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Pisa come ponte tra culture diverse
03/07/2013 | 13:54 | Stampa

I progetti del nuovo assessore: dalla candidatura della città a capitale europea al l'attenzione verso cinema e libri

Dario Danti, assessore alla cultura in quota Sel della giunta/2 di Marco Filippeschi, ha molti progetti. Laureato in filosofia, insegnante precario in un liceo a Lucca, autore di libri di buon successo, sempre attento alle realtà associative, lui che quando era studente universitario ha criticato - anche organizzando manifestazioni - i tagli alla ricerca e alla cultura in generale, adesso si trova a rivestire il ruolo di amministratore e il pallino di creare e valorizzare gli eventi culturali, adesso, è in mano sua. Ma non si tratta solo pensare a cosa fare con un occhio a quanto si può spendere.

Il lavoro di amministratore è più complesso come mostra la recente polemica col Comune di Siena. Su quest'ultimo e altri temi abbiamo discusso con Dario Danti.

Pisa si candida a capitale europea della cultura 2019, ma Siena ha già fatto sapere di non gradire la concorrenza.

«Alla fine del 2012, il precedente consiglio comunale ha votato affinché Pisa si candidasse e l'amministrazione sta lavorando. Entro il 20 settembre di quest'anno ci sarà la prima selezione. Il percorso è avviato. Certamente ci relazioneremo con la Regione Toscana, ma è chiaro che Siena o non Siena noi siamo intenzionati ad andare avanti senza viverla in una logica di contrapposizione. Presenteremo le nostre eccellenze, abbiamo tutte le carte in regola per concorrere. Pisa capitale europea della cultura 2019 sarebbe come l'Expo per Milano tanto per avere un metro di confronto».

La cultura produce anche ricchezza. È stato calcolato che in provincia di Pisa, l'industria culturale ha prodotto ben 724 milioni. Quali carte può giocare Pisa?

«Premesso che unPaese che non investe in cultura non ha un futuro, in un recenterapporto, Pisa e la sua provincia sono ai primi posti in Italia comepatrimonio e valorizzazione economica. Nel nostro territorio, il Pildella cultura rappresenta il 6,8% della ricchezza complessiva quando, lamedia in campo nazionale, è del 5,4%. In questo contesto, è importante sapere navigare fra tradizione e innovazione dove per tradizione s'intende il patrimonio monumentale artistico e dei beni culturali. Grazie ai fondi europei, poco più di venti milioni, abbiamo potuto ristrutturare e valorizzare parti importanti della città come gli Arsenali Medicei, gli Arsenali Repubblicani, il progetto Mura, la Cittadella Galileiana e Piazza dei Cavalieri. Questo si trasforma in una città più accogliente, più rispettosa delle sue tradizioni in grado di attrarre e sviluppare turismo. E in questa direzione si colloca la realizzazione in autunno della nuova edizione dell'Internet Festival».

Qual è il concetto, la filosofia di cultura che Dario Danti vorrebbe imprimere alla città?

«Il concetto è semplice: vedo Pisa come ponte fra culture: dal Mediterraneo all'America fino a Oriente. Ospitiamo in questi giorni e poi a ottobre e dicembre l'artista egiziano Moataz Nasr nell'ambito di un progetto con il comune di Santa Croce che prevedrà sia forme laboratoriali che espositive. In autunno la mostra di AndyWarhol a Palazzo Blu. E poi, il prossimo anno, uno scambio fra artisti in occasione della Biennale di arte contemporanea a Casablanca, dove esporranno dei pisani: ospiteremo alla Leopolda opere e artisti realizzando un vero e proprio ponte. E ancora: il festival del cinema cinese cercando un'inedita collaborazione con Angers, città con cui siamo gemellati».

In campagna elettorale si è parlato di fare di Pisa una città del cinema. Può spiegare questo progetto?

«Abbiamo registi importan ti che qui si sono formati, che continuano a raccontare la nostra città conce Roan Johnson e Lorenzo Garzella. Sarebbe fondamentale costruire nuovi spazi per il cinema realizzando una vera e propria "Casa del Cinema". Stiamo rafforzando il protocollo "Pisa Movie" per incentivare e attrarre sulla città la realizzazione di film e documentari. Potremmo lavorare all'alta formazione e creare figure professionali collaborando sia con l'Università che con l'Arsenale. Stiamo pensando anche ad una Mediateca 2.0 in modo che da una qualsiasi postazione internet chiunque può accedere all'archivio e vedere un film».

Pisa è anche la città dei libri e del Pisa Book Festival.

«Pisa con il suo Book Festival della piccola e media editoria è diventata punto di riferimento nazionale. Nella prossima edizione riproporremo la notte bianca delle nostre librerie, così da segnare un passaggio di testimone fra la manifestazione e l'apertura fino a tardi per rendere tanti luoghi della città aperti ai lettori e alla lettura».

Ma Pisa è anche la città dei teatri.

«Una delle vocazioni della città sono le compagnie teatrali e i teatri, a partire dal ruolo del Verdi. Riconoscimenti importanti come il premio Ubu hanno reso protagonista Pisa. Sarà impegno dell'amministrazione comunale anche un' iniziativa volta al completo recupero del Teatro Rossi, attraverso fasi di parziale ripristino dell'agibilità e della sicurezza coinvolgendo le istituzioni e coloro che animano quotidianamente quello spazio».

Di spazi culturali e associazioni, altro tema importante, ne parleremo in un altro articolo.

 

Da Il Tirreno, 3 luglio 2013

Intervista di Giovanni Parlato

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