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Giornata d'un elettore
12/06/2011 | 23:43 | Stampa

Può capitare che ti devi svegliare presto presto perché devi portare al seggio in macchina un’amica che è venuta apposta dalla Germania dove fa la ricercatrice (leggi fuga dei cervelli): a Musigliano, frazione di Cascina. Poi torni, voti alle 8 e 05, e subito un amico del liceo, che incontri per caso nel corridoio della scuola, ti dice che devi garantire per lui perché non ha un documento dietro. Fatto. E c’è già tanta gente di primo mattino. Il tempo non è certo da gita al mare, come caldamente consigliato dal Tg1 del Minzolini. Si aprirà il cielo, ma solo nel pomeriggio.

Al voto, al voto. L’hanno detto Napolitano e tante, tante persone: dagli artisti agli attivisti. Si sono spesi i sindaci pisani e toscani, i ragazzi e le ragazze dell’università, che in poche settimane hanno raccolto a Pisa oltre 2.200 richieste di fuorisede e lavoratori: saranno i rappresentanti dei partiti o dei comitati al seggio e, così, potranno votare senza tornare per forza a casa. Poi c’è un mio amico ingegnere che si è iscritto anche lui al santommasoisback.com e farà per tutto l’anno il 60% di sconto sulle pratiche a chi esibirà la tessera elettorale timbrata.

L’affluenza, alle 12,00, segna oltre l’11% (terzo dato dopo divorzio e finanziamento pubblico ai partiti, ovvero 1974  e 1978).

Se la tua migliore amica perde la scheda, allora è necessario accompagnarla all’ufficio elettorale per il duplicato. Dovresti fare in un attimo, ma la fila è lunga. Buon segno. E se il pomeriggio lo passi dai nonni, puoi scoprire che la vecchia scuola è la vecchia scuola: sono andati a votare alle 8,30 spaccate (a piedi, naturalmente, senza bisogno del meritorio servizio taxiquorum).

Alle 22,00 siamo al 41% e, in attesa dei dati definitivi, ti attacchi alla rete, ovvero al social network più cool del momento: facebook. Sarà mica che la rete ci mette lo zampino e chiude l’era televisiva degli anni Ottanta? La risposta, forse, sta in uno strumento nuovo e in parole antiche: acqua, aria, terra e fuoco. E anche in un colore, o meglio in tutti i colori dell’arancione.

Commenti
13/06/2011 | 10:14
daniela ha scritto:
Quando sei vicino a farcela, la paura aumenta e le pensi tutte, ad esempio che ormai tutti quelli che volevano dire sì sono terminati e l'attesa di altri sì è vuota. Poi mi dico che i tempi sono maturi, che la nuova onda si è formata come abbiamo visto recentemente e che è inarrestabile. Queste ore sono lentissime, ma ce la faremo, ormai anche il più credulone degli italiani si è riscosso dal torpore mortifero e vuole imboccare una nuova via. Incrociamo le dita a spettiamo.

13/06/2011 | 10:14
daniela ha scritto:
Quando sei vicino a farcela, la paura aumenta e le pensi tutte, ad esempio che ormai tutti quelli che volevano dire sì sono terminati e l'attesa di altri sì è vuota. Poi mi dico che i tempi sono maturi, che la nuova onda si è formata come abbiamo visto recentemente e che è inarrestabile. Queste ore sono lentissime, ma ce la faremo, ormai anche il più credulone degli italiani si è riscosso dal torpore mortifero e vuole imboccare una nuova via. Incrociamo le dita a spettiamo.

12/06/2011 | 23:25
maurizio ha scritto:
Al 41.Siamo al 41% e all'immediata felicità mi è subentrata una paura fottuta, la smania di dover fare ancora qualcosa per quel 9% più uno di domani. Un 9% più uno che non può sfuggire., Chi chiamare, chi raggiungere per invitare al voto. Non ce la faccio ad andare a letto, inizio a mandare messaggi, scorro la rubrica. Spero che altri facciano altrettanto.