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Natale al Carrefour
10/12/2012 | 08:00 | Stampa

CONTRORADIO, lunedì 10 dicembre, ore 8,00

Scioperi a sorpresa nel fine settimana, con adesioni del 90%, all’ipermercato Carrefour della Fontina, frazione del Comune di San Giuliano Terme, proprio al confine con Pisa. Si tratta di un ipermercato molto grande, che in pratica serve due città. La protesta è contro la procedura di licenziamento collettivo per 35 persone aperta dall’azienda. 

A fine novembre la Rsu ha proclamato lo stato di agitazione con sciopero tutti i sabato e le domeniche di dicembre. Nell’incontro del 29 novembre scorso, inoltre, era stato chiesto all’azienda di ritirare la procedura di mobilità. Per dimostrare la disponibilità del sindacato ad andare concretamente a una discussione serrata sulle problematiche dell’ipermercato (compresa la disponibilità a ragionare del lavoro domenicale), c’era stata un’importante apertura attraverso la sospensione dello sciopero per il primo week-end di dicembre. 

La risposta, purtroppo, è stata l’indisponibilità totale circa il ritiro o la sospensione della procedura di mobilità e, inoltre, sono state aggiunte nuove onerose richieste per tenere in equilibrio la situazione dell’ipermercato nel 2013. 

«Noi della Cgil – spiega Ombretta Pieracci della Filcams – vogliamo parlare anche delle condizioni di lavoro dei dipendenti, di come sia difficile questa situazione. I lavoratori chiedono una vera trattativa dove il sindacato possa portare delle controproposte alle richieste aziendali. Siamo disponibili ad ascoltare, ma vogliamo essere ascoltati: se dobbiamo parlare di lavoro domenicale obbligatorio, vogliamo farlo con il dovuto rispetto delle esigenze dei dipendenti, che possono essere anche disponibili a un sacrificio da contrattare con l’azienda e non solo da subire senza replicare». 

Le organizzazioni sindacali credono che, nell’interesse di tutti, vada fatta una discussione chiara, onesta e di pari dignità perché una eventuale soluzione non può essere condivisa se contiene solo il punto di vista aziendale. E le nostre parole non possono che essere quelle del sindacato.

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