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Collezione di rabbia
20/02/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 20 febbraio ore 8,15

Si sono arrabbiati in tanti a Pisa durante questa settimana.

Fra i primi, l’ex-sindaco Paolo Fontanelli: «Sono allibito dalla sentenza della Corte dei Conti, che mi sembra si sia mossa più sull’onda dell’antipolitica che non su quella di una seria verifica della vicenda amministrativa». La Corte dei Conti della Toscana, infatti, ha condannato l’ex-sindaco, due dirigenti, il direttore generale, 24 ex-consiglieri comunali a risarcire il danno erariale subito dal Comune per la delibera approvata dal Consiglio nel giugno del 2005. Con quel provvedimento si incrementava l’indennità di funzione da 671 a 800 euro mensili lordi; inoltre si consentiva di poter scegliere tra indennità o gettone di presenza che veniva abbassato da 103 a 80 euro lordi. I giudici hanno ritenuto illegittimo quel provvedimento perché la trasformazione del gettone in indennità è possibile solo se non comporta ulteriori oneri all’amministrazione. Per la Corte dei Conti vi sarebbe stata una spesa aggiuntiva a carico del Comune di 64 mila euro di cui ora, ovviamente, si chiede la restituzione.

Anche il Presidente della Provincia, Andrea Pieroni, si è arrabbiato. Lamenta il totale disinteresse da parte del governatore della Toscana, Enrico Rossi, verso le proposte dell’Unione delle Province toscane. La Regione, in buona sostanza, non ricorrerà alla Corte costituzionale in merito all’articolo del decreto Salva Italia del governo Monti che, di fatto, abolisce le province.

I migranti sono stati presi in giro. La Squadra Mobile di Pisa ha sgominato una banda che falsificava i documenti per le pratiche relative alla regolarizzazione di colf e badanti. In cambio chiedeva compensi in denaro contante che si aggiravano tra i 500 e i 2.000 euro. I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere, truffa, estorsione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Chi scopriva l’inganno e chiedeva indietro il maltolto, veniva intimidito e minacciato di espulsione immediata.

I ragazzi e le ragazze di OccupayPisa hanno la rabbia dentro. Mercoledì scorso sono stati sgomberati e presi a manganellate dopo mesi di occupazione dello stabile (sfitto e abbandonato) situato in Via la Pergola, a due passi da piazza dei Cavalieri. La proprietà dell’immobile è di banche e società finanziarie e, secondo i manifestanti, dietro l’intera vicenda vi sarebbe un vero e proprio scandalo finanziario. Probabilmente proprio l’annuncio di un esposto in Tribunale ha portato allo sgombero di metà settimana.

Infine la rabbia delle associazioni del Progetto Rebeldìa contro il sindaco di Pisa e la maggioranza che governa Palazzo Gambacorti. Niente da fare per l’assegnazione diretta dello stabile di via Andrea Pisano. Neanche dopo la memoria firmata da Giuseppe Angella, tra i massimi amministrativisti toscani. L’avocato sostiene che l’art. 32 del Regolamento sugli immobili comunali prevede la possibilità di assegnazione diretta, tramite trattativa privata, una volta chiusa senza vincitori una procedura di evidenza pubblica. Questo è proprio il caso di Rebeldìa. Una mozione di Sel e Prc, bocciata giovedì scorso in Consiglio comunale, si limitava a chiedere un approfondimento legale in tal senso.

Ci sarebbero anche un altro paio di episodi… ma preferiamo non occuparci di casi giudiziari vecchi e nuovi. Eppure ce ne sono tanti, troppi.

Collezione di sabbia è una delle ultime raccolte di Italo Calvino. Più che sabbia a Pisa si colleziona rabbia. A ciascuno giudicare quella legittima e quella illegittima.

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