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RI-FONDAZIONE
24/09/2012 | 08:00 | Stampa

CONTRORADIO, lunedì 24 settembre, ore 8,00

Fra poco si vota a Pisa… e tutti, giustamente, pensano alle elezioni comunali di marzo. In realtà ci sono delle elezioni “anticipate” assai importanti a fine anno: quelle per il rinnovo della Fondazione Pisa (ex Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa). L’ente in questione eroga ogni anno 12 milioni di euro per sostenere progetti nell’arte, la cultura, il turismo, il sociale: una manna dal cielo in tempi di crisi come questi.

L’attuale presidente, Cosimo Bracci Torsi, dopo 14 anni, lascerà fra tre mesi e in lizza sono scesi in campo ben due pretendenti. Il primo è l’attuale segretario generale della Fondazione, Claudio Pugelli, che si candida nel segno della continuità rispetto all’attuale gestione. Il secondo è nientepopodimeno che Pierfrancesco Pacini, imprenditore noto alle cronache locali e regionali per il medagliere di cariche accumulate contemporaneamente negli ultimi lustri: Camera di Commercio di Pisa e Unioncamere regionale, Confindustria pisana e toscana, Opera del Duomo e Consiglio di amministrazione dell’Aereoporto di Pisa (solo per citarne alcune).

La Fondazione ha acquistato sempre più importanza in questi ultimi anni e coinvolge tutti visto che tra i soci figurano sindaco, arcivescovo, ex arcivescovo, i rettori delle tre Università e tanti esponenti del mondo economico e delle categorie. 24 sono i componenti della Deputazione chiamati a scegliere il futuro presidente: dodici designati dall’assemblea dei soci; sei dagli enti locali (Provincia, Comuni, Camera di Commercio); tre dalle maggiori istituzioni culturali (Università, Normale, Sant’Anna, Opera Primaziale); uno dalle associazioni di categoria nel commercio, l’agricoltura e l’artigianato; uno dalle associazioni dell’industria; e uno dalla Provincia e dai Comuni tra gli esperti nei settori del volontariato, filantropia e beneficenza.

Il risiko dei posizionamenti e delle alleanze non è ancora ufficialmente iniziato. Per molti osservatori i due nomi in lizza sarebbero portatori di due missioni differenti per il futuro della Fondazione: da un lato la continuità e la collaborazione stretta con le amministrazioni, le istituzioni culturali e le associazioni di volontariato locale; dall’altro un ruolo più autonomo e di peso sullo scacchiere politico-economico cittadino. 
Pacini è un osso duro… ancora si parla di lui in città come di uno protagonisti delle scelte di fondo… io avevo i calzoni corti quando c’era, adesso sono cresciuto parecchio… è l’Italia, bellezza!

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