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Per la legge regionale sulla musica popolare
21/07/2013 | 12:45 | Stampa

Musica popolare contemporanea: potenzialità, problemi e proposte

Da tempo, per non dire da sempre, il malumore serpeggia tra i musicisti, ma anche tra gli operatori del settore, e persino tra i fruitori di questa arte.  In Italia non c'è una legge che riconosce e tutela la musica popolare contemporanea. Storicamente si pensa alla musica cosiddetta "colta", cioè la sinfonica, classica, barocca, aiutata da enti e istituzioni con sovvenzioni e finanziamenti, mentre per la musica cosiddetta "popolare contemporanea", una fascia ampia che comprende generi diversissimi tra loro, come il punk, il rock, il jazz passando per il pop e il folk, tutto è lasciato quasi al caso.

Per ovviare a questa quasi "anarchia", frutto di leggi e decreti vetusti e
obsoleti, è stato presentato un progetto di legge regionale (vai alla proposta di legge) per aiutare i giovani musicisti e sviluppare "cultura" sul territorio.
Nessuna ipotesi di finanziamento, ma una regolamentazione della materia, nata nella passata legislazione ma riproposta oggi, per continuare a garantire la musica live e i musicisti, depositari di un patrimonio importantissimo e in continua espansione nella nostra regione, patrimonio che rischia di implodere, e che negli anni '60 e '70 ha portato alla nascita di una cultura di cui tutti, o quasi, sono permeati. Questa proposta di legge riguarda non solo musica dal vivo, ma propone un nuovo modo di fare cultura. Tra gli strumenti pensati, ad esempio, l'abbattimento dell'Iva al 4% come per il settore editoriale, sulla scia di quanto succede negli altri paesi europei, dove musicisti e autori sono tutelati e sostenuti a favore di una crescita culturale dell'intera nazione.

«Molti sono gli ostacoli a cui va incontro chi fa musica e chi la propone nei locali, come adempimenti burocratici difficili, compresa questa distinzione tra chi fa musica live (che deve finire entro mezzanotte) e musica con dj, che può continuare fino alle 4 di notte» dice Francesco Bottai dei Gatti Mezzi.

«La musica non è fatta solo dal concerto o da quello che si ascolta, ma da tutto quello che ci gira intorno, tutte le persone, anche con alta professionalità, che aiutano i musicisti» dice Andrea Appino degli Zen Circus

«Un ente pubblico ha il dovere di organizzare, sostenere, cooperare, investire mettendo in campo le buone pratiche. E sulla musica occorre ragionare a 360°. Un valido esempio è la presentazione a Pisa il 1 agosto del nuovo disco dei pisani Gatti Mezzi nella nuova struttura della biblioteca all'SMS, sostegno a musicisti che cantano della nostra città. Da parte del Comune c'è l'intenzione di sostenere tutte le iniziative delle associazioni culturali, attraverso il bando per la richiesta di finanziamenti. Il primo bando da 50mila euro è stato approvato e finanziato, nel 2014 l'obiettivo è quello di finanziare progetti che mettono insieme reti di associazioni e che prevedono cartelloni con una programmazione condivisa. Dai 20mina di finanziamento nel 2012 siamo passati a 50mila nel 2013 più un altro bando da 30mila euro, e arriveremo a 80mila nel 2014.» ha detto Dario Danti, Assessore alla Cultura e alle iniziative culturali, politiche giovanili e rapporti con l'associazionismo culturale.

Michela Tognetti

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