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Pisa capitale della danza italiana ed europea
15/05/2014 | 21:38 | Stampa

A Pisa la NID Platform, la più prestigiosa vetrina della danza italiana. Dal 22 al 25 maggio la migliore danza classica, moderna, contemporanea

La NID Platform - nuova piattaforma della danza, ideata per la promozione e la diffusione della produzione coreografica italiana, chiamerà a Pisa  artisti, appassionati,istituzioni, giornalisti, distributori e programmatori italiani e internazionali, che potranno assistere ad alcune delle più note o emergenti compagnie e partecipare a incontri professionali su tematiche legate alla danza. Sono oltre cento i distributori e programmatori di più di trenta paesi diversi tra cui Francia, Belgio, Olanda, Germania, Marocco, Spagna, Finlandia, Giappone.

Un evento che contribuisce, insieme ad altri, al turismo pisano: nel fine settimana l'80% delle camere degli alberghi sono prenotate. Il benvenuto agli ospiti sarà dato il 22 maggio alle ore 14 e alle ore 18 nella rinnovata  piazza Vittotio Emanuele, porta di accesso in città per chi arriva dalla stazione e dall'aeroporto: lì convergeranno per un flash mob 200 allievi delle 15 scuole di danze pisane.

«Per qualche giorno - ha affermato l'avv. Giuseppe Toscano, presidente della Fondazione Teatro - diventeremo la capitale della danza italiana. Per noi, Fondazione Teatro- saranno i fuochi d'artificio con cui chiudiamo una stagione straordinaria». «Soddisfatto anche il Sindaco Marco Filippeschi - per la scelta di Pisa e del suo Teatro ad ospitare  questa importante Manifestazione. La nuova Piattaforma della Danza trove in Pisa una piattaforma d'eccezione».

«Con il Teatro di Pisa c'è una buona collaborazione - ha detto Beatrice Magnolfi, presidente della Fondazione Toscana Spettacolo - collaborazione che ha già dato,  risultati misurabili. Un buon esempio di come si debba fare rete tra i vari teatri, istituzioni, sponsor privati: dobbiamo investire sulla cooperazione e non sulla competizione»«Il costo della manifestazione - ha concluso Magnolfi-sarà di circa 300.000 euro, finanziati dal Ministero dei Beni Culturali,  dalla Regione Toscana, dalla Fondazione Spettacolo e da sponsor privati».

L'assessore alla Cultura Dario Danti ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento nell'evento delle 13 scuole di Danza Pisane, dimostrando «possibile tenere insieme professionalità, istituzioni e attori culturali cittadini».

Venerdì 23 e sabato 24 maggio si svolgeranno negli spazi della Stazione Leopolda di Pisa incontri professionali con importanti contributi di operatori nazionali e internazionali che operano nel settore della danza e dello spettacolo dal vivo e nell’ambito delle arti. Venerdì 23 maggio si tratteranno gli argomenti:Danza nei musei e centri di arte Contemporanea, Produzione, mobilità, networking (Case della danza: esperienze in Europa a sostegno della produzione e Networking, residenze e mobilità degli artisti); sabato 24: Luoghi della danza nel Mediterraneo, Bilateralità e cooperazione: dalla progettazione alla produzione.

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Gli Spettacoli

giovedì 22 maggio, ore 15.30 – Teatro Verdi (Pisa)
Giorgia Nardin - All dressed up with nowhere to go

All dressed up with nowhere to go: un titolo lungo per sottolineare una mancanza di fine o una costante, quanto sottile, trasformazione. I corpi degli interpreti sono, su questa scena, aghi di realtà conficcati nel tessuto della rappresentazione. Si toccano il naso, la testa, piegano polsini e colletti come sorpresi per strada, in un supermercato, o seduti sulla scrivania dell’ufficio. A questo utilizzo sfrontato di “realtà” – che fuori dalla metafora tocca abilmente i confini della performing art – corrisponde una dimensione immateriale che nella ciclicità del movimento riempie lentamente la scena. La stanchezza è una via di fuga, il contatto una forma di protezione per scappare dallo sguardo di un osservatore che scorre sulla superficie nuda e sacra dei corpi senza imbarazzo e senza provocazione. Tutto sta lì, nel riuscire a scorgere l’astratto nel concreto e il reale nell’astrazione, nelle tinte pallide dei corpi e nelle luci soffuse una forma di calore.

