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Contro la corruzione
18/01/2013 | 13:12 | Stampa

Il codice etico e anticorruzione per tutte e tutti gli amministratori italiani che intendono rafforzare trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione si chiama Carta di Pisa.

Il codice etico e anticorruzione per tutte e tutti gli amministratori italiani che intendono rafforzare trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione si chiama Carta di Pisa. Promosso da Avviso Pubblico – l’associazione degli enti locali e delle regioni impegnati contro le mafie e per la legalità – la Carta è stata realizzata da un gruppo di lavoro coordinato dal professor Alberto Vannucci, docente dell’ateneo pisano e direttore del Master sulla Corruzione. Da qui il riferimento alla città della Torre pendente. Per il Codice etico si sono spesi molto la nostra Amministrazione provinciale con il suo assessore alla Legalità, Gabriele Santoni, e il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi. Questa è buona politica e la nostra città deve andarne orgogliosa.

A differenza della Carta di Pisa, le legge anti-corruzione varata dal Parlamento è stata un’occasione mancata. Bisogna imboccare una strada più decisa nella lotta alla corruzione, a cominciare, per esempio, dalla reintroduzione della norma sul falso in bilancio (solo per fare un esempio). 

Per questi motivi ho firmato la petizione nazionale “Senza corruzione. Riparte il futuro”: sono cinque impegni precisi, da mettere in campo nei primi cento giorni della prossima legislatura. 

Si tratta, in primo luogo, di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, è necessaria la modificata della norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter), con l’aggiunta della voce “altra utilità”.

Gli altri impegni riguardano i seguenti aspetti: pubblicare il proprio curriculum vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti; dichiarare la propria situazione giudiziaria e, quindi, gli eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato; pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale; dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari.

Una firma vale un impegno preciso. Ogni candidato e ogni cittadino può farlo subito. Per cambiare l’Italia.

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