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precarietà lirica
05/12/2011 | 08:30 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 5 dicembre ore 8,30

Come nasce una notizia? Una telefonata può bastare. Dall’altra parte della cornetta c’è Chiara e mi dice: «T’interessa sapere di una compagnia di lirica che fa tutto in proprio?» Penso: oggi, proprio oggi, con questi tagli?

Chiara Ficini è l’ufficio stampa del Teatro alla Moda, ovvero un’associazione nata per passione. Non sono dilettanti, ma professionisti affermati nel mondo dell’opera, della musica e dello spettacolo che si mettono insieme, si associano per superare questi tempi sbandati, per contrastare i tagli alla cultura.

Hanno stretto un legame particolare con San Giuliano Terme, città termale a pochi chilometri da Pisa, e, soprattutto, col Teatro Rossini di Pontasserchio, una vera e propria scommessa del Comune fatta quando ancora gli enti locali potevano investire risorse vere nella cultura e nel futuro delle proprie comunità locali (correva l’anno 2001).

Fare rete sul territorio, come ci spiegano Fabrizio Corucci e Cristian Biasci, baritono e regista il primo, scultore e scenografo il secondo. Animano questa bella impresa con Leonardo Andreotti, maestro concertatore. Fare rete significa cercare talenti nuovi e mettere in circolo virtuoso quelli che già ci sono. Creare un vero e proprio laboratorio. 

Fare lirica, alla fine, è facile. Così nasce la Traviata di Giuseppe Verdi del Teatro alla Moda… “alla moda”, proprio come piaceva a Monteverdi, quando si parlava dei vezzi e del galateo del teatro. Allestimento piccolo e di qualità attraverso una ricerca basata sulla memoria.

La Traviata sono gli attori dell’associazione, che lavorano anche alla messa in scena complessiva; questa Traviata sono i 18 elementi dell’Accademia della Musica della Valdera, sono i Costumi di scena della Fondazione Cerratelli (prestati senza noleggio), sono le audizioni svolte il 18 novembre all’Hotel Victoria di Pisa che hanno permesso di assegnare i ruoli di Alfredo, Violetta, e Giorgio Germont. Incontri nuovi: un tenore russo, Vladimir Reutov, e una soprano austriaca Giselle Baulch. Tutti professionisti, tutti artisti che, alla fine, lavorano fuori dal territorio pisano e che proprio attraverso il Teatro alla Moda fanno un dono a questi luoghi.

Senza sovvenzioni, con una formula leggera, costi sostenibili e senza impostazioni faraoniche. La qualità è garantita: la lirica è per tutti. 

E poi il biglietto soltanto per finanziare l’opera intera: un teatro old style e low cost al tempo stesso. 

Risultato: tutto esaurito. Basta poco per rimettere tutto in gioco.

Commenti
05/12/2011 | 17:46
amateur de sto cazzo ha scritto:
sono amatori, ma che raccontate? Corucci è regista de La Tartaruga. Informatevi meglio prima di scrivere.

05/12/2011 | 11:06
chiara ha scritto:
non so perchè....ma mi piace davvero molto questo pezzo! grazie Dario!