 

giovedì 22 maggio, ore 16.30 – Cinema Teatro Lux (Pisa)
Chiara Frigo, Emmanuel Jouthe - When we were old

When We Were Old è il frutto dell’incontro tra la coreografa italiana Chiara Frigo e il coreografo del Quebec Emmanuel Jouthe, avvenuto all’interno di Tryptich, un progetto di ricerca sviluppato tra Italia e Canada. When We Were Old si ispira a un episodio rievocato durante una camminata nel cuore storico della città di Vancouver. Si tratta del destino toccato anticamente a una foresta pluviale, trasformata in una metropoli, e in seguito in una stazione di benzina poi abbandonata e riconvertita in parco pubblico. Una scena si sporca di materiali metallici e lignei, mentre i corpi dei performer sono coinvolti in una danza morbida e algida.

 

giovedì 22 maggio, ore 21 – Teatro Verdi (Pisa)
Aterballetto, compagnia ospite - Tempesta/The spirits

Balletto per sei danzatori, tre coppie che formano un gruppo, una specie di tribù che nel suo gioco coreografico articola una danza fatta di ingaggi subitanei, di abitazioni epidermiche e di corpi volatili agganciati in una continua e reciproca torsione di uno nell’altro. È nei meccanismi del dialogo e della relazione che è possibile applicare un rigoroso esercizio quotidiano capace di sollevarsi dai sistemi dominanti della soggettività, di rinominare i desideri e far apparire una qualità molto specifica di vicinanza.

 

giovedì 22 maggio, ore 21 – Teatro Verdi (Pisa)
Aterballetto, compagnia ospite - Don Q. - Don Quixote de la Mancha

Don Chisciotte è uno e centomila e ognuno può ritrarre il “suo”. Come fa Eugenio Scigliano, nel nuovo progetto per Aterballetto, in cui il coreografo empaticamente si riflette nel suo personaggio e ne traduce lo spaesamento umano e la necessità di non abdicare ai propri ideali anche se la realtà congiura per soffocarli. In una Spagna che stava mutando rapidamente, che stava abbandonando le sue regole e i suoi valori, il Don combatte l’angoscia e l’incertezza di tempi rozzi e confusi restando fedele ai suoi sogni e al suo codice morale e regalandone i segreti al suo amico Sancho. Allo stesso modo, in un periodo altrettanto disorientante e dettato da mutamenti repentini e francamente oscuri, il Cavaliere di Scigliano viene a incarnare l’essenza dell’“essere artista”, rivendicando il potere della sensibilità e la sua missione di “tener desto – nonostante tutto – il senso di meraviglia nel mondo”.

 

venerdì 23 maggio, ore 15 – Ridotto Teatro Verdi (Pisa)
Marina Giovannini/Cab 008 - Meditation on beauty n.1 - Meditation on beauty n.2

Che senso ha l’esistenza della bellezza? Come si declina l’idea della grazia? In un luogo senza cornice, le danzatrici si muovono in uno spazio di parallelepipedi e traducono in gesto quella necessità di bellezza che è condizione vitale. Ogni passaggio risponde all’estetica di un atto coreografico che si pone al di fuori dell’idea di spettacolarizzazione per manifestarsi come un segno di esistenza, un’azione di riappropriazione dello spazio del corpo. Composto di frammenti complementari di una medesima riflessione, Meditation on beauty è un lavoro che nasce a partire dalla fascinazione per le geometrie, come forma di misurazione dello spazio e base del rigore per ardui esercizi di equilibrio, movimenti tesi e pose che impongono la fiducia assoluta nel corpo, nella stabilità dell’altro. Il femminile, tratteggiato dai gesti e dalla grazia, è il fulcro dell’intero lavoro.

