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i rom e noialtri
20/08/2011 | 16:03 | Stampa

Scrive Adriano Sofri su Repubblica di sabato 20 agosto: «La notizia, come si è diffusa ieri, è agghiacciante: il governo slovacco, dice, progetta una campagna di sterilizzazione gratuita per le donne rom. Non è esattamente così, eppure le ragioni di allarme e di scandalo ci sono tutte. C’è, da qualche tempo, un progetto del ministro del lavoro in cui sono ventilate misure riguardanti “le comunità più povere e socialmente più isolate” del paese. Ma è stato fin troppo facile riconoscere dietro questa espressione disinfettata e benevola le comunità rom, i cui bambini hanno una mortalità doppia rispetto agli altri, la cui aspettativa di vita è di dieci anni inferiore, il cui tenore di vita è cinque volte più povero di quello medio. E poiché la campagna governativa andrebbe dall’informazione sulla contraccezione all’offerta della sterilizzazione gratuita, è stato altrettanto facile leggervi l’intenzione di sterilizzare le donne delle comunità rom. Le campagne di sterilizzazione sono state e sono ancora molto diffuse nel mondo, e possono riguardare anche gli uomini: definite “volontarie”, sollecitano a loro modo la disponibilità delle persone con premi all’altezza della loro miseria, una radiolina a transistor, una libbra di zucchero nell’India degli anni ’70, un telefonino, un sacco di carbone oggi. Sono sempre detestabili, all’opposto di serie iniziative di informazione, formazione e offerta di risorse per una maternità e una paternità consapevole e responsabile».

La notizia si commenta da sola, purtroppo. Non ho potuto non associarla a un altro fatto avvenuto qui da noi, sotto casa. L’Amministrazione comunale di Pisa, un paio di settimane fa, ha sgomberato 27 famiglie rom, circa 80 persone di cui 30 minori. Erano quelle del campo situato dietro l’Ospedale nuovo di Cisanello. Adesso le famiglie sono a Colignola, nel comune di San Giuliano Terme.

Don Luigi Gabbriellini, Don Agostino Rota Martir, Don Vio Romeo, Don Roberto Filippini, Don Antonio Cecconi e Don Sergio Prodi hanno scritto parole nette e lucide su questo drammatico fatto. Le ha pubblicate Pisanotizie. Le condivido una per una: «Ci rendiamo conto della complessità e della varietà del fenomeno della mobilità umana che riguarda il mondo intero e in particolare l’Italia e tutta l’Europa; fenomeno ben più vasto dei nostri piccoli comuni, i quali peraltro già si sono attivati o si stanno attivando per le forme di “accoglienza diffusa” dei profughi africani scelta dalla regione Toscana». E ancora: «Nessuno, tanto meno noi, possiede soluzioni pre-confezionate; vorremmo invece offrire un contributo che orienti tutti verso soluzioni basate sull’interazione e la collaborazione delle diversi componenti della società, a partire dalle Amministrazioni comunali vicine per territorio: attuare uno sgombero senza alcuna prospettiva (almeno per una parte dei soggetti che lo subiscono) significa semplicemente spostare il problema da un comune a un altro, perpetuando uno stato di emergenza per i rom e di allarmismo nel resto della popolazione, come è avvenuto nei giorni scorsi». I rom – continuano i sei sacerdoti – non possono essere considerati «una realtà fastidiosa da ignorare e/o da reprimere», bensì «persone con una loro dignità, soggetti di diritti oltre che di doveri, e comunque parti in causa che occorre in qualche modo ascoltare prima di prendere le decisioni che li riguardano; lo stesso deve valere per quei soggetti singoli e soprattutto associati che si impegnano in varie forme di accompagnamento e tutela». Da qui la proposta finale, contenuta nella lettera, di «un tavolo di confronto aperto alle realtà dell’associazionismo, del volontariato e delle comunità parrocchiali per valutare ipotesi di sistemazioni provvisorie ma non precarie» e «una seria e non allarmistica campagna d’informazione sulla presenza e le problematiche dei rom sul territorio pisano».

