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Annet Henneman e il Teatro di Nascosto
01/07/2014 | 21:19 | Stampa

Teatro reportage con storie di rifugiati, guerra, speranze e sogni

Inizia tutto con un tuffo in mare davanti al nostro litorale, vestiti di bianco colore della pace e, in alcune culture, del lutto. Si prosegue camminando e raccontando con azioni di teatro reportage. Il gruppo internazionale Teatro di Nascosto guidato da Annet Henneman, con attori provenienti da Danimarca, Egitto, Irak, Giordania, Kurdistan, Libano, Palestina, Regno Unito, Turchia e Ucraina, sbarca a Pisa subito dopo la Giornata Mondiale del Rifugiato portando “La Lotteria del Sogno” – una serie di azioni e performance di teatro reportage con storie di rifugiati, la guerra, le speranze ed i sogni. Attraverso le storie reali degli attori dei territori in conflitto, si vuole dare  una visione delle loro vite, per creare una migliore comprensione. Questo progetto di lunga durata ha viaggiato attraverso i distinti paesi degli attori ed i rifugiati siriani in un campo rifugiati in Kurdistan iracheno raccogliendone sogni e storie.

Si inizia a Marina di Pisa martedì 1 luglio alle 18.00 con “Vengono dal mare”, con gli attori, autorità, locali e nazionali, e le persone delle comunità, che salteranno da una barca e nuoteranno fino alla spiaggia, dove, con gli abiti bagnati e poco bagaglio fradicio, racconteranno del loro viaggio disperato e perché hanno lasciato il proprio paese.

Seguirà una camminata verso il centro della città di Pisa fino a MixArt dove alle 21.30 andrà in scena lo spettacolo di teatro reportage: "La Lotteria del Sogno".

«Salterò con loro dalla barca – dice l’Assessora Marilù Chiofalo – per rafforzare e sottolineare l’impegno dell’Amministrazione Comunale sul tema della pace. Non è il primo progetto di Annet che cerchiamo di sostenere – spiega l’Assessora – in passato a lei abbiamo attribuito il premio “Donne per la solidarietà” e con lei abbiamo condiviso progetti umanitari in medioriente. Le sue performance ed i suoi progetti toccano un tema di grande attualità che non smuove mai abbastanza le coscienze e lo fanno portando sotto gli occhi degli occidentali quelle realtà che noi viviamo solo mediate dai mezzi di comunicazione. Annet – conclude la Chiofalo – ha una visione della vita reale e della quotidianità di queste persone e la racconta e la trasmette con la potenza della rappresentazione teatrale.»

Presente alla conferenza stampa, oltre alla Henneman e ad un gruppo multientico di attori anche l’assessore alla cultura Dario Danti e Fabio Viola per Mixart.

 

L’appuntamento è dunque per martedì 1 luglio alle 18.00 a Marina di Pisa per il tuffo e la prima performance. Alle 21.30 presso MixArt per lo spettacolo reportage “La lotteria del Sogno”

