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L'anno che verrà
30/12/2011 | 00:29 | Stampa

Un carcerato lo sa. Che cosa è il carcere. 
Adriano Sofri, nei giorni scorsi, ha scritto su Repubblica un articolo bello e denso che ci diceva dell’impresa ventennale della Compagnia della Fortezza e di Armando Punzo. «Il teatro è un modo meraviglioso di rifarsi una vita, di rifarsene mille. Rifarsi una vita è la promessa e la negazione del carcere: non succede, e quando rarissimamente succede non è grazie alla galera, ma nonostante. Punzo non è un assistente sociale, è uno votato al teatro che ha capito che lì dentro si trovano vocazioni formidabili». Fare teatro in una Casa circondariale. Quella di Volterra. 
È seguita la visita del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, proprio dentro il Carcere di Volterra. Gli è stato consegnato il progetto per la creazione di un teatro stabile in carcere. A Volterra. C’è il progetto definitivo. Ci deve essere la volontà di realizzarlo, adesso, da parte di tutte le istituzioni.


Un prete lo sa. Come si sta tra la gente. 
Ma non solo la gente della sua parrocchia, quella del mondo. Del sud. Dei continenti più poveri del nostro. Don Armando Zappolini vuole che i figli di immigrati nati qui, ovvero le cosiddette “seconde generazioni”, abbiano la cittadinanza. È l’ultima (in ordine di tempo) delle sue battaglie, che porta nella sua parrocchia, nella sua chiesa. Gli hanno detto, dei fascisti, che deve stare attento: occhio, perché non si può mettere i negri nel Presepe, o dire che il Gesù di oggi, magari nato in Italia da genitori palestinesi, “senza documenti di soggiorno, non potrà diventare cittadino italiano”. 
Domenica 8 gennaio dalle 10,00, a Perignano di Lari, si manifesta per i diritti di tutti e si raccolgono le firme per la cittadinanza ai bambini (stranieri).


Un bimbo non lo sa. Che cosa vuol dire essere un bimbo. 
Bimbo, detto da queste parti, non significa proprio bambino, o fanciullo. Vuol dire anche ragazzino, giovane. Ce ne sono tanti che non stanno coi propri genitori a Natale perché non ci stanno, in case riscaldate. A strafogarsi di ciccia e dolciumi vari. Per vari motivi. Sarebbe troppo lungo dire quali sono, perché ognuno è differente. 
Ti guardano e gli garba schivarti anche, ma con la consapevolezza che si può alzare la testa infinite volte. I bimbi sono così, un passo avanti nella strada, con tratto d’adolescente. Acerbi. Non so se c’è qualcosa da capire, perché poi il pomeriggio passa. Ma ne è valsa la pena. Anzi, si rifà!

Commenti
09/01/2012 | 09:06
Massi ha scritto:
Bravo!

09/01/2012 | 09:06
Massi ha scritto:
Bravo!

31/12/2011 | 10:32
Paolo Fulceri ha scritto:
Bravo Dario!, come al solito metti insieme intelligenza e passione, auguri di un sereno 2012!

30/12/2011 | 12:40
Il tuo nome Cristina ha scritto:
Il tuo commento è sempre un piacere per la mente e per il cuore leggerti ciao

30/12/2011 | 12:40
Jack58 ha scritto:
Grande Mangusta! buon anno.

30/12/2011 | 10:56
Laura Santoni ha scritto:
Belle le anafore e l'ultima parte. Bello!

30/12/2011 | 09:19
Armando ha scritto:
Ciao, grazie e Buon Anno

30/12/2011 | 09:19
Armando ha scritto:
Ciao, grazie e Buon Anno

30/12/2011 | 01:11
Saverio Aversa ha scritto:
bravo