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L'illogica allegria
08/10/2013 | 21:03 | Stampa

Il 23 ottobre al Verdi spettacolo per sostenere il teatro del carcere di Pisa a dieci anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber

«Da Pisa rilanciamo l'attenzione sulla questione delle carceri» ha commentato il sindaco Filippeschi nel presentare lo spettacolo che il 23 ottobre vedrà sul palco del Teatro Verdi i detenuti insieme a Gianmaria Testa, Roberto Vecchioni, Sergio Staino, Claudio Bisio, i Gatti Mezzi, Bobo Rondelli, Adriano Sofri e tanti altri. Con il patrocinio della Camera dei Deputati.

«Servono riforme del sistema carcerario e della giustizia, come dice anche oggi il presidente della Repubblica» - ha continuato il primo cittadino, ricordando la legge assurda che prevede che i Sindaci non possono visitare gli istituti di pena presenti sul loro territorio senza preventiva autorizzazione - «A Pisa vogliamo continuare con le esperienze fatte, come il garante dei detenuti e il centro "Oltre il Muro" per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti»

«Proprio oggi (martedì 8 ottobre) il presidente Napolitano ha lanciato il suo grido di allarme alle Camere» ha proseguito Fabio Prestopino, direttore del carcere Don  Bosco di Pisa. Carceri: la situazione in Italia e a Pisa

Lo spettacolo -A presentare la serata, che sarà legata alla memoria di Giorgio Gaber, l'assessore alla cultura Dario Danti, Davide Guadagni, Liberata Di Lorenzo (area pedagogica del carcere) e Francesca Censi (CinemaTeatroLux per il laboratorio teatrale nel carcere). L'evento segue quello di 8 anni fa, sempre al Teatro Verdi, con cui si raccolsere 35 mila euro che furono interamente devoluti in beneficenza al fondo-detenuti. Tutte le info e come fare per i biglietti

Appunti sul carcere in occasione dell’ Illogica allegria in collaborazione con la Direzione del Don Bosco - Pisa 8 ottobre - Il comunicato dell'Amministrazione Comunale - Il sistema penitenziario italiano viene, ancora una volta, alla ribalta per le carenze che lo affliggono. I ripetuti richiami della Comunità europea per la situazione di sovraffollamento, le sentenze con cui lo Stato è stato condannato a risarcire detenuti, sono il chiaro segnale che il sistema non è in grado di rispondere alle accresciute esigenze derivanti anche dai flussi migratori dal sud del mondo. Si potrebbe argomentare che non si era preparati ad affrontare una simile emergenza, del tutto imprevista e, per certi versi, simile a quella che, proprio in questi giorni, si sta verificando per l’ennesima volta a Lampedusa. Eppure, nel 2006, quando fu promulgato l’indulto, si disse che sarebbero certamente seguiti provvedimenti di carattere strutturale che, coinvolgendo il sistema giudiziario e penale, oltrechè penitenziario, escludessero il ritorno alle condizioni di quel periodo. E, invece, sono trascorsi oltre sette anni e ci si ritrova nuovamente a discutere di amnistia ed indulto, perché le carceri sono sovraffollate e la situazione non è più sostenibile. Il sistema penitenziario italiano è il tappeto sotto cui si tenta di nascondere la polvere, senza riuscirci, il vaso che trabocca ogni giorno, è il purgatorio dei dimenticati. Tanti, troppi sono coloro i quali un giorno usciranno dal carcere e si ritroveranno senza un lavoro, una famiglia, una casa.

Alcuni dati servono a comprendere meglio il problema. A fronte di una capienza complessiva di47583 unità, le carceri italiane ospitano oggi 64672 detenuti. Di questi circa il 40 % è in attesa di giudizio. I diciotto Istituti Penitenziari della Toscana  registrano una capienza regolamentare di 3259 unità a fronte di una presenza attuale di 4162 detenuti. Di questi più del 50 per cento sono stranieri. 

Il Carcere di Pisa: l’Istituto pisano ospita attualmente 360 persone, 40 delle quali donne. I detenuti stranieri rappresentano circa il 60% del totale dei presenti. Un terzo proviene dall’area del Magreb, perlopiù Tunisia e Marocco.  Il 27% dei detenuti ha un’età compresa tra il 27 e i 31 anni; il 22% un’età compresa fra i 33 anni e i 38 anni: il 49 % dunque della popolazione detenuta pisana ha meno di 40 anni. Altro dato rilevante: il 9% dei ristretti ha un’età compresa tra i 18 e i 25 anni. Si tratta di quella fascia di detenuti che l’Ordinamento Penitenziario definisce “Giovani Adulti” e nei confronti dei quali andrebbero maggiormente concentrati gli sforzi per favorire un adeguato reinserimento sociale.

L’istituto è caratterizzato dalla esistenza del Centro Diagnostico Terapeutico (CDT) vero ospedale penitenziario inserito tra i cinque centri insopprimibili individuati dalla Conferenza Stato-Regioni ed unico in Italia per le persone detenute di sesso femminile. Il CDT accoglie detenuti affetti dalle patologie più svariate, per la cura delle stesse, per l’esecuzione di esami diagnostici anche di particolare rilievo, come la TAC, e si distingue per la particolare vocazione chirurgica in varie branche specialistiche.