Commenti
12/09/2014 | 04:23
Marsha ha scritto:
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10/09/2014 | 07:07
Karine ha scritto:
Il tifo calcistico e8 solo una delle tante maizfestanioni di un determinato comportamento umano: quello per cui ci si affida ad una "guida" e si venerano le sue azioni/parole indipendentemente da quello che sarebbe il nostro giudizio se tali azioni/parole fossero opera di altri. E si difende la guida che si e8 scelto, a costo di diventare aggressivi e violenti, nonostante questa violenza si possa manifestare in forma diversa.I meccanismi dietro il tifo calcistico sono gli stessi che si celano dietro il "tifo" politico e il "tifo" religioso. E infatti, quando provate a discutere con qualcuno di politica o di religione, quando le sue argomentazioni iniziano a vacillare, spesso si scaldano gli animi e il linguaggio si colora. Questo perche8 l'essere umano ha bisogno di certezze e, quando queste crollano, si sente vulnerabile e indifeso. Quindi, se una persona vede che la sua guida ha un comportamento contraddittorio, incoerente o disonesto, preferire0 cercare una giustificazione con cui auto-convincersi che la sua scelta e8 e rimane la migliore che poteva fare.Ma in caso di confronto con un interlocutore, l'auto-convinzione non e8 pif9 sufficiente, perche8 c'e8 un'altra persona che minaccia le nostre certezze; e quando non si riesce ad argomentare, ecco che si sfodera l'aggressivite0.Molta gente crede di esserne immune perche8 non tifano calcio, non seguono un partito politico e non seguono una fede. Ma magari sono complottisti; sappiamo benissimo che il complottista non tenta di arrivare a una conclusione, ma parte dalla "sua" conclusione e tenta invano di argomentarla.Oppure sono animalisti, che partono dall'assunto "gli animali sono tutti bravi e non vanno toccati" e che si trovano presto a dover affrontare numerose contraddizioni etiche (come mai gli animalisti non protestano contro quelli che disinfestano i palazzi? se sono contrari alla sperimentazione animale, perche8 comprano i vaccini per i loro cani e per i loro gatti?) che scientifiche (le varie panzane sull'uomo non-onnivoro e l'antispecismo), davanti alle quali rispondono solo con insulti e minacce. E non si fanno problemi a postare notizie false o infamanti, se queste possono appoggiare la loro causa.E che dire dei fanboy di Apple? Non aggiungo altro per evitare flame XDAncora c'e8 gente che dice "per fortuna io non faccio parte di nessuna di queste categorie"? Perfetto. Quanti di questi, ogni giorno, menano il torrone perche8 "con tutte le cose a cui pensare, questi vanno a ballare Gangam Style?", partendo dall'assunto che non si puf2 fare niente che non sia salvare il mondo? Quanti sono convinti che su FB si debba pubblicare tutta la loro vita, al punto che, quando fai notare che non e8 opportuno postare la foto dei loro bambini seduti al cesso, se la prendono con te? Avete mai discusso di musica con un metallaro, ad esempio facendogli notare che il metal nasce come musica mainstream e che negli anni 80 era paragonabile al pop di oggi?Dai, in qualche modo, molti di noi potrebbero essere "tifosi" di qualcosa, al punto di renderci protagonisti di comportamenti vagamente simili. Ok, i tifosi di calcio sono violenti in senso "fisico"; i fondamentalisti di alcune religiosi o di alcuni partiti anche. Le altre categorie invece utilizzano una violenza psicologica o, semplicemente, "verbale". Forse e8 preferibile ricevere un insulto rispetto a una sassata, ma sul piano puramente concettuale, sempre violenza e8.

09/09/2014 | 14:34
Sabine ha scritto:
stupendo,ho sempre piu voigla di andare agli studios *____________* ogni volta che vedo scene di HP mi viene il magone ma per me non e8 finita qua la storia continua http://fowmgyxeuga.com [url=http://otkomi.com]otkomi[/url] [link=http://qqrxof.com]qqrxof[/link]

09/09/2014 | 12:05
Rocker ha scritto:
I read Ravings a couple weeks ago, and have been tnhkniig of how to do a book review of it. Your review is exactly what I was trying to formulate in my mind without being able to think of the words. Your one criticism was the same one I felt...my brows creased when she first saw her husband looking at porn and she sneaked back to her room in shock that he was addicted. What?But I also agree that it was a very entertaining book, one that kept me wanting to read from beginning to end. That's something that I really like about the book.I found I wanted to hear more of the story of the friend who ended up in the mental institution due to her relationship with her condescending and emotionally abusive husband. This book somewhat reminded me of the women in The Women's Room by Marilyn French. Very good book describing the female situation or position in the 50s and 60s, which, if we look closely, seems to be the same way the Mormon church leaders at the top seem to think is the ideal.I