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Giovanni Frangi al Museo di San Matteo
14/09/2013 | 15:20 | Stampa

Antico e moderno si fondono nella personale «Sherazade»

UN DIALOGO ideale tra arte antica e contemporanea reso reale nella mostra-installazione «Sherazade» al Museo nazionale di San Matteo che verrà inaugurata sabato 15 settembre alle 18.30. Una armonica interazione tra due mondi: le opere del noto artista milanese Giovanni Frangi ed i capolavori medioevali e rinascimentali del museo. «Questa mostra vuole essere un'occasione di ulteriore apertura del museo e una scommessa», spiega entusiasta il direttore del San Matteo, Dario Matteoni, nonché curatore dell'esposizione insieme a Massimo Recalcati, durante la presentazione dell'evento alla stampa, a cui erano presenti anche il sindaco, Marco Filippeschi, l'assessore alla cultura, Dario Danti, il sindaco di Calci, Bruno Possenti, il presidente della Fondazione Palazzo Blu, Cosimo Bracci Torsi. «Sherazade, titolo della mostra, è una scultura in cui una forma di un tronco, diventato rosa, sembra strisciare e muoversi nel giardino del chiostro del San Matteo e farsi strada tra i capolavori ivi custoditi». «Ha un significato fonico - spiega l'artista, Frangi -. I titoli delle mie opere hanno una valenza musicale». L'esposizione non è invasivarispetto al contesto museale, bensì arricchito con capitelli di chiese pisane che vanno a dialogare con i grandi dipinti e le sculturedell'artista milanese.

UN PERCORSO circolare, quello di Frangi, di cui il visitatore potrà seguirne le tracce fatte di tronchi, sassi, boschi. Il tempo. Una parentesi è stata aperta anche sui prossimi progetti del San Matteo: «E' in fase di progettazione una nuova ala, ovvero il pian terreno, dedicata alla scultura pisana del medioevo e del rinascimento», ha detto ancora Matteoni. Inoltre, si sta riflettendo sull'idea di «creare un appuntamento annuale con giovani artisti italiani». La mostra «Sherazade», aperta fino al 3 novembre, è promossa dal Ministero dei beni e della attività culturali e del turismo, la Soprintendenza per le province di Pisa e Livorno, il Museo nazionale di San Matteo.

 

Talita Pistelli

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