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Cinema è sociale
11/07/2013 | 12:32 | Stampa

La prima nazionale di “Songs of redemption”: attivismo e cultura per la Jamaica

Cinema non solo sinonimo di divertimento, ma anche di attivismo sociale. Sabato 13 luglio, al Giardino Scotto, verrà proiettata la prima nazionale di Songs for Redemption.

Premiato al Pan-African Film Festival di Los Angeles, Songs of Redemption è stato girato all'interno delle carceri giamaicane e vuole testimoniare come, per molti detenuti, la musica sia una valvola di sfogo che aiuta a sopportare la mancanza di diritti che subiscono: un documentario che va oltre i confini delle strutture carcerarie, oltre i confini giamaicani, che e vuole arrivare al cuore e alle menti delle persone.

L'impegno ventennale è quello di Maria Carla Gullotta, console d'Italia in Jamaica, attivista di organizzazioni umanitarie e fondatrice di Stand Up for Jamaica nonchè ideatrice del progetto di riabilitazione rivolto ai detenuti, basato completamente sulla musica, a cui il produttore portoghese Fernando Garcia Guereta si è ispirato per Songs of Redemption.

Pisa ha voluto essere protagonista in questa missione, grazie alla collaborazione del CineClub Arsenale, realtà che, da sempre offre visibilità e appoggio alle forme di cinema non commerciale, Todo Media, Ram 102 e l'Amministrazione Comunale

«Questo è un progetto finanziato dal bando cultura dell'Amministrazione comunale, che dalla Jamaica arriva in tutto il mondo: uno scambio culturale, ma anche di una riflessione sul tema dei diritti umani. La proiezione del documentario sensibilizza i cittadini e li coinvolge, facendoli immergere in quelle realtà. Il Giardino Scotto è uno scenario eccellente per la prima: un luogo straordinario che viene aperto ai cittadini per un evento altrettanto straordinario, il cui significato è racchiuso nel messaggio del documentario» ha dichiarato Dario Danti, assessore alla cultura.

Songs for Redemption verrà proiettato alle 22.15 e sarà preceduto, alle 21.30, da un documentario dal titolo Jamaica No Problem, girato nel febbraio del 2013 tra Kingston e Porto Antonio dalla troupe di Todo Media diretta dal romagnolo Alberto Comandini.
Nel documentario, proiettato in anteprima allo Scotto, si racconta l'impegno di Maria Carla Gullotta, la storia di Stand Up for Jamaica e la genesi di Songs for Redemption.

Il costo del biglietto è di 5 euro: tutto il ricavato, ed anche il finanziamento del bando cultura, verrà devoluto all'Associazione Stand Up for Jamaica.

L'obiettivo a lungo termine è quello di creare un vero e proprio bando che coinvolga privati e permetta la costruzione dell'edizione 2015 di Movie From the World e che dia la possibilità ai giovani filmaker di vedere riconosciuta e premiata la loro arte.

Pisa, 11 luglio 2013 - Il comunicato dell'Amministrazione Comunale - Sarà la bellissima cornice del “Giardino Scotto” di Pisa ad ospitare, sabato alle 21.30, la prima visione nazionale di Song of Redemption, il documentario premiato anche al Pan-african Film Festival di Los Angeles e prodotto nelle carceri giamaicane, che racconta la storia di una donna italiana, Maria Carla Gullotta, attivista di organizzazioni umanitarie, fondatrice di Stand up for Jamaica e attuale Console Italiano in Giamaica che parteciperà alla serata pisana insieme al produttore portoghese Fernando Garcia Guereta.

La Gullotta, infatti, ha speso vent'anni della sua vita in progetti a sostegno delle comunità giamaicane ed è l'ideatrice del progetto di riabilitazione rivolto ai carcerati, basato completamente sulla musica, a cui lo stesso Guereta si è ispirato per la produzione di Songs of Redemption.

Una storia d'impegno umanitario e un'istantanea che racconta a chi sta fuori dai penitenziari quanto sia importante la riabilitazione dei detenuti per l'intera società. Una storia toccante, uno spaccato crudo che racconta la vita di persone in difficoltà a cui la musica ha dato una nuova possibilità.

Il docufilm sarà preceduto dalla proiezione di un secondo documentario Jamaica No Problem, girato a febbraio 2013 tra Kingston e Porto Antonio da Todo Media e Alberto Comandini, che racconta chi è Maria Carla Gullotta, come attivista e donna, descrivendo che cos'è Stand up for Jamaica e come è nato Songs of Redemption.

La serata, che sarà aperta da un buffet di benvenuto a Maria Carla Gullotta e  Fernando Garcia Guereta ospiti del Comune di Pisa, di Todo Media e Cineclub Arsenale, è stata presentata questa mattina (giovedi 11 luglio) nel corso di una conferenza stampa cui sono intervenuti, fra gli altri, il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi e gli Assessori comunali alla Cultura e alle Politiche Educative, rispettivamente, Dario Danti e Maria Luisa Chiofalo.

