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è tutto qui
24/10/2011 | 08:30 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 24 ottobre ore 8,30

Per chi se la ricorda, non c’è paragone! 
Tiene viva la memoria, affascina e fa restare senza parole: è il nuovo look della Domus Mazziniana di Pisa, da giovedì anche Memoriale Mazzini. Un recupero avvenuto in tempi record (sei mesi) – e una rivoluzione dei colori, della luce, degli spazi – realizzato nell’ambito del progetto “I Luoghi della Memoria” per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

L’edificio, donato allo Stato dalla famiglia Nathan Rosselli, fu gravemente danneggiato durante il bombardamento del 31 agosto 1943. Ricostruita nel dopoguerra, la Domus venne inaugurata nel 1952 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Un altro Presidente, Giorgio Napolitano, giovedì scorso, ha tagliato il nastro tricolore, e riaperto la Domus, durante la sua visita nella città della Torre pendente. 

Fuori, sul retro del palazzo, una istallazione con il testo del giuramento della Giovine Italia sovrasta la facciata di quella che fu la casa dove Giuseppe Mazzini morì il 10 marzo 1872. All’interno il centro studi farà tutt’uno con un memoriale di rara bellezza e interattività: il visitatore è accompagnato da installazioni multimediali, documentari, film d’autore. E salendo la scala ellittica, che congiunge piano terra e primo piano, una voce narrante recita brani delle note autobiografiche di Mazzini. Questo memoriale ripercorre il pensiero, la vita e la vicenda artistico-letteraria di Giuseppe Mazzini, ma è anche un lungo viaggio nel Risorgimento italiano. 

La Domus ospiterà anche una Biblioteca specializzata con oltre 40 mila volumi di storia politica e istituzionale d’Italia e d’Europa, unica per l’amplissima documentazione di pubblicistica politica, culturale e documentaria di area repubblicana e democratica. L’obiettivo dichiarato è quello di far diventare Domus e Memoriale un centro sudi di livello europeo sulle democrazie.

Passare un paio di giorni a Pisa non sarebbe poi una cattiva idea. Il percorso culturale potrebbe farvi sostare anche al Museo di Palazzo Lanfranchi, in Lungarno Galilei, dove sono esposte le opere grafiche francesi dell’Ottocento. Da Renoir a Touluse-Lautrec, da Delacroix a Manet e altri protagonisti dell’arte francese tra il romanticismo e il post-impressionismo. E poi, poco più avanti, ci sono le 200 opere di Picasso (Palazzo Blu, Lungarno Gambacorti). Tutto qui… è tutto qui! Peccato che il Pisa Book Festival, la fiera dell’editoria indipendente, sia finita proprio domenica scorsa.

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