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Film: 5 produzioni nel 2014 a Pisa
19/01/2014 | 16:32 | Stampa

Spiccano "Pisa mon amour" del regista Cattaneo e "Short Skin" con produzione iraniano-britannica. Intanto "Paglu" (con scene ambientate in piazza dei Cavalieri) sta sbancando i botteghini in India

La prima produzione che ha richiesto un impegno più consistente è stata la Palomar, quando ha girato in città alcune scene del film "I primi della lista" (2011); tra l'altro si trattava di una storia interamente pisana ed anche il regista, Roan Johnson, è legatissimo alla città. Ma è ora che Pisa comincia davvero ad organizzarsi per offrirsi anche come "set cinematografico". Che significa avere ritorni sia di carattere economico che di visibilità (culturale e turistica). Quest'anno sono ben cinque i film che saranno ambientati, in tutto o in parte, a Pisa. I set interesseranno soprattutto il centro storico, ma anche il litorale e San Rossore. 

Grandi spot. E' un filone nuovo e per questo ancora non ci sono numeri sugli effetti nel territorio. Ma ci sono altri numeri che già danno un'idea. Il film "Paglu" (prodotto dalla Surinder) è secondo per incassi in India, uno dei Paesi indicati a più alta crescita economica. Il trial del film (visibile anche in rete) apre con le riprese in piazza dei Cavalieri. «Un grande spot sui mercati asiatici per la nostra città costato all'amministrazione sei transenne e l'esenzione all'occupazione del suolo pubblico», sottolinea l'assessore comunale alla cultura Dario Danti che sta lavorando per far crescere "PisaMovie". Ovvero una struttura, sotto l'assessorato e dentro la Film Commission Toscana, che deve far fronte alle richieste di riprese televisive, spot, documentari o vere e proprie produzioni cinematografiche. La promozione di Pisa, anche e soprattutto sui mercati internazionali, passerà da questa struttura. Nel 2013 ancora Roan Johnson ha girato a Pisa "Fino a qui tutto bene", film che ha come base un appartamento in lungarno Pacinotti con affacci sia sull'Arno che sulla Torre. E l'assessorato ha contribuito con 5mila euro. Intanto il 16 e 26 gennaio, al Sundance Film Festival, importante rassegna del cinema indipendente che si svolge a Ogden negli Usa, viene presentato "Trip to Italy" di Michael Winterbottom: alcune scene sono state girate sui lungarni ed a Palazzo Lanfranchi; il film è già in programma anche sulla Bbc.

Le novità. Quest'anno sono cinque i film già sicuri. Ci sono due produzioni "Rain Dogs Film". Una è relativa al film dal titolo "Pisa mon amour", con regista Marco Luca Cattaneo (che aveva già diretto "Amore liquido"). L'inizio delle riprese è fissato per settembre, le location saranno soprattutto nel centro storico. Del secondo finn si conosce il titolo ("Non vedo, non sento, non parlo"), ma ancora pochi dettagli; l'idea è comunque quella di girare fuori dalla città, tra il parco di San Rossore, Calambrone e Coltano. Ad aprile, in città, si gireranno le scene di "Short Skin", uno dei dodici progetti che hanno partecipato a Venezia al primo workshop della 2a edizione di Biennale College-Cinema; Duccio Chiarini è il regista, Bàb ak Jalali il produttore (Iran/Gran Bretagna). Del film "Il Giocatore Invisibile" di Stefano Alpini (produzione Polis) parliamo a parte. In programma c'è anche un cortometraggio (il titolo è "Massima Serietà"), con produzione Studio Sumatra e regia di Stefano Nicoletti. 

Francesco Loi


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La cinepresa sulle lotte di Ateneo. Sarà un film quasi tutto made in Pisa, a chilormetro zero. E' l'opera prima del documentarista e regista pisano Stefano Alpini, il cui ciak è in preventivo per maggio. Liberamente tratta da un romanzo di Giuseppe Pontiggia, "Il giocatore invisibile", edito da Mondadori, la storia ha per scenario l'università italiana e le rivalità tra docenti, in questo caso scatenate da una sorta di "corvo" che riesce a seminare e far germogliare il dubbio, poi foriero di intrecci imprevisti quanto rivelatori delle umane debolezze. Prodotto da Polis, casa di produzione indipendente pisana, il progetto del film ha ottenuto il finanziamento del Mibac, ministero dei Beni culturali, dopo aver ricevuto già quello della Regione. Per Alpini - funzionario dell'Università e docente di sociologia visuale a Scienze politiche, la stessa facoltà in cui il suo maestro Roberto Faenza ha insegnato sociologia della comunicazione - spaziare a tutto campo nel mondo dell'ateneo sarà un gioco da ragazzi.

