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Il Paese dei paesi
26/11/2012 | 08:00 | Stampa

CONTRORADIO, lunedì 26 novembre, ore 8,00

Si presenta sabato prossimo (1° dicembre), di pomeriggio (ore 17,30), presso il circolino dell’Arci in piazza di sopra a Molina di Quosa, frazione del Comune di San Giuliano Terme, il libro di Gabriele Santoni Molina mon amour. Storie di un paese del Lungomonte pisano (Edizioni ETS). Con Santoni, ex-sindaco proprio di San Giuliano e assessore provinciale (ancora per qualche settimana visto l’imminente smantellamento delle Province), interverranno Angiolo Bernardi, presidente del circolo Arci che ospita l’evento e il professor Alberto Vannucci dell’Università di Pisa. Le letture saranno affidate al Brenda, al secolo Simone Gabbriellini.

Molina di Quosa, ovvero “un paese nel Paese” per parafrasare il poeta Pier Paolo Pasolini. Oppure “il Paese dei paesi” e potrebbe essere un qualsiasi quartiere di periferia o un incontaminato villaggio sperduto… 

Molina di Quosa è ovunque e in nessun luogo. Ci sono maestri e mestieri di vita e i “posti” crocevia di storie e racconti tramandati negli anni (e per questo ingigantiti nei dettagli, con aneddoti a corredo, fantasie e realtà). Un bar e il barbiere, il calzolaio e un cinema. La sezione del Partito e un circolo ricreativo. Dal meccanico e in macelleria. Panificio, elettronica.

Soprannomi, più che nomi. Impossibili, eppure etichette per destini incrociati, inesistenti e rampanti allo stesso tempo: Gary, Sega, Tonfo, Rampola, Scelba, Pioviscolo, il Noni, il Fava, Mondomaiale, lo Sceriffo, Dondo, Buino, Caccole, il Popi, Lisciolino, il Vanni, Tomaione… e poi il Sonno (che era lento) e la Febbre (cagionevole di salute) perché «i paesi, si sa, certe cose te le ricordano tutta la vita».

Eventi, più che avvenimenti. Quella volta della baby sitter bona da conquistare… o la domenica estiva della gitarella fuori porta. L’arrampicata sull’albero a rubar ciliegie e poi la foto furtiva in un pomeriggio d’inverno. L’affetto per un quadro importante e austero. Gli scherzi al cinema o alla tv amatoriale creata apposta per il paese (una vera e propria street tv ante litteram). Fare l’amore come si può.

Santoni racconta con occhi incontaminati di bimbo e poi innamorati di ragazzo e da giovinastro insolente o ribelle impertinente. Solo, ma in compagnia. In comune con tanti altri amici, che poi non hanno età: la descrizione allora si fa corale e mescola le proprie sensazioni con gli umori di un’intera comunità. Un paese che forse racchiude un po’ di mondo. Buona lettura a tutti e a tutte.

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