«Siamo onorati di ospitare quest’evento, con la prima visione di un documentario che ha già ricevuto importanti riconoscimenti e capace di offrire un punto di vista inedito sulla realtà carceraria giamaicana e la presenza di un’importante attivista umanitaria come il Console italiano in Giamaica Maria Carla Gullotta – ha detto il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi -. E siamo anche orgogliosi di mettere a disposizione una cornice come quella del “Giardino Scotto”, uno dei parchi pubblici più belli della città e sfondo ideale, sempre più da valorizzare, per iniziative di qualità come questa» 

Durante il pomeriggio di sabato il Sindaco Marco Filippeschi e l'Assessore Marilù Chiofalo incontreranno i due ospiti nel palazzo comunale accompagnandoli in visita al Giardino Scotto dove avverrà la proiezione.

La manifestazione è a favore di Stand up for Jamaica e i suoi progetti umanitari.


COS'E' STAND UP FOR JAMAICA

Stand up for Jamaica è un'associazione senza fini di lucro nata nel 1999 per iniziativa di alcuni volontari del Gruppo Italia 105 di Amnesty International, con lo scopo principale di fornire un aiuto concreto, in particolare per spese processuali e generi di prima necessità, ai detenuti rinchiusi nel braccio della morte nelle carceri giamaicane, per contribuire all'assistenza a donne o bambini abusati e per accogliere qualunque emergenza in cui occorresse un aiuto finanziario, di assistenza e di consulenza, nonché di informare l'opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani nell'isola.

Attraverso l'impegno, il contributo, il sudore e le offerte di molti sostenitori, mossi da spirito di volontariato, solidarietà, e dall'amore per l'isola caraibica, per la sua vivace e appassionante popolazione, per la musica reggae, e per i messaggi di pace e fratellanza di cui questa musica è messaggera, Stand up for Jamaica in questi 11 anni ha rappresentato la "risposta italiana" alla richiesta di aiuto da parte di specifiche realtà critiche di un paese del terzo mondo, che troppo superficialmente ed ingiustamente viene rappresentato solamente come paradiso tropicale meta di viaggi last minute.

Ebbene, tra i supporters di Stand up for Jamaica hanno figurato il Rototom Sunsplash Festival, la campagna SOS Giamaica, l'Associazione di promozione culturale Nojerksite, l'Associazione Reggae Social Project, la Reggae Revolution Crew, i Villa Ada Posse, i Golden Bass Sound Systems, la trasmissione radiofonica di Radio Città Aperta BababoomTime di Joka-Anzo-PSK, il portale Reggae.it, Vito War dai canali di Radio Popolare, Bunna e Frank con il programma Natural Mystic su LifeGate Radio, dalla Germania Riddim Magazine con Markus Hautman e molti, molti altri volontari e appartenenti alla reggae community italiana.

Chi con l'impegno nei banchetti informativi, chi con la musica dei propri Sound Systems, chi con la fantasia al servizio del sociale, tutti hanno contribuito e reso possibili le raccolte fondi utili al finanziamento delle campagne, attività e progetti di Stand up for Jamaica. In questi ultimi anni l'Associazione Culturale ha avuto come obiettivo principale l'intervento mirato sul drammatico terreno delle periferie, dei ghetti e delle carceri giamaicane, appoggiando e costruendo piccoli progetti di sviluppo sociale come nella comunità della McAuley Primary All Age School di Marsh Pen a Spanish Town e come la partecipazione al progetto "Rehabilitation Through Music" nel carcere di Tower Street a Kingston.

Attualmente Stand up for Jamaica ha ufficializzato una partnership con i Jamaicans for Justice con i quali gestirà i progetti riabilitativi nel carcere di Kingston nel biennio 2010/2011, ha attivato uno Sportello d'ascolto per i minori vittime di abusi, oltre che collaborare in prima linea sul fronte della tutela e difesa dei diritti umani, a fianco delle maggiori associazioni giamaicane quali Jamaicans for Justice, Independent Council of Human Rights, J-Flag e la sezione caraibica di Amnesty International.

Ha inoltre adottato la scuola materna di Drapers, nella periferia di Port Antonio, che necessita di ristrutturazione e insegnanti, e la Winnifred Beach Community sostenendo la lotta perché la spiaggia, dalla quale molte famiglie traggono sostentamento, possa rimanere libera attraverso progetti di conservazione ambientale e la creazione di infrastrutture.

Per ogni tipo di approfondimento vi invitiamo a visitare le nostre pagine web e se volete darci una mano vi chiediamo di partecipare alle nostre campagne pro Giamaica non solo con i soldi ma anche con ogni forma possibile di impegno e di divulgazione, perché l'isola della musica non dimentichi le parole di Bob Marley: “One Love”.

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