Alpini, come nasce l'idea di un film sulle lotte d'ateneo? 

E' una vecchia idea di Faenza, nata dal romanzo di Pontiggia, che si sta cercando di far arrivare in porto anche con l'appoggio dell'Università. Il progetto vuole impegnare professionalità con una esperienza consolidata e significativa nel mondo del cinema e che abbiano un legame cori Pisa, insomma per lo più pisani già noti anche fuori, ma senza trascurare proiezioni all'esterno».

Un esempio?

«Più di uno. Intanto lo scenografo è Sandro Bettin, che sta lavorando all'ultimo film di Olmi, e il produttore è Francesco Monceri, avvocato, ex consigliere comunale, uno dei padri della società di produzione cinematografica Polis, nata cinque anni fa. Per il direttore della fotografia e lo sceneggiatore ci sono contatti con risorse locali, note in ambito nazionale».

E fuori si cercheranno i protagonisti: che nomi circolano?

«Avevamo contattato Nanni Moretti, a cui il progetto era piaciuto, ma le riprese non coincidono con i suoi impegni. Siamo in contatto con Toni Servillo, dal quale abbiamo ricevuto molti incoraggiamenti e aspettiamo una risposta. Tra i papabili anche Philippe Daverio, noto critico e giornalista televisivo, che è docente ma pure uomo di spettacolo».

E presto dovrebbe iniziare il casting...

«E' fissato per i primi di febbraio e prenderà in considerazione anche il mondo universitario: si cercherà tra i giovani attivi in gruppi teatrali locali, tra gli studenti e tra i docenti. Mi risulta ci siano almeno due professori che sono attori dilettanti e che sarebbero disponibili».

Ministero dei Beni culturali, Regione, università...

«E anche il Comune di Pisa. Che ha sostenuto fin dall'inizio il progetto. Ma non basta. Speriamo che, grazie alla legge sul tax-credit, gli imprenditori locali possano darci anche loro una mano per arrivare a completare il budget necessario per realizzare il film».

Candida Virgone

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Scuola di alta formazione per il cinema e mediateca. In una delibera della giunta comunale sono fissati gli obiettivi per la valorizzazione della cultura cinematografica di qualità del territorio pisano. Tra questi, si legge, «il riposizionamento e rafforzamento del Cinema Arsenale, inteso come nodo primario della rete di infrastrutture toscane dedicate alla formazione di nuovo pubblico e alla diffusione di contenuti cinematografici e audiovisivi di particolare valore culturale». E poi «la realizzazione di una mediateca 2.0 concepita come un insieme di desk digitali da collocare presso gli spazi espositivi e bibliotecari del polo culturale di San Michele degli Scalzi». Particolare attenzione alla «realizzazione di attività formative di alta specializzazione nei settori della scrittura e sceneggiatura di opere cinematografiche e audiovisive, anche attraverso una stretta collaborazione con i centri di ricerca universitaria».

Commenti
12/09/2014 | 04:13
Florence ha scritto:
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10/09/2014 | 06:55
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07/09/2014 | 15:55
Arshia ha scritto:
What I find striking in the graph is how clsleoy countries sharing particular characteristics cluster. For instance, after Finland, we find most of Germanic Europe: Switzerland, Germany, the Netherlands and Belgium (Dutch/Flemish forms a linguistic continuum with German, and is classified as a separate language primarily for historical and political reasons). The big exception is German-speaking Austria, which scores considerably lower, but does cluster with Hungary - which were part of the same political unit until the early 20th century. Likewise, Spain, Portugal and Italy, which share many linguistic, historical and cultural traits (as well as being geographically close) cluster. Countries with significant Celtic heritage also have very similar scores (Britain, Ireland, France) although this is obscured somewhat in the graph because Scandinavian and some Slavic countries score in the same range. The Czech and Slovak Republics, yet another former political unit, are not excactly adjacent in the graph, but numerically actually very close, although separated by two other strong clusters: the Latin Mediterrean countries and the former Austrian-Hungarian empire.So as I see it, a very suggestive overall picture emerges, as follows: 1. (546) - Finland2. (517-526) - West Germanic- Baltic- USA, Canada + Australia 3. (501-507)- North Germanic - Celtic (incl. UK)- Slavic 1 (Slovenia, Poland)4. (490-499)- ex-Austrian-Hungarian Empire- Slavic 2 (ex-Czecho-Slovakia)- West (Latin) Mediterreanean5. (478) - East (Greek) MediterraneanInteresting points: - linguistically, culturally, politically, historically and/or ethnically related countries have very similar scores;- the home of classical European civilization (Greek + Latin Europe) scores lowest, while the most remote part (Finland) scores best. What to make of that?