Le attività trattamentali presenti sono le più svariate, da quelle ricreativo-sportive  a quelle scolastico-culturali. In particolare si ricordano il laboratorio teatrale, che nell’ultimo anno ha ricevuto un forte impulso con l’impegno della Compagnia del Teatrolux, il laboratorio di  musica e danza curato dal Centro Italiano Femminile di Pisa, il coro, il laboratorio di scrittura creativa presso la sezione femminile, i corsi di pet therapy e di operatore cinofilo.  Tutti i gradi d’istruzione sono attivati attraverso specifici corsi scolastici: corsi di alfabetizzazione di lingua italiana,destinati esclusivamente a detenuti stranieri,  di scuola media, corsi di scuola superiore per il conseguimento del diploma di ”tecnico di gestione aziendale”. Questi ultimi sono tenuti esclusivamente da docenti volontari dell’associazione Controluce che curano la preparazione scolastica dei detenuti iscritti all’Istituto “Matteotti” come privatisti.  Gli studenti iscritti ai corsi universitari al momento sono 12. L’ottima cooperazione con l’Università degli Studi di Pisa consente  anche a detenuti con lontana scadenza pena, di conseguire una laurea.

Negli anni si è consolidata anche una proficua collaborazione con diversi istituti scolastici della città, in particolare con il liceo scientifico Buonarroti che periodicamente cura con l’area educativa, l’ingresso in Carcere di classi di studenti del quarto anno, per incontri di conoscenza della realtà penitenziaria, di alcuni detenuti e delle loro storie di vita. ( Progetto “Conoscere il Carcere”). I corsi di formazione professionalefinanziati dalla Provincia di Pisa sono organizzati come formazione “on the job” e hanno consentito di realizzare una sala colloqui per detenuti con figli minori e al momento sono concentrati su una nuova sala colloqui per i familiari e la ristrutturazione di alcune aule trattamentali della la Sezione femminile. La massiccia presenza di detenuti stranieri unita ad una aumentata e significativa presenza di detenuti con disturbi psichici, impongono di rimodulare gli interventi da parte di tutti gli operatori penitenziari e di “ripensare” al Carcere come ad un luogo di frontiera con cui si vanno ad impattare le più svariate storie di vita fatte di sofferenza e privazioni.

Commenti
12/09/2014 | 04:13
Svetlana ha scritto:
This photo has not been manipulated in any way. The post is a joke, obvlsuoiy we all know that this tower is leaning. I have looked down from the top of this tower and know first hand that it is leaning.To get this photo you have to be in the right place. The amazing thing about this photo is that from the angle it was taken the story is "almost" believable. http://pcqrfyzslb.com [url=http://evkgfdasu.com]evkgfdasu[/url] [link=http://vnyercflugx.com]vnyercflugx[/link]

10/09/2014 | 06:54
David ha scritto:
The authorities mnnagiag the church tower in Suurhusen, Germany, had applied in June to the Guinness Book of World Records for the world's most lopsided building title. The Guinness Book of Records acknowledged that this church tower is the winner. The officials had measured it leaning at a 5.19 degree angle compared to only 3.97 degree angle of Pisa. ()--------------Martina

09/09/2014 | 14:21
Rasmus ha scritto:
Bee, that church tower in Suurhusen looks (and llaertily) to deserve the title of "most lopsided" tower. The other one, in Bad Frankenhausen, is impressively tilted, but shouldn't be called the "World's Crookedest Tower". I am sure that "crooked" is supposed to mean non-straight, as opposed to tilted (angle away from vertical, or horizontal in some contexts.) This could be a matter of imperfect translation into English - what was the original German of this phrase. Did they say a form of gekippt; or rather am krummsten; am schiefsten? From what little I know anymore, the first would be better in this case.What amazes me is how an oak wood foundation in wet soil would last at all (or maybe rotted, leaving building to rest on stones.)BTW, considering the title of this blog, maybe someday another post about the weird properties and problems of radiative self-reaction? http://gvdejnp.com [url=http://cdrgthoir.com]cdrgthoir[/url] [link=http://zooyghlnuch.com]zooyghlnuch[/link]

09/09/2014 | 14:20
Rasmus ha scritto:
Bee, that church tower in Suurhusen looks (and llaertily) to deserve the title of "most lopsided" tower. The other one, in Bad Frankenhausen, is impressively tilted, but shouldn't be called the "World's Crookedest Tower". I am sure that "crooked" is supposed to mean non-straight, as opposed to tilted (angle away from vertical, or horizontal in some contexts.) This could be a matter of imperfect translation into English - what was the original German of this phrase. Did they say a form of gekippt; or rather am krummsten; am schiefsten? From what little I know anymore, the first would be better in this case.What amazes me is how an oak wood foundation in wet soil would last at all (or maybe rotted, leaving building to rest on stones.)BTW, considering the title of this blog, maybe someday another post about the weird properties and problems of radiative self-reaction? http://gvdejnp.com [url=http://cdrgthoir.com]cdrgthoir[/url] [link=http://zooyghlnuch.com]zooyghlnuch[/link]

09/09/2014 | 11:52
Wei ha scritto:
cosec va bene: certezza pena e piapecatrzione attiva e sincera dei detenuti per il proprio recupero. Ed in questo contesto un particolare occhio attento e di riguardo ai loro bambini in particolare, per essere inevitabilmente coinvolti in drammi verso cui non hanno responsabilite0. Direi meritino una attenzione doppia.brunosaetta

07/09/2014 | 14:03
Kelley ha scritto:
cosec va bene: certezza pena e paioacrpezitne attiva e sincera dei detenuti per il proprio recupero. Ed in questo contesto un particolare occhio attento e di riguardo ai loro bambini in particolare, per essere inevitabilmente coinvolti in drammi verso cui non hanno responsabilite0. Direi meritino una attenzione doppia.brunosaetta