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23/04/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 23 aprile ore 8,15

Poste Italiane ha pensato bene di licenziare 180 persone nella sola provincia di Pisa: 130 (su un totale di 245) nel solo Centro postale meccanizzato e circa 50 (su un totale di 244) che deriverebbero dalla riduzione delle zone di recapito. 

La ristrutturazione regionale è, nel complesso, molto pesante: meno 600 lavoratori e lavoratrici in tutta la Toscana. 

Ad oggi in Toscana sono due i Centri di smistamento: uno a Firenze e l’altro a Pisa. L’impianto pisano serve tutta la Toscana costiera ed è tra i più efficienti d’Italia. Ma questo sembra non essere rilevante: si punta solo al risparmio, con un danno enorme alla qualità e all’efficacia del servizio per la cittadinanza. Tutti i lavoratori in esubero hanno contratti a tempo indeterminato. Nella struttura di Pisa vengono addirittura richiesti gli straordinari il sabato. Tutto manca tranne che il lavoro, lamentano i sindacati. Inoltre, Poste Italiane, per la prima volta, per presentare il terribile piano, ha deciso di convocare Cgil-Cisl-Uil nella sede di Confindustria e non presso i propri locali, come sempre avvenuto. Un segnale preciso di scontro: non si vuole mediare in nessun modo.

Venerdì scorso le prime mobilitazioni con un presidio delle organizzazioni sindacali davanti al Centro di smistamento di Ospedaletto, in via Emilia. Subito è arrivata la solidarietà delle forze politiche del centrosinistra e del Sindaco di Pisa. 

Un altro tassello della crisi e del dramma sociale che si sta vivendo in questo paese. Una lettera andrebbe scritta alla ministra Elsa Fornero, con una domanda precisa: “che senso ha la sua riforma del lavoro?”

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