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L'Ozmo furioso
17/12/2012 | 08:00 | Stampa

CONTRORADIO, lunedì 17 dicembre, ore 8,00

“Donne Cavalieri Incanti Follia. Viaggio attraverso le immagini dell’Orlando furioso” è questo il titolo della mostra inaugurata sabato scorso (16 dicembre) al centro espositivo Sms (San Michele degli Scalzi), lungo il viale delle Piagge a Pisa. Si tratta di un percorso espositivo sulla fortuna figurativa del poema ariostesco, curato della Scuola Normale Superiore ed ideato dalla professoressa Lina Bolzoni. In mostra edizioni antiche, incisioni, maioliche, litografie, dipinti, pupi siciliani, oltre a fumetti e all’adattamento televisivo dell’Orlando furioso di Luca Ronconi e Edoardo Sanguineti. 

E sulla parete d’ingresso del centro espositivo Sms ci accoglie l’opera muraria realizzata durante l’inaugurazione della mostra da Gionata Gesi, in arte Ozmo. Artista di fama internazionale. Principale esponente della street art italiana. 38 anni. Pisano. Ecco l’opera che prende forma: l’angelo con la spada che reprime la rivolta del Diavolo… un personaggio centrale della tradizione: «non è solo il fedele soldato di Dio, ma la sua mano destra», precisa Ozmo. E così, la parete dipinta sul tema dell’Orlando furioso diventa parte integrante della mostra e un regalo alla città di Pisa. 

Gesi si forma all’accademia di belle arti di Firenze e dai primi anni Novanta, dopo un esordio nel mondo del fumetto, si concentra sulla pittura e sul writing. Nel 2001 l’artista si trasferisce a Milano, dove oltre all’attività in galleria, lavora nello spazio pubblico come Ozmo e, insieme a un piccolo gruppo di amici, getta le basi per quella che sarebbe diventata la street art italiana. A Milano firma interventi monumentali in centri sociali e spazi alternativi. E poi il mondo… muri, facciate di palazzi a Roma, Milano, New York, Londra, L’Avana e tanti altri posti ancora portano la firma Ozmo.

Nelle opere di Ozmo ci sono ben visibili tratti tipici e inconfondibili del suo stile, come ci sono delle fonti d’ispirazione imprevedibili. Come Bruno, il custode dell’Sms col suo anello gigante fatto a testa di leone. «La citazione del leone è uno spunto fantastico che voglio utilizzare in questo mio lavoro – racconta Gionata Gesi – Bruno è la testimonianza vera di questo posto e non per piaggeria mi piace che contribuisca con qualcosa di suo a quest’opera». E così può succedere che anche un oggetto semplice come un anello da metallaro diventi un opera d’arte. Forse l’arte è tutto questo.

Commenti
22/12/2012 | 14:57
Militante di Sel ha scritto:
Danti fai schifo