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Il teatro rende liberi
15/01/2013 | 16:22 | Stampa

Con Armando Punzo, per il Teatro Stabile nel Carcere di Volterra

Gli ultimi due governi italiani hanno ucciso la cultura, la formazione, la ricerca, la scuola.

Noi invece pensiamo che con la cultura si mangia, si vive, si cresce e che non sia giusto impoverire il Paese togliendo soldi e risorse ai beni culturali, agli operatori dello spettacolo, al cinema, alla lirica, al teatro che sono le nostre vere eccellenze.

È in quest'ottica che siamo solidali e vicini ad Armando Punzo che da diversi mesi, se non anni, denuncia indifferenza e ostilità (anche da parte delle istituzioni locali) nei confronti del suo ventennale e pluripremiato lavoro artistico.

Abbiamo appreso che sarà restaurata e aperta al pubblico la Torre del Maschio grazie a un cofinanziamento fra Comune e Cassa Ammende. Anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra contribuirà economicamente al restauro. Non vorremmo che tutto questo significasse apertura della Torre solo al turismo, mettendo fra parentesi l'esperienza del Teatro stabile. I progetti devono necessariamente integrarsi.

Noi crediamo che dopo quasi venticinque anni di lavoro teatrale - condotto quotidianamente con una pervicacia e una ostinazione mai velleitarie - sia giunto il momento di mettere a valore questa esperienza unica in Europa, rendendo praticabile il progetto di teatro stabile.

Lo facciamo partendo da un dato non parziale, ma oggettivo: il carcere di Volterra non sarebbe quello che è se non ci fosse la Compagnia della Fortezza. E questo è un dato condiviso in primis dagli agenti, ma anche dai cittadini e dalle cittadine volterrane.

Lo stabile rappresenterebbe un momento di innovazione e di integrazione senza precedenti in Europa e permetterebbe all'intera città di aspirare ad un ruolo centrale in ambito culturale non solo nazionale. Tutto questo anche al fine di mantenere alto il nome e il prestigio socio-culturale del carcere in una fase in cui, sulle condizioni dei nostri penitenziari e sulle condizioni di dignitá dei detenuti, si è espresso con forte turbamento lo stesso Capo dello Stato.

Lo stabile consentirebbe inoltre la creazione di posti di lavoro, non solo tra i detenuti: si tratterebbe di un indotto per l'intera zona, una certa notorietà nazionale, il mantenimento di clima e condizioni ottimali nella struttura.

Vogliamo portare questo tema, insieme ad altri che verranno nel confronto diretto con i territori e le comunità, in Parlamento. Vogliamo anche tornare a sollecitare il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, affinché lui stesso si faccia interprete di un progetto che oltre al Comune di Volterra qualificherebbe l'intera regione sul piano culturale, artistico,  ma anche su quello dei diritti delle persone.

Dario Danti
Candidato di SEL alla Camera

Massimiliano Casalini
Capogruppo SEL Provincia

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