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Ganzo ir Pacini... e non solo lui
02/04/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 2 aprile ore 8,15

Le nomine negli  enti... Prendiamo il caso del Consiglio di amministrazione dell’aeroporto di Pisa, la Sat. La legge regionale parla chiaro: “non è consentita la nomina per più di due mandati consecutivi nello stesso incarico”.

Che fare, allora? Al Presidente del CdA, Costantino Cavallaro, indicato nei precedenti due mandati dalla Regione, si garantisce il terzo perché stavolta a nominarlo sarà il Comune di Pisa. Per la famosa legge universale del “gioco delle tre carte” al consigliere Giuseppe Biondi, anche lui al secondo mandato consecutivo, la nomina arriverà dalla Regione e non più dal Comune. Dopo numerose polemiche e un Consiglio comunale infuocato dove la mozione per il rispetto della legge regionale, presentata dal capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà, Carlo Scaramuzzino, è stata respinta per soli 3 voti, Biondi si è ritirato.
Anche la Provincia fa la sua parte e mette dentro Francesco Barachini, docente all’Università di Pisa, anche lui, ovviamente, al terzo mandato.

Rinnovamento in soffitta, neanche a dirlo, anche sul fronte imprenditoriale. Pier Francesco Pacini entra nel Cda di Sat come Camera di Commercio. Un’altra poltrona per il settantenne imprenditore pisano, da sempre sulla cresta dell’onda. Presidente della Camera di Commercio di Pisa e di Unioncamere regionale, Pacini è a capo della Confindustria pisana e toscana, dell’associazione delle Fabbricerie, dell’Universitas Mercatorum, dell’Ente Primaziale e, ovviamente, dell’Opera del Duomo che sovrintende su Piazza dei Miracoli.

Ci dicono da anni che lo scontro generazionale, in Italia, è un’analisi fuorviante del rapporto fra le diverse generazioni. Forse è un po’ come le decine e decine di turisti alla Torre di Pisa: gli sembra di spingere o reggere il monumento; in realtà è un’illusione ottica valida solo per le fotografie. Tutto resta com’è: immobile.

Commenti
05/04/2012 | 12:30
Niccolò Pecorini ha scritto:
Un racconto breve e conciso. Un ritratto a tinte fosche d'un paese alla rovescia. Molto bello. Molto triste.