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lo zibaldone di chourmo
20/06/2011 | 08:15 | Stampa

Controradio lunedì 20 giugno 2011

Forse aveva già previsto tutto a natale, quando era uscita una bella strenna delle edizioni ETS dal titolo l’avvento delle arance, autore chourmo. Sì, perché sono di un colore arancione, come quello di questa esaltante primavera, e poi perché gli agrumi «arrivano dal lato dove sorge il sole», dall’oriente, «colorati di tutte le sfumature dei tramonti». Migranti come i vini, come le comete, «gli zingari del sistema solare». Ma che c’entrano gli agrumi con i vini, con le comete? C’entrano, centrano… soprattutto quando hai fra le mani un libro che sembra, anzi è, un vero e proprio zibaldone.

A tavola con gli elementi. Sapori, leggende, peccati di gola (Edizioni ETS), è l’ultima fatica di chourmo e sarà presentato venerdì prossimo, alle ore 18, al ristorante numeroundici di via San Martino 47 a Pisa. Un libro fatto di racconti che, con la scusa della cucina e delle ricette, ci parlano di storia, etologia ed estetica, filosofia e filologia, mitologia, letteratura, luoghi, stagioni, ricordi, affetti e difetti. Tutti possono cucinare, solo alcuni sanno cucinare.

L’alice prende vita: «pesce proletario» per eccellenza, è «nervosa, capricciosa, lunatica, guizzante»; le cucina Alice, le alici; le pescano i cilentani. Da quei luoghi puoi risalire a Dronero sul Maira: lì puoi ancora ascoltare le storie dei contrabbandieri di sale dell’acciugaio Michele. Acciughe salate. E ancora:  Nilo, il Nilo, uomo buono e comunista: buono perché comunista. Scorbutico e ultimativo nei suoi giudizi sul mondo: un solo mondo, quello del suo paese che è il mondo in una festa, quella delle castagne (con i necci).

Declina i tempi, chourmo. E se «l’Alberto Sordi di Un Americano a Roma faceva quasi tenerezza e con i suoi jeans raccontava tutta la voglia di ricominciare di un intero popolo, il paninaro da drive-in dava solo la misura della rapidità della discesa». Alle volte basta una frase per capire la grandezza di un’opera, lo stesso vale per l’ingrediente di una ricetta. E allora la scoperta del Gelo, che non è gelato, né sorbetto, né granita. E allora merluzzi, sarde, piovre, polpi, calamari e delfini: prenderli o donarli non può essere la sola soddisfazione. Si deve cucinare.

Maria è la nonna di tutti: nonna da ravioli con ricotta la domenica, pizze il sabato, salame di cioccolato. Potrebbe farci anche la crema, se ci comportassimo bene al ritorno a casa. Anche se noi amiamo molto di più viaggiare di stazione in stazione, anche se la bellezza è sconfitta dove quei piccoli ripari lungo le rotaie di paese sono ormai chiusi: senza giardinetto, vasca coi pesci rossi, sala d’aspetto, panchine, biglietteria, tabellone partenze/arrivi. E soprattutto senza i panni stesi della famiglia del capostazione (al piano di sopra). Nostalgia? Chourmo – e noi con lui – è forse matto? «Il matto in fondo è la medicina migliore per far sentire gli altri normali». Ma la follia è ricercare la propria via, come quella che porta al “quinto sapore”, come una nuova via Pál che un tempo si chiamava viaemanuelefilibertotraversadiviasanfrancesco.

Commenti
22/02/2012 | 02:56
vnyary ha scritto:
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20/06/2011 | 14:41
uno scagnozzo di pisapia ha scritto:
ma soprattutto arancione come la futbol rebelde