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Fra un anno si vota a Pisa
27/02/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 27 febbraio ore 8,15

Per il 6 maggio di quest’anno il governo Monti ha fissato la data del voto amministrativo. Siamo già in campagna elettorale. In tantissime città si sono svolte le elezioni primarie del centrosinistra per designare chi sarà il futuro primo cittadino di molti comuni; ultima in ordine di tempo è stata la scelta a Genova, con Marco Doria che ha spodestato la sindaca uscente Marta Vincenzi.

Il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e la sua maggioranza sono orgogliosi del lavoro svolto. I soldi ottenuti dall’Europa per i 13 progetti PIUSS – dicono – stanno cambiando il voto della città: asse pedonale Stazione-Duomo, con la ripavimentazione di Corso Italia e Piazza dei Cavalieri; riqualificazione di tutte le mura della città con la possibilità di salire anche in quota (solo per citare alcuni progetti che investono direttamente il centro storico). Botta di fortuna – ironizzano in  molti – la decisione del colosso svedese IKEA di insediarsi nell’area dei Navicelli. L’aereoporto veleggia verso i 5 milioni di passeggeri e i dati sul turismo, negli ultimi anni, sono in costante e impetuosa crescita. In estate riprenderanno anche gli scavi nel cantiere delle Navi Romane.

Descritta così, la situazione sembrerebbe tutta rose e fiori: turismo e infrastrutture, centro storico e turismo. Da più parti, però, in città vengono avanti critiche e richieste all’amministrazione comunale: la questione degli spazi sociali, con la mancata soluzione per una sede alle 31 associazioni del Progetto Rebeldìa, piuttosto che una gestione troppo securitaria delle politiche sociali e dell’accoglienza dei migranti (vicenda degli sgomberi dei campi rom, in particolare). 

Nel maggio del prossimo anno anche Pisa sarà chiamata al voto. Attualmente Pd e Idv, assieme a socialisti e lista civica, governo la città. Forze di sinistra, come Sel e Rifondazione, sono all’apposizione. Scalpitano dai loro banchi quelli del cosiddetto Terzo polo: Udc e Fli, infatti, vorrebbero un’interlocuzione e un’eventuale alleanza ispirandosi alle attuali convergenze nazionali che sono alla base del governo Monti.

Che fare, allora? Ascoltare e partecipare, ci verrebbe da dire. Una grande campagna in città sulle esperienze di governo fatte e sulle proposte possibili, anche quelle alternative. La parola “primarie” rischia di essere abusata? Probabilmente sì. Eppure tutto il centrosinistra cittadino avrebbe proprio adesso una straordinaria occasione per diventare una grande aggregazione politica e sociale: confrontarsi a 360°, costruendo programma e candidature (dal sindaco ai consiglieri, persino gli assessori…) attraverso un grande percorso di partecipazione. Per Pisa e il suo futuro. 

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