blog  
 
 
La Sapienza
04/06/2012 | 08:15 | Stampa

CONTRORADIO lunedì 4 giugno ore 8,15

«È stato il giorno più triste da quando sono rettore, perché la chiusura del Palazzo della Sapienza, con la Biblioteca universitaria e la facoltà di Giurisprudenza, è una gravissima perdita per tutta la comunità pisana, accademica e non», così Massimo Mario Augello all’indomani della decisione di chiudere la Biblioteca universitaria di Pisa dopo la scossa di terremoto di lunedì scorso che ha avuto eco anche nella città di Torre Pendente. Scelta dolorosa, ma necessaria.

Che fine farà tutto questo patrimonio librario? Si tratta di ben 600.000 volumi. Accanto al prezioso fondo antico composto da manoscritti, incunaboli, cinquecentine e migliaia di edizioni seicentesche e settecentesche, vi sono raccolte le collezioni di fonti, di riviste e di saggi dei secoli successivi, fino ai nostri giorni. 

La Biblioteca dipende dal ministero per i Beni e delle Attività Culturali e sin dal 1823 ha sede nel Palazzo della Sapienza, che dal 1959 è in uso perpetuo e dal 2002 interamente di proprietà dell’ateneo. Si apre dunque una partita tra l’ateneo e il ministero che non sembra di facile soluzione, o almeno non lo è stata fino ad oggi. La scossa, comunque, non è un fulmine al ciel sereno… nel tempo un carico eccessivo per la struttura ha portato a un aggravarsi della situazione: il palazzo, infatti, per troppo tempo non ha visto interventi adeguati di consolidamento.

Da subito è stata messa in campo una vera e propria unità di crisi per gestire la fase emergenziale: saranno garantiti la fruizioni dei libri a scopo didattico (500 testi), gli esami, i ricevimenti, le tesi di laurea e i convegni programmati. A settembre inizierà la seconda fase con la piena ripresa delle attività didattiche: per ospitare le lezioni saranno utilizzati i poli didattici dell’ateneo, in attesa dell’inaugurazione a dicembre del nuovo complesso di Economia e Agraria di via Matteucci.

Per oggi (lunedì 4 giugno) è in programma la Conferenza dei servizi, che riunirà intorno a un tavolo le istituzioni locali e regionali, oltre ai rappresentanti dei ministeri interessati. Con una novità, sarà presente il ministero della Difesa. Una delle proposte emerse, infatti, è quella che la Biblioteca universitaria possa trovare la sua sede definitiva in una delle tre caserme in dismissione, che da anni fanno parte dell’Accordo di programma fra il ministero della Difesa e il Comune di Pisa per la trasformazione di quelle tre strutture a scopi turistico/ricettivi/residenziali per la città in cambio della realizzazione di una nuova caserma a Ospedaletto. Ma ci potrebbero essere anche altre ipotesi in campo come l’ex-caserma della Guardia di Finanza, il Convento di San Vito adiacente agli Arsenali Medicei e l’ex-intendenza di Finanza in piazza Carrara.

Ipotesi precarie e non definitive, viste con preoccupazione sia da parte del mondo accademico che dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’università. E proprio ieri (domenica 3 giugno) è stato diffuso un appello firmato da numerosi studiosi e intellettuali – da Adriano Prosperi a Salvatore Settis, da Maurizio Iacono a Gian Biagio Conte – per salvare il Palazzo della Sapienza senza spostare la Biblioteca. Seguiremo gli sviluppi dell’intera vicenda nei prossimi giorni. 

Commenti