blog  
 
 
18
26/03/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 26 marzo ore 8,15

Melfi e Pisa non sono poi così distanti.

«Per liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizioni di forte antagonismo», così la sentenza sui licenziamenti dei tre operai Fiat a Melfi. I giudici di Potenza hanno ordinato il reintegro, ma Sergio Marchionne li tiene a casa (pagandoli, ovviamente).

A Pisa, nel 2004, due lavoratori del Call Center Vodafone, dopo due contratti di lavoro, vengono mandati a casa. Fanno causa tramite il sindacato e il 4 aprile 2008 il Giudice del Lavoro del Tribunale di Pisa sostiene l’esistenza tra le parti di rapporti di lavoro a tempo indeterminato; decide il reintegro nel posto di lavoro e l’obbligo per la società di corrispondere tutti gli arretrati.
A questo punto i lavoratori si rendono disponibili a riprendere servizio e chiedono all’azienda di applicare la sentenza. Nulla di fatto.
Il 2 marzo di quest’anno la Corte d’appello del Tribunale di Firenze conferma la sentenza di primo grado, ribadendo l’esistenza tra le parti di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato ed il conseguente diritto alla riammissione al lavoro. Anche in questo caso non c’è nessuna minima volontà da parte della Vodafone di rispettare quanto deciso dal Tribunale.

Tutto questo avviene in un paese, l’Italia, nel quale la “Riforma” del mercato del lavoro di Mario Monti ed Elsa Fornero non è ancora entrata in vigore.

Commenti