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Per un pezzo di terra
28/05/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 28 maggio ore 8,15

Alla fine un solo voto contrario per l’Ikea a Pisa, nell’area dei Navicelli. Serviva la variante urbanistica che giovedì scorso è stata approvata 31 a 1. Il vero nodo del contendere, però, era legato al pagamento dei terreni di via della Mezzanina – all’interno dell’area dove si insedierà il colosso svedese – pagati il giorno prima del via libera del Consiglio comunale. La Sviluppo Navicelli, dopo qualche anno, ha finalmente versato gli oltre 760.000 euro dovuti.

Saldato il debito di un terreno, ne resta un altro da pagare, però. Si tratta sempre di terreni di proprietà comunale, riguardanti questa volta il Porto di Marina di Pisa, in corso di realizzazione da parte della società Borello.
A fare lo scoop, sabato, è stato il sito online pisanotizie.it, riportando gli esiti della Commissione di controllo del Comune. La sollecitazione a fare chiarezza sull’ammanco nelle casse dell’ente locale pisano di ben 3 milioni e 700 mila euro è stato il consigliere di Rifondazione, Maurizio Bini. La risposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Serfogli, non si è fatta attendere: «Ad oggi da parte della Borello S.p.a. non è stato sottoscritto il contratto di acquisto dei terreni di proprietà comunale, né quindi sono stati pagati i relativi 3 milioni e 700 mila euro, ovvero la stima che era stata determinata dal consiglio comunale». Non esiste, insomma, nessun contratto che trasferisce queste proprietà del Comune al soggetto attuatore. E non essendovi un contratto, non è possibile richiedere il pagamento dei soldi.

Facciamo un po’ di storia. Il 28 settembre 2007 viene firmata la convenzione per la realizzazione del Porto tra il Comune di Pisa e la Borello S.p.a. in cui si prevedeva la cessione, per quest’ultima, delle aree comunali. La prima stima è di 3 milioni e 700 mila euro, cifra che verrà confermata e sancita definitivamente con delibera del 20 aprile del 2010 dal Consiglio comunale. Dal 2007 ad oggi il Comune fa numerosi e ripetuti solleciti per stipulare il contratto e pagare la cifra definita. Visto il totale silenzio da parte della Borello, nel novembre del 2011 viene fatta un’ordinanza per cui il soggetto attuatore avrebbe dovuto restituire le aree o in alternativa pagare un’indennità di occupazione di 83 mila euro. Non essendo stata ancora pagata questa cifra, il 27 aprile di quest’anno viene presentata un’ingiunzione alla società con l’invito a versare la cifra dovuta e a procedere alla sottoscrizione del contratto. La pratica adesso è passata all’Avvocatura civica.

Come per i terreni di Ikea, protagonista della nuova querelle col Comune di Pisa è l’imprenditore Stefano Bottai, questa volta non in veste di amministratore unico della Sviluppo Navicelli, ma di presidente e amministratore della Borello S.p.a., ovvero la società che sta realizzando il Porto di Boccadarno. 
Per un pugno di dollari, di Sergio Leone, è un bellissimo film d’altri tempi… cosa non si farebbe, oggi, per un pezzo di terra

Commenti
29/05/2012 | 16:22
Rosa L. ha scritto:
Un solo voto contro la speculazione, il traffico ed il lavoro precario di IKEA. E di chi è questo voto? Ah, certo, Rifondazione Comunista. Ah, 'sti comunistacci. Se non ci fossero, bisognerebbe inventarseli!

29/05/2012 | 16:21
Rosa L. ha scritto:
Un solo voto contro la speculazione, il traffico ed il lavoro precario di IKEA. E di chi è questo voto? Ah, certo, Rifondazione Comunista. Ah, 'sti comunistacci. Se non ci fossero, bisognerebbe inventarseli!