 

venerdì 23 maggio, ore 16 – Teatro Sant’Andrea (Pisa)
Francesca Foscarini, Sara Wiktorowicz - Grandmother

Le due artiste sono impegnate nel processo di creazione della trilogia Once Upon a Time, che si comporrà di due soli e un duo, attraverso cui si svilupperanno tre diverse prospettive su tre differenti generazioni di donne, coinvolgendo i linguaggi della danza, del video, del teatro. Incipit della trilogia è proprio il solo Grandmother. Durante ogni residenza Sara conduce workshop di DanceAbility a gruppi di grandmothers; una volta che le donne hanno fatto esperienza del movimento, Francesca le conduce in un dialogo intorno alle loro vite e ai loro ricordi, e con questa modalità procede la ricerca drammaturgica. Tali ricordi e tale ricerca prenderanno vita attraverso il movimento, la musica, i costumi, lo spazio e il tempo. La domanda che guida la ricerca di Foscarini e Wiktorowicz è: sebbene apparteniamo a generazioni diverse, cosa ci accomuna con queste donne, a un livello più profondo?



venerdì 23 maggio, ore 17 – Teatro Verdi (Pisa)
Mauro Astolfi/Spellbound Contemporary Ballet - Relazioni (pericolose)

Le relazioni pericolose della nostra vita sono il punto di riflessione di questa nuova creazione che non vuole essere un elogio alla solitudine ma una spinta a cercare di comprendere il vero… i mille marchingegni ed espedienti per il conseguimento del potere e del controllo sul prossimo trovano nel rapporto tra uomini e donne il primo e più fertile terreno per affinarne le armi. La disperata voglia di potersi fidare di qualcuno aumenta esponenzialmente il rischio di approcci superficiali e questo ci induce ad aprire la nostra casa a chiunque, meglio se dotato di un sorriso seducente… potremmo solo godere di un incontro, ma sempre si vuole che un bel momento diventi una relazione, la nostra testa ci porta a voler ripetere all’infinito qualsiasi bella sensazione… e questo crea una relazione e la relazione per sua natura è quasi sempre pericolosa.



venerdì 23 maggio, ore 19.15 – Teatro Era, Sala Salmon (Pontedera)
Compagnia Enzo Cosimi - Welcome to my world

Quando avverrà la fine del mondo? Che volto avrà l’Apocalisse? Si teme l’anno Mille come portatore di disgrazie più che di rivoluzioni positive. La tecnologia contemporanea amplifica, gonfia la paura, fa diventare verità semplici ipotesi. Strani suoni provenienti dal cielo e dalla terra impressionano il mondo. Il fenomeno è lo stesso: forti vibrazioni inspiegabili. Le cause attribuibili a queste onde potrebbero essere terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, uragani, tempeste.

 

venerdì 23 maggio, ore 20.45 – Teatro Era, Sala Salmon (Pontedera)
Riccardo Buscarini/TIR Danza - Athletes

Vincitore di The Place Prize for Dance 2013 (sponsored by Bloomberg), Athletes si propone come una riflessione sulla competizione, vista come tensione tra l’uomo e la macchina. In un deserto senza emozioni, creato dalle luci di Lucy Hansom e Michael Mannion, enigmatiche figure androgine vestite dalla stilista Brooke Roberts, in collaborazione con il prop maker Kishan Maynard-Clarke, descrivono un piccolo mondo alieno in cui la solidarietà si trasforma in crudeltà, la cooperazione in competizione.

 

venerdì 23 maggio, ore 21.55 – Cinema Teatro Lux (Pisa)
Claudia Catarzi/Company Blu - Qui, ora

"Ho tolto tutto, messo tutto da parte. Non ho chiesto sostegno a idee creative e fantasiose di realtà altre da quelle esistenti. Ho cercato di riportare tutto all’essenziale, al minimo indispensabile necessario per partire. Ho trovato un corpo, il mio, il mezzo che mi ritrovo, e in fondo il più adatto per questo viaggio. La voglia di parlare delle mie idee certo, del mio modo di essere, ma non di quello che risiede negli scomparti consci del mio cervello, quotidianamente interrogati e razionalmente preposti a catalogare verità più o meno valide. La voglia di parlare con una parte alla quale si ha accesso troppo di rado, che esiste in ciascuno di noi ma che ha pochi spazi dove poter essere chiamata in causa. Mi sono immersa in una condizione che si lega direi solo a quell’intelligenza istintiva – mia compagna di viaggio da sempre – e quasi per niente alla razionalità. In sostanza mi sono fatta carta bianca e ho lasciato che il movente nascesse da fuori, in particolare dalla musica, nonché dai suoni, dai rumori, per arrivare al silenzio – con la concessione di chiamare tale una parvenza di questo".

