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Brigate Omsa
06/02/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 6 febbraio ore 8,15

Se una notizia è il racconto di ciò che è avvenuto va bene, è interessante, ma guarda a ciò che è stato. Se una notizia è per il futuro, ma parla anche un po’ al passato, direi che è perfetto.

Ieri, domenica 5 febbraio, grande pranzo in uno dei Circoli ARCI più popolari della città di Pisa: l’Alberone in San Giusto. Oltre cento persone tutte insieme. Cuoco d’eccezione Chourmo, noto oltre i confini pisani per una pubblicazione con le Edizioni ETS e due rubriche lettissime sui siti di pisanotizie e acquabuona.

Protagoniste la storica Casa della Donna e la neonata rete giovanile TILT!, che a fine novembre ha organizzato proprio nella città della Torre pendente una bellissima tre giorni nazionale su precarietà e reddito.

Il ricavato del pranzo è servito per un’altra importante iniziativa: coprire le spese di viaggio delle operaie Omsa, che nel mese di marzo saranno a Pisa per un importante appuntamento al quale parteciperà anche Michele De Palma della Fiom nazionale.

Licenziata! Sarà questo il titolo della giornata di sabato 10 marzo. Da Faenza, le Brigate Omsa verranno per manifestare la loro protesta con alcune azioni drammatiche che si snoderanno per il centro di Pisa.

La Casa della Donna e TILT! saranno insieme alle operaie Omsa per appoggiare e diffondere la loro protesta contro la chiusura dello stabilimento di Faenza e il licenziamento di 350 lavoratrici e lavoratori.

Un’azienda in attivo ha deciso di chiudere e delocalizzare la produzione a Belgrado, solo e soltanto per ragioni di profitto, mandando a casa 350 persone in carne ed ossa, senza nessun rispetto per la loro professionalità.

«Su 350 dipendenti licenziati, 320 sono donne – si legge nel comunicato della Casa della Donna e di TILT! Bersagli più deboli di contratti atipici e instabili, responsabili misconosciute del lavoro di cura domestico, prime vittime dell’assenza di uno stato sociale efficiente, le donne pagano un prezzo odioso a questa crisi che calpesta ogni giorno di più i diritti del lavoro».

Questa storia ci riguarda tutti e tutte: non è in gioco soltanto la nostra idea di società e di giustizia. È in gioco la dignità.

Commenti
08/02/2012 | 08:12
roberto Martinelli ha scritto:
Se i commenti di fronte a queste cose devono essere questi ,compagni siamo alla frutta.

06/02/2012 | 17:16
marica setaro ha scritto:
ma uno/una come te, invece, perché non si firma nome e cognome mettendoci la faccia invece di fare lo struzzo e firmarsi "della Fiom nazionale"?

06/02/2012 | 11:51
della Fiom nazionale ha scritto:
mi piacerebbe sapere quanto le operaie Omsa - o gli operai in generale - si sentono rappresentate da uno come Michele De Palma...