blog  
 
 
Shiva ratri
29/02/2012 | 18:22 | Stampa

di Zeudi Liew

“Om Namah Śivaya” è il mantra più celebrato e recitato, durante la sera di Shiva, appunto Shivaratri, acclamata festività per il popolo induista e per quello di Kathmandu e villaggi circostanti. Dalla mattina pullman stracarichi di pellegrini intraprendono viaggi su strade tortuose e polverose, riversando poi la fiumana di gente alle porte del tempio di Pashupatinath, ovvero 264 ettari di terra e circa 518 monumenti e templi tutti per onorare il Dio Shiva.

Arrivo al fantasmagorico cancello illuminato da tante luci al neon,dopo essermi fatta chilometri a piedi non tanto per devozione quanto per i molteplici blocchi stradali sempre nel nome del Dio Shiva.

All’entrata una coda interminabile di donne, bambini e vecchi che da ore stanno in fila pazientemente aspettando il loro turno per entrare nel tempio principe dove i devoti offrono ghirlande e incensi. I pellegrini sono rincuorati da venditori ambulanti che passeggiano avanti indietro con in testa ceste piene di arachidi, pezzi di cocco e succo al mango.

Li sorpasso tutti camminando a passo svelto e con la coda dell’occhio guardo il cordone di sicurezza fuggire all’indietro ad ogni mio passo. Cresce il senso di colpa.
Riesco poi a sputare il rospo e a prendere fiato dicendo “bideshi” ovvero uomo bianco, straniero, semplicemente non induista.
Le guardie mi fanno passare e saltando una fila di centinaia di persone, riesco ad entrare nel complesso maggiore raggiungendo il piccolo ponte che congiunge i due lembi di terra separati dal sacro fiume Bagmati.

Rimango come sempre affascinata ed a bocca aperta, la forte devozione e carica energetica riesce a muovere un cuore profano come il mio.

Per la prima volta decido di sedermi sulla sponda a cui normalmente è consentito accedere solo agli induisti e alle famiglie che salutano i loro cari prima che vengano messi sulle pire poco più a valle.

Il fiume riflette le sagome dei sacerdoti che muovono braccia e mani disegnando cerchi di fuoco nell’aria. La folla è seduta alle loro spalle e molti si accucciano sui gradini di quattro tempi, tutti battono le mani e cantano, i musicisti esaltano i devoti con ritmi serrati percuotendo tamburi, una bambina di forse 10 anni si alza e improvvisa una danza cadenzata da salti, giravolte, e colpi d’anca, il popolo di Shiva è in un tripudio quasi estatico.

L’odore pungente delle cremazioni a cielo aperto mi brucia le narici e mi rendo conto che dietro la silhouette della turista americana con tanto di gonna corta, sigaretta in bocca e macchina in vista, i fuochi ardono in lontananza almeno tre corpi. Per gli induisti questo è un giorno fortunato per abbandonare questo mondo.

Mi alzo e decido di andare a vedere quelli che tutti reputano la seconda attrazione di Pashupatinath, i sadhu. Questi santi mendicanti, in India sono pensati come l’acqua, ovvero sempre in movimento, ma qui molti riposano e stasera sono in molti. L’hashish è illegale in Nepal, ma ai sadhu o baba è permesso per sentirsi tutt’uno con Shiva e quest’unione per una volta all’anno diventa lecita per tutti.

Ecco che uomini, vecchi e ragazzi urlano “baba ji” nella speranza di farsi notare e ricevere benedizioni dai santi camminatori e respirare un po’ di quell’unione, unione penso fra me e me che riesce a far andare d’accordo polizia e movimenti di giovani maoisti nel momento in cui vedo un poliziotto avvicinarsi a un baba senza remore.


La mente si dimentica dei funerali ai piedi del fiume, del resto a bruciare è un corpo, materia ormai inutile. E’ lo spirito che va salvato e il divino in noi.

Con un sospiro di sollievo riesco ad intravedere una briciola di autenticità in questo Est che sempre di più rincorre l’occidente e tutto sommato penso, c’è ancora qualcosa da scoprire.

Commenti
01/03/2012 | 18:14
stella ha scritto:
il percepire profumi, colori...sensazioni, attraverso occhi di altri .non e' sempre cosi' semplice. Con Zeudi oggi, sono stata per pochi attimi, il tempo di un'attenta lettura in un angolo di mondo lontano da qui, avvolta da un caldo, a tratti caotico ma inconfondibile abbraccio orientale. grazie !