 

venerdì 23 maggio, ore 22.30 – Teatro Verdi (Pisa)
Alessandro Sciarroni - Untitled_I will be there when you die

UNTITLED_I will be there when you die è una pratica performativa e coreografica sul passare del tempo che nasce da una riflessione sull’arte di manipolare con destrezza gli oggetti: la giocoleria.
Questo lavoro rappresenta il secondo capitolo di un progetto più ampio intitolato Will you still love me tomorrow?, la ricerca che Alessandro Sciarroni intende realizzare sui concetti di sforzo, costanza e resistenza (Folk-s, 2012; UNTITLED_I will be there when you die, 2013; Aurora, 2015). In questo nuovo lavoro il toss juggling (lancio di oggetti) evoca la fragilità dell’esistenza umana. L’idea è spogliare quest’arte circense dagli stereotipi cui viene comunemente associata nell’immaginario collettivo ed esplorarla in quanto linguaggio. Pratica, regola, disciplina, impegno, concentrazione, sono gli elementi costitutivi di questo lavoro che costringono gli interpreti a stare nel tempo presente, senza possibilità di tornare indietro, ancora e ancora e ancora.



sabato 24 maggio, ore 15 – Teatro Verdi (Pisa)
Martina La Ragione, Valentina Buldrini/Déjà Donné - Will

Un tappeto, un luogo, lo spazio dell’errore, del non lecito, due corpi, che si lasciano guardare nella propria intimità, nella perversione, distorsione, nell’incertezza, nel tentativo, nel raggiungimento di un desiderio, nella compenetrazione, nel continuo fallimento. Immagini catturate in un tempo, costrette in un luogo intimo seppur estraneo.

 

sabato 24 maggio, ore 16.15 – Teatro Sant’Andrea (Pisa)
Silvia Gribaudi - What age are you acting? Le età relative

Un valzer di pieni e di vuoti. Dentro di noi abbiamo diverse epoche, il passato, il presente, la proiezione del futuro. Lasciamo tracce nel tempo e siamo segnati dal tempo che passa. Ci arrendiamo al tempo o lo affrontiamo di petto? Abbiamo paura della morte o accettiamo che tutto scorre? (Giulia Galvan). In scena Domenico Santonicola, 66 anni, si descrive così: “Perdo la vista, sento poco, il cuore batte più forte, la voce si riposa e le mani sono più nodose, mentre lo spirito e la passione sono più accesi”. “L’ironia è un antidoto”, dice Silvia.



sabato 24 maggio, ore 17 – Teatro Sant’Andrea (Pisa)
Elena Giannotti/Company Blu - Lo sguardo del cane

Lo sguardo del cane trae ispirazione da La Visione di Sant’Agostino di Vittore Carpaccio (c. 1465 – 1525/1526) e parla della visione, della trasmissione da occhio a occhio. La coreografia circola intorno alla discontinuità fra ciò che viene fatto, ciò che viene visto e i resti della nostra esperienza. Il lavoro mette il danzatore, senza il supporto dell’elemento musica, al centro di una matassa coreografica, dove strati di struttura diventano come fantasmi. I movimenti, intricati e minimalisti, vengono eseguiti con precisione e dimenticanza. La danza è minimale, gesti semplici sotto un’illuminazione fissa, come sotto un lampione.



sabato 24 maggio, ore 20.30 – Cinema Teatro Lux (Pisa)
Giulio D’Anna/Versiliadanza - OOOOOOOO

