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Franco
19/03/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 19 marzo ore 8,15

Franco Marchetti, operaio. Operaio della Piaggio di Pontedera. Piaggiata dal 1972, poi delegato di fabbrica nel ’77 e membro del Comitato Direttivo Nazionale della Cgil dal 1991 al 1996 (quando c’erano Trentin e Bertinotti, per intendersi). Marchetti oggi è ancora impegnato nel suo sindacato di sempre, la Cgil, come segretario dei pensionati nella città dove vive, San Giuliano Terme.

Franco Marchetti ha scritto un libro intenso, in una parola bello: Storie di Piaggio, di amore e libertà (Felici Editore). L’ha presentato in una gremita Sala “Franco Baroni” della Cgil di Pisa la settimana scorsa. Con lui il Sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, il segretario generale della Cgil di Pisa, Gianfranco Francese, e Mauro Stampacchia, docente di Storia del movimento operaio e sindacale dell’ateneo pisano e curatore del volume.

Un dibattito con interventi appassionati e commossi, che hanno messo in evidenza difficoltà e fascino di anni difficili di militanza sindacale e di mutamenti sociali profondi. Nel tessuto produttivo di Pontedera, nel territorio e nella città di Pontedera. La città-fabbrica, la fabbrica che si apre alla città, la città che oggi è sempre più distinta e autonoma dalla Piaggio. 

Nelle storie di Piaggio di Franco Marchetti c’è la fabbrica e il sindacato, ma ci sono anche le donne e gli uomini, le persone di una storia più grande, che possiamo chiamare, semplicemente, “vita”. Non solo e non soltanto le operaie e gli operai. Un libro, come è stato detto nel corso del dibattito, che andrebbe fatto leggere (e studiare, magari) a tutte e tutti coloro che si volessero cimentare nell’impegno sindacale. 

Storie di Piaggio, di amore e libertà non è né un’autobiografia e neanche un romanzo di formazione. È molto di più. Basta scorrere alcuni titoli delle storie: Libertà di stampa. “L’Unità” non si legge; Il bidone per urlare; L’odore delle donne; E Sofia Loren dormiva; ovvero, come abbiamo difeso la Piaggio di Pontedera; «Sì, piccino, ora questo si può comprare, la mamma lavora alla Piaggio»; Michele naso rosso, da delegato Fiom a clown, per regalare un sorriso a chi lo ha perso.

E poi c’è il nostro titolo: Franco: testa, cuore e futuro.

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