blog  
 
 
Il prato di Franco
30/04/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 30 aprile, lunedì 7 maggio ore 8,15

Torniamo a parlare di Franco Serantini. Sardo di Cagliari, classe ’51, viene abbandonato al brefotrofio; poi adottato da una coppia senza figli e, dopo la morte della madre adottiva, dato in affidamento ai “nonni materni”, quindi a istituti d’assistenza, approda a Pisa. La sua nuova casa diventa l’istituto “Pietro Thouar” in piazza San Silvestro. Licenza media e scuola di contabilità aziendale. Con lo studio comincia a guardare il mondo con occhi diversi: fa politica con i comunisti, i socialisti, Lotta continua, finché approda al gruppo anarchico “Giuseppe Pinelli”. 

Il 5 maggio 1972 si trova al presidio contro il comizio del parlamentare missino Beppe Niccolai. Il presidio viene duramente attaccato dalla polizia e in una delle cariche Franco viene circondato e picchiato a sangue dalle forze dell’ordine. Trasferito in caserma di polizia e poi al carcere Don Bosco, il giorno dopo è sottoposto a interrogatorio durante il quale manifesta uno stato di malessere generale, che il giudice, le guardie carcerarie e il medico del carcere non giudicano serio. Dopo due giorni di agonia, il 7 maggio, è in stato di coma nella sua cella. Trasportato al pronto soccorso del carcere, alle 9,45 more. Quel pomeriggio le autorità carcerarie cercano di ottenere dal Comune l’autorizzazione al trasporto e al seppellimento del cadavere, ma l’ufficio comunale si rifiuta. Amici e militanti si costituiscono parte civile e l’avvocato Giovanni Sorbi assiste all’autopsia: Un corpo massacrato, al torace, alle spalle, al capo, alle braccia. Tutto imbevuto di sangue. Non c’era neppure una piccola superficie intoccata. Ho passato una lunga notte di incubi.

Il 9 maggio 1972 i funerali vedono una grande partecipazione popolare. All’ingresso di palazzo Thouar viene apposta una lapide, mentre dieci anni dopo i cavatori anarchici di Carrara donano il monumento di marmo che si trova sotto i pini. Quaranta anni fa. In quella che da quarant’anni viene chiamata da molti piazza Franco Serantini.

Quarant’anni dopo, Pisa ricorda. Proprio in Piazza Serantini (già Piazza San Silvestro) dalle ore 15,00 di sabato 5 maggio con le canzoni eseguite dal coro Controcanto e dal Coro dell’Agorà. Seguirà, alle 17,30, una tavola rotonda dal titolo “Omicidi di stato, abusi di potere e repressione in Italia: i casi Serantini, Giuliani e Mastrogiovanni” con Haidi Giuliani, l’avvocato Ezio Menzione e il comitato Mastrogiovanni. Alle ore 22.00 concerto di Daniele Sepe in Piazza Martiri della Libertà.
Lunedì 7 maggio un convegno importante, presso il Centro SMS, sul viale delle Piagge dal titolo “1972-2012. Dalla memoria alla storia” con la partecipazione del Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, di Franco Bertolucci della Biblioteca Franco Serantini e dei docenti universitari Adriano Prosperi, Michele Battini e Michele Olivari.

Per una parte della città di Pisa Piazza San Silvestro è Piazza Franco Serantini; l’auspicio che già abbiamo fatto e che vogliamo continuare a fare è che per tutta la città quel luogo diventi il prato di Franco.

Commenti
01/05/2012 | 21:10
Federico ha scritto:
Soo dall'altra parte del mondo ma vorrei esser li con voi, la parte con cui stare.