Progetto di teatro danza ispirato al Museo delle Relazioni Interrotte (The Museum of Broken Relationship) di Zagabria e, come per il museo, orbita attorno al tema delle relazioni fallite e le loro rovine. Il materiale presentato è generato dal curriculum vitae dei performer e da dati statistici europei. Eventi e informazioni personali di ogni vita coinvolta nello spettacolo sono stati investigati. Ai performer è stato chiesto di articolare verbalmente e fisicamente memorie ed esperienze di intimità danneggiata. Il desiderio di condividere ricordi personali, sfidando il senso comune di ciò che è considerato confortevole e socialmente adeguato, ha guidato il processo alla creazione di una serie di documenti viventi che rendono giustizia a emozioni che non possono essere tradotte a parole. I performer hanno abbracciato l’idea di esporre i propri sentimenti e le proprie memorie come atto rituale, una cerimonia catartica.

 

sabato 24 maggio, ore 22.30 – Teatro Verdi (Pisa)
Compagnia Zappalà Danza - Anticorpi

Anticorpi è la declinazione “scientifica” del progetto Sud-virus o dell’appartenenza. Come in un negativo fotografico, il linguaggio coreografico, che ha come punto d’inizio l’osservazione al microscopio del virus “analizzato”, si sviluppa in una coreografia convulsa e minuziosa che i danzatori rendono linguaggio dal contagio sottile, coinvolgente e progressivo. Sul palcoscenico/vetrino, i movimenti in apparenza caotici di organismi macroscopici (i danzatori) “replicano e ritrasmettono” l’apparente caoticità di organismi microscopici; ma, come nella vita, il caos è “organizzato”. Nello spettacolo il virus viene declinato dall’ambito biologico a quello culturale trasmettendo il suo contagio da un corpo biologico ad un corpo sociale. Trasportato dal corpo/voce dei danzatori il virus si insinua così in quelle manifestazioni assolute di appartenenza che sono gli inni (nazionali e non), per creare così spazi e mondi possibili ma inesplorati, che dal caos conducono alla pacificazione finale. Danze e suoni come oasi di diversità, luoghi altri che, parafrasando Calvino de Le citta invisibili, ci permettano di distinguere nel virus/mondo che ci circonda quello che virus non è, e dargli spazio.



domenica 25 maggio, ore 12 – Teatro Era, Sala Cieslak (Pontedera)
Chiara Bersani/Corpoceleste - Family tree

“Sono nata il 9 novembre del 1984 affetta da una forma medio grave di osteogenesi imperfetta, un’alterazione genetica che rende l’apparato scheletrico più fragile e ne ostacola lo sviluppo. Per questa ragione ho subito numerosi interventi chirurgici che hanno lasciato inevitabili tracce sul mio corpo. Seguendo le cicatrici presenti sulla pelle posso ricostruire la mia autobiografia dall’età di due anni ad oggi. Ad ogni segno corrisponde una data, un luogo, una sequenza di ricordi precisa. Considerando la mia vita attraverso questo percorso, mi ritrovo ad essere da sempre protagonista di una lunga performance il cui principio va ricercato nella sua radice genetica”. ueste parole sono state il mio terreno d’incontro con il danzatore e coreografo Riccardo Buscarini e il performer visual artist Matteo Ramponi. La richiesta, accompagnata al testo, era che anche loro mettessero in gioco le proprie storie e i propri sguardi in una ricomposizione reciproca destinata ad essere ogni volta differente per linguaggi ed estetica. i siamo assunti a turno la direzione del lavoro esplorando i reciproci linguaggi e dando così vita alle differenti immagini dell’opera. Nasce da questo percorso un trittico in cui i frammenti (HALLWAY, Volta e Epilogo) scivolano uno nell’altro accompagnando il pubblico in un intimo affresco di luci e colori in cui nascita, vita, morte, fragilità e forza s’incontrano.



domenica 25 maggio, ore 15 – Teatro Era, Sala Salmon (Pontedera)
compagnia ospite, Compagnia Virgilio Sieni - Esercizi di primavera

