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più kramfors per tutti
03/10/2011 | 08:30 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 3 ottobre ore 8,30

L'Ikea s'ha da fare… e alla fine si farà, ma ai Navicelli di Pisa e non a Migliarino di Vecchiano.

Ma facciamo un po' di storia, tanto per cominciare... Febbraio 2006: il Consorzio Toscano Costruzioni progetta, nella zona di Migliarino lungo l’Aurelia, un parco commerciale da 400mila metri quadrati, di cui 18mila per il colosso svedese. Decisamente troppo: un anno dopo, infatti, il progetto viene discusso dal Consiglio comunale di Vecchiano e respinto date le elevate volumetrie. Ikea torna all'attacco e rifà tutto daccapo: in realtà il progetto cambierà più e più volte. A dicembre dello scorso anno il nuovo Regolamento urbanistico di Vecchiano individua per la sola struttura di Ikea uno spazio nell'area industriale lungo la via Traversagna. Ikea, allora, rinuncia all'investimento di Migliarino, anche se non disdegna una collocazione nell'area pisana. È a questo punto che il lavoro del Presidente della Regione, Enrico Rossi, si fa ancora più intenso fino al raggiungimento dell'obiettivo: Ikea nel pisano, punto e basta. Spuntano varie ipotesi, ma da subito la più accreditata è quella di realizzare il megastore ai Navicelli, area produttiva in notevole crescita negli ultimi anni.

Mercoledì scorso la notizia dell'ok definitivo. E il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, già detta il cronoprogramma: si potranno aprire i battenti già nel 2013! Lo stesso Sindaco, inoltre, ha evidenziato il ruolo importante svolto dalla Regione in tutti questi mesi e in particolare da Rossi, che ha commentato così l’arrivo di Ikea: «Fin dall'inizio mi sono sempre espresso a favore dell'insediamento sulla costa. Per la verità l'ipotesi di Vecchiano non riguardava solo Ikea, ma si trattava di un vero e proprio centro commerciale che avrebbe comportato il raddoppio dei volumi e un maggiore impatto ambientale e sarebbe entrato in concorrenza con il tessuto commerciale delle piccole imprese». Ben detto: la soluzione trovata oggi è di tutt'altro segno rispetto al progetto di cinque a anni fa.  

Guardiamo avanti, allora: già si parla di 10.000 domande per 300 posti di lavoro.
Adesso si apre la partita del fare e del fare bene: a cominciare dalla valorizzazione del tessuto produttivo del mobilio che caratterizza la provincia di Pisa e dalla qualità dei tanti posti di lavoro che si andranno a creare per i giovani (e non solo per i giovani).

Commenti
03/10/2011 | 23:11
morandi ha scritto:
Ikea è l'anagramma di akei, dove la k postgiovanilmodernista sta per ch. ma gli achei sono achille e achille ha il piè veloce come dice lo scrittore senza lzare la voce che di certo non mente e che passione non parlar di niente abominevolmente......

03/10/2011 | 21:50
Andrea ha scritto:
Ma guarda, mi trovo a scrivere sul blog del Danti incuriosito da questi kramfors che toccherebbero a tutti. Mamma mia! Già mi preoccupavo per il fatto di trovarmi sprovvisto di baigon, quando ho scoperto che questi kramfors non sono piattole, ma gislonghe, come direbbe la mi' nonna, o per meglio dire, delle sdraio, roba che a tirrenia ce n'è già un fottio. E allora ho capito, vuoi sapere che ne pensiamo di questa roba dell'ikea (molto democratico). Intanto due precisazioni: Rossi che decide dove deve andare l'ikea fa ridere. Sono loro che volevano venire qui per forza; c'è una bella ammucchiata di consumatori, tra Pisa, Livorno e Lucca. I Navicelli area in crescita? Ma fammi il piacere, se non ci fossero i soldi della provincia il consorzio avrebbe già chiuso i battenti. Nello specifico, la penso proprio come FrancescoS: poggio e bua fa pari. Tanti posti lì, tanti posti in meno là; e i quattrini? Tutti all'ikea. Onore ai compagni del comune di Vecchiano; ma lo sai che si sono meritati una menzione sul «Wall street Journal»? Il «gran rifiuto» è stato notato, e sul giornale dei banchieri è stato sbeffeggiato come una decisione da pazzi, qualcosa di inconcepibile dai loro cervelletti minorati. Non sanno i meschini che Vecchiano è anche sede del centro nuovo modello di sviluppo. Ti saluto, e ora e sempre Vendola merda!