E noialtri? Con la nostra cattiveria e i nostri pregiudizi? Rubano, sgomberiamoli. Rubano, sterilizziamoli così non dovremo più sgomberarli. E noialtri? Scrive Sofri: «sarebbe bene – e bello – ricordarsi che nessuno può giurare sulle peripezie trascorse del sangue che gli scorre nelle vene».

Commenti
13/10/2011 | 12:49
massimo casalini ha scritto:
Ecco, i ROM. Qualcuno ha parlato di terroni che sono andati al nord e che poi si sono integrati. Bene, benissimo. Il problema è che per una larga parte di immigrati non interessa l'integrazione. Sono almeno 10 anni che vedo le stesse facce ai semafori, ai parcheggi, per strada. Facce intente a ruscolare la monetina dal passante. Facce che vivono di espedienti, molto spesso facce da clandestino. Clandestino vuol dire avere zero diritti e zero chances di farcela. Dico una cosa grave, mi si perdoni. Una famiglia italiana che vive indigente, con problemi familiari, magari droga o alcool (cito queste piaghe per dare un0idea di emarginazione italiana, forse non sono appropriati come esempi)si vede portar via i figli (giustamente) per vedere di collocarli in una casa famiglia e magari poi in una famiglia adottiva vera. Dico io: ma perché non togliere i figli a questa gente veramente NULLATENENTE, clandestina, indigente, che alla fine è costretta a mandare i figli per strada a chiedere l'elemosina? E' inutile, i clandestini non mandano i figli a scuola, non danno un'educazione e tantomeno volta all'integrazione. Deve cambiare qualcosa. FOrse la mia è una butade troppo estrema, ma dobbiamo sforzarci di fare i conti, una volta per tutte, con queste persone, dando loro delle possibilità concrete, ma anche dei DOVERI.

23/08/2011 | 18:54
renzia d'incà ha scritto:
Io vivo a Campo. Sabato mentre passavo in auto sulla calcesana all'altezza di Colignola ho intravisto un lenzuolo steso su un cancello. C'era scritto. no rom a Colignola. Personalmente non ho niente contro i rom. sono stati perseguitati come i miei parenti che erano stati soldati nella sacca del Don in Russia- dice niente?...oppure deportati in Germania . Tuttavia se i Rom si installeranno in questo territorio io riterrò responsabile della loro condotta il sindaco di Pisa che li ha scacciati perchè davano fastidio ai pisani " bene".

22/08/2011 | 09:59
Luca Caverni ha scritto:
Io sono di San Miniato e di ROM ho conosciuto solo quelli che durante la mia infanzia vedevo accamparsi per qualche giorno in parcheggi a me più o meno vicini. Non ne ho mai conosciuti di persona e i miei ricordi sono la visione delle roulotte e i sospiri di sollievo della gente quando se ne andavano. I pregiudizi negativi diventano convivenza dopo informazione e conoscenza e la diffidenza passa solo attraverso rapporti diretti per cui il tavolo di "tutors" avrà effetti positivi a lunga scadenza se aprirà ad una interazione quotidiana tra rom e gli altri. I "terroni" al nord, ma anche da noi, sono diventati terroni lavoratori e poi finalmente compaesani, o concittadini, come tutti solo dopo aver condiviso il sudore del lavoro e le carte la sera al circolo.

20/08/2011 | 19:15
FrancescoS ha scritto:
Tanto Filippeschi il Cattolicissimo dà retta ai monsignori che si lamentano delle mutande colla torre-pipi e della gente in piazza dei Cavalieri, mica a sei pretini allezziti. Nessun accordo è possibile con questo sindaco e questa giunta. Non esiste una barbarie temperata, non c'è una barbarie un po' più spostata a sinistra con un contrappeso. La barbarie si combatte in nome della civiltà, non ci si fanno gli accordi elettorali.