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SINISTRA (per)
14/05/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 14 maggio ore 8,15

La settimana scorsa, a Pisa, si sono svolte le elezioni universitarie. La partecipazione degli studenti è stata altissima, sfiorando il 20%, con oltre 8.300 elettori. Si votava per rinnovare le rappresentanze studentesche negli organi centrali dell’ateneo, ovvero il Senato accademico, il Consiglio di amministrazione, il Consiglio degli Studenti, il Consiglio territoriale del diritto allo Studio e quello di Gestione degli impianti sportivi. Elezioni anche per i consigli dei dipartimenti – che hanno sostituito con la riforma universitaria le facoltà – e per i consigli di corso di studi.

Ha sbancato una sinistra plurale, autonoma e di lotta: “Sinistra per…” ha raggiunto la maggioranza assoluta con il 56% dei voti complessivi: in termini assoluti un aumento di 300 voti rispetto alle precedenti consultazioni del 2009. Vittoria schiacciante nell’area di ingegneria, scienze, umanistica, giuridica, delle scienze politiche; in testa nell’area medica e a economia. 

Diminuzione fortissima dei consensi verso “Ateneo Studenti” (la lista “vicina” a Comunione e Liberazione), che con 1.814 voti (24%) perde il 4% rispetto alla tornata precedente, e Azione Universitaria (quelli ex-An) che raggranellano 500 voti (il 7%). “Diritti a Sinistra”, la lista nata da una scissione nei confronti di “Sinistra per…” e sostenuta apertamente dal Pd, non sfonda e si colloca sotto i 1.000 voti non eleggendo nessun rappresentante agli organi centrali.

E proprio i seggi parlano di una “Sinistra per…” pigliatutto: 3 seggi su 4 in Senato accademico; 2 su 2 in Consiglio d’amministrazione; 4 su 7 nel Consiglio territoriale degli studenti (ovvero l’organo preposto al diritto allo studio); 2 su 2 nel Comitato di gestione degli impianti sportivi; 28 su 40 nel nuovo Consiglio degli studenti, organo di coordinamento e gestione degli studenti dell’Università. Per non parlare, poi, degli eletti nei consigli dei dipartimenti e nei corsi di studio. 

Che dire? Una sinistra bella, che vince. Con coerenza e lavoro quotidiano. Ragazzi e ragazze di vent’anni con la voglia di fare e di cambiare. Una lezione alla politica e per la politica, che arriva proprio dai ventenni. Serve a tutti, serve a chi vuole impegnarsi nella vita, perché non sono tutti uguali, non sono tutti alla stessa maniera.

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