Una piccola comunità di danzatori esplora l’infinito del gesto in un grumo di luce e in uno spazio che si forma al movimento. Regole di vita mendicante che danno luogo ad un paesaggio composto da un ciclo di 60 esercizi. Esercizi per modellarsi al tempo del vento, della pioggia, del sole, raccogliendo i gesti in ballate e abitati da figure prese al volo. Danze in cerchio che si succedono articolando il tempo attraverso un ciclo di esercizi di preparazione al cambiamento, se così si può dire, alla stagione nuova. Il luogo potrebbe essere l’apertura in un bosco, una radura che si lascia penetrare dalla luce. Slargo nel fitto del bosco, spazio che emerge dal movimento stesso dei danzatori; “boscaioli” che si eclissano nella penombra della scena, nei margini stabiliti di volta in volta. Il lavoro richiede solo corpi, pochissima luce che sarà come pressata dal movimento stesso dei danzatori, tra notturno, alba, crepuscolo.

 

domenica 25 maggio, ore 17.30 – Teatro Verdi (Pisa)
Balletto di Roma, Consorzio Nazionale del Balletto, direzione Artistica Walter Zappolini, Luciano Carratoni - The arena love, Race race  e Il gatto del rabbino

Il gatto del rabbino - La fusione dei corpi dei danzatori nel continuo rincorrersi dei movimenti rivela sfumature di un’entità che come il celebre mostro mitologico è emblema dell’unità composta da soggetti eterogenei. L’idea della molteplicità che genera sempre infinite possibilità consente alla coreografia di sperimentare nuove composizioni permettendo di esprimere realtà alternative e affascinanti. Il movimento elegante e sinuoso, libero e sensuale è la matrice che rivela in maniera ossessiva questa continua ricerca. Queste nuove ricomposizioni, queste diverse combinazioni sono Kimera.

Race race  - La pièce esplora il doppio significato della parola “race” intesa come “gara”, “competizione” o “razza”, “etnia”. Utilizzando estratti del romanzo Le onde di Virginia Woolf, il lavoro si interroga sul concetto stesso di identità e senso di appartenenza, riflettendo gli sbilanciamenti, gli scontri, gli incontri che ogni essere umano opera all’interno di una comunità.

Il gatto del rabbino - Ambientata in un futuro senza tempo, in The Arena Love si parla della diversità dell’amore: un intreccio tra fantasia e subconscio, tra apparenza e realtà in cui l’essenza dell’uomo tanto abilmente celata dietro l’armatura dell’apparenza, ricca di finti e inutili orpelli barocchi, viene totalmente messa a nudo. Creato su un collage musicale, The Arena Love è dapprima caratterizzato dal rosso della passione amorosa, e poi si tinge di nero in un susseguirsi di gesti a volte morbidi e sinuosi, altre scattanti e dal totale coinvolgimento fisico. In un alternarsi di quadri luminosi – il disegno luci è un elemento fondamentale nelle creazioni di Pogliani – il movimento si inasprisce; un sentimento di angoscia permea la scena, i suoni metropolitani sottolineano che è la società moderna, attanagliata dalla sua volontà di celarsi dietro un’apparenza costruita, ma che nasconde al suo interno tutte le contraddizioni che da sempre sono motivo di riflessione per l’essere umano.

 

Biglietti

Posto unico - intero 6€, ridotto 4€
Carnet 5 spettacoli Teatro Verdi Pisa - intero 25€, ridotto 15€
Carnet 3 spettacoli Teatro Era Pontedera - intero 15€, ridotto 10€
Carnet Maxi 5 spettacoli Teatro Verdi + 3 spettacoli Teatro Era - intero 35€, ridotto 25€
Riduzioni - under 26, over 60, allievi scuole di danza
Chi acquista il carnet5 spettacoli al Teatro Verdi di Pisa intero ha diritto al Carnet 3 spettacoli al Teatro Era di Pontedera ridotto

Info Teatro Verdi 050 941188
Info Teatro Era 0587 55720 - 57034

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Il TGR Toscana parla della #nidplatform2014.

https://www.youtube.com/watch?v=kmG4H4xoGgg&list=PL51fa7IBLZWv0J2pFqE9Ro_QGENNOY1Cu

Commenti
12/09/2014 | 04:02
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10/09/2014 | 06:43
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09/09/2014 | 14:05
Dalnei ha scritto:
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09/09/2014 | 11:41
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07/09/2014 | 09:05
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