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Museo di San Matteo: +40% di visitatori nei primi mesi del 2014
20/03/2014 | 19:43 | Stampa

Sopralluogo della terza commissione consiliare. II direttore Matteoni: «Un polo museale oltre la Torre»

Per la prima volta cresce il numero di visitatori del museo di San Matteo. In questi primi mesi del 2014 il museo ha registrato un incremento di visitatori pari a circa il 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È questo il dato più significativo, che fa ben sperare, rivelato ieri dal direttore del museo Dario Matteoni durante un sopralluogo della terza commissione consiliare. La visita è stata anche l'occasione per smentire le tante critiche apparse sul portale Tripadvisor, postate da utenti delusi (sulle recensioni negative Giovanni Garzella, capoguppo di Fi-Pdl, ha presentato anche un'interpellanza).

Nonostante le difficoltà economiche, il museo sembra vivere una fase di rilancio. «Stanno pagando - sottolinea Matteoni - gli sforzi fatti». Nell'ultimo anno sono stati rivisti gli allestimenti, i criteri di presentazione delle opere e l'offerta è notevolmente aumentata. E' stata aperta una nuova sala dedicata alle sculture della Chiesa della Spina e completato il restauro del polittico di Simone Martini. Nei prossimi giorni aprirà una sezione dedicata alle monete, una sala che raccoglie i capolavori del Seicento pisano e prossimamente è prevista la presentazione multimediale del restauro del polittico di Martini. E' inoltre in allestimento una sala dedicata alle opere del '400 e del '500, dove è prevista l'esposizione di due polittici fiamminghi, una sala dedicata al San Lussorio di Donatello e una dedicata alle opere del tardo Cinquecento ed inizio Seicento. Sono stati ristrutturati anche i depositi del museo che, a partire dai prossimi mesi, saranno (su richiesta) aperti ai visitatori.

Il museo cerca di rinnovarsi offrendo anche servizi. L'obiettivo è creare nel chiostro una struttura in grado di ospitare una sala lettura e un piccolo bar a gestione diretta. Ma, nonostante gli sforzi, le criticità restano a causa, soprattutto, della mancanza di risorse. Il San Matteo è dotato di un sistema di monitoraggio dei livelli di umidità, ma è privo di un impianto di climatizzazione (per realizzarlo occorrono 2-3 milioni di euro e la chiusura al pubblico). Inoltre la struttura di accoglienza all'ingresso non è perfetta, l'illuminazione in alcune sale non è adeguata, il numero del personale (attualmente 17 unità) andrebbe incrementato, così come la visibilità, la comunicazione (il museo sta lavorando con la Sant'Anna per costruire un portale web) e la mobilità pubblica da e per il museo.

«Negli ultimi tempi - commenta Dario Danti, assessore alla cultura - c'è stato un oggettivo salto di qualità. Se l'aumento dei visitatori diventa una costante, significa che è in corso un'inversione di tendenza». «Il San Matteo - aggiunge Alessandra Mazziotti, presidente della terza commissione - va sostenuto e valorizzato». Il vero salto di qualità potrebbe arrivare con la realizzazione di un polo museale dei lungarni, prevedendo eventualmente il biglietto unico, navette e agevolazioni sui trasporti. «La sfida - conclude Matteoni - è trovare un'identità cittadina alternativa a Piazza dei Miracoli».

Danilo Renzullo

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