03/10/2011 | 20:29
FrancescoS ha scritto:
Via, Dario, ho capito che c'è da fare l'accordo, ma non ti aggiungere ai peana per l'Ikea, con in più il volo pindarico carpiato per dire che a Vecchiano no ma a Pisa sì. A me dell'Ikea frega abbastanza poco, ma non ci pigliamo per il culo: i posti di lavoro non è che saranno migliaia, e in buona parte sono lavoro poco qualificato e poco pagato; e andiamoci a leggere quali sono le condizioni di lavoro a Ikea. Non è affatto la svolta dell'economia pisana. Anche perché siccome non è che alla gente gli aumentano i soldi in tasca perché arriva l'Ikea, quello che spendono lì non lo spenderanno altrove (e nel pisano i mobilifici non mancavano), quindi poggio e bùa farò più o meno pari, specie per i posti di lavoro che si perderanno altrove. In città invece pare che ora con l'Ikea si starà tutti un casino meglio. In realtà è perché il consumismo impera e siamo (sono) tutti contenti di poter andare a comprare un po' di minchiate inutili vicino casa senza andare a Firenze, e perché siamo scemi come l'ameriani e basta che una cosa sia "grossa" che è "ganza", anche se è una "grossa" stronzata. Che poi, appunto, essendoci a Firenze, non è che a Pisa arriveranno da chissà dove per venire a Ikea. Insomma, è al 90% fuffa. Se poi invece bisogna essere contenti perché tutti sono contenti e sennò ci si aliena la gggente, allora diciamo anche che va bene sgomberare i rom, possibilmente col lanciafiamme, e che i terroni sono la rovina di Pisa, ché è questo che la gggente pensa.

03/10/2011 | 17:31
Antonio ha scritto:


03/10/2011 | 17:31
Antonio ha scritto:
"Si potranno aprire i battenti già nel 2013": ancora diamo credito alle promesse da marinaio del nostro sindaco? Incredibile. A me pare che, a parte la squallida e scadente nuova pavimentazione del centro storico, le grandi opere in salsa pisana non funzionino affatto: piazza Vittorio Emanuele è uno schifo che lasciamo ai nostri nipoti, lo scempio del porto di Marina è una buca accanto al mare, la SestaPorta che doveva salvare la città è ferma, in mezzo ai liquami inquinanti che ne contaminano il terreno. Ma stavolta l'interesse è tutto privato e forse, chissà, la multinazionale rispetterà i tempi... Eppure: dov'è la democrazia in una scelta di questa portata, il cui esiguo beneficio sul piano dei posti di lavoro certo non giustifica l'impatto (ambientale, economico, artigianale) su un territorio già messo a dura prova in questi anni? E in secondo luogo: a chi apparterrà il territorio dove sorgerà Ikea? Io non l'ho ancora capito, ma siamo sicuri che ci guadagnino i cittadini? Non dico la democrazia partecipata, ma mi aspettavo qualcosina di più dalla nuova sinistra pisana...

03/10/2011 | 17:20
Antonio ha scritto:
"si potranno aprire i battenti già nel 2013!" %u2013 ancora diamo credito alle promesse da marinaio del nostro sindaco? Incredibile. A me pare che, a parte la squallida e scadente nuova pavimentazione del centro storico, le grandi opere in salsa pisana non funzionino affatto: piazza Vittorio Emanuele è uno schifo che lasciamo ai nostri nipoti, lo scempio del porto di Marina è una buca accanto al mare, la SestaPorta che doveva salvare la città è ferma, in mezzo ai liquami inquinanti che ne contaminano il terreno. Ma stavolta l'interesse è tutto privato e forse, chissà, la multinazionale rispetterà i tempi... Eppure: dov'è la democrazia in una scelta di questa portata, il cui esiguo beneficio sul piano dei posti di lavoro certo non giustifica l'impatto (ambientale, economico, artigianale) su un territorio già messo a dura prova in questi anni? E in secondo luogo: a chi appartiene il terreno dell'Ikea? Siamo sicuri che ci guadagnino i cittadini? Non dico la democrazia partecipata, ma mi aspettavo qualcosina di più dalla nuova sinistra pisana...