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un luogo di culto
13/07/2012 | 13:33 | Stampa

CONTRORADIO venerdì 13 luglio

«Da tempo la comunità islamica pisana auspica che si creino le condizioni per la realizzazione di un luogo idoneo di preghiera e di cultura perché l’attuale sede è troppo piccola per un numero crescente di fedeli. Da questa necessità è nata l’idea di avere una sede più grande, più decorosa e più rispettosa per la nostra città e la dignità di ogni singolo cittadino, qualsiasi nazionalità lui abbia, nella consapevolezza che una decisione condivisa porterà alla cittadinanza e alla comunità un valore aggiunto enorme a testimonianza della grande civiltà dell’Europa e dell’Italia in particolare». Così l’incipit della lettera dell’Associazione culturale islamica di Pisa. L’esigenza, insomma, è quella di realizzare un centro culturale islamico sempre più istituzionale, evitando forme di autorganizzazione in piccole realtà anonime, contribuendo così a un percorso di condivisione economico-sociale-culturale e politico che riconosca, come sancito dalla Costituzione Italia, anche le diverse religioni e culture.

La decisione dell’amministrazione comunale non si è fatta attendere. L’occasione è stata la risposta dell’assessore all’urbanistica, Fabrizio Cerri, al question time del consigliere comunale del PdL, Filippo Bedini. Nei giorni scorsi, infatti, si era sparsa la voce della possibile edificazione di una moschea a Pisa.

«Daremo alla comunità islamica pisana una risposta positiva perché, nel rispetto dei principi costituzionali, sia riconosciuto anche il loro diritto ad avere un loro luogo di culto al pari delle altre confessioni e religioni che convivono a Pisa». Così l’assessore Cerri. E ancora: «Il Centro islamico di Pisa è un’associazione regolarmente iscritta al registro delle associazioni di volontariato dal 1994 che nel 2007 ha promosso anche un’associazione di scopo finalizzata proprio alla realizzazione di un luogo di culto di dimensioni adeguate alle loro accresciute esigenze». 

E proprio l’associazione culturale islamica di Pisa sta acquistano a proprie spese un’area di tremila metri quadrati all’angolo fra via del Brennero e via Chiarugi su cui, sempre a loro spese, verrà costruito l’edificio di culto. All’amministrazione comunale competerà soltanto la variante urbanistica necessaria per consentire di realizzare il luogo di preghiera, visto che per quell’area è prevista edilizia residenziale. “Solo” una variante urbanistica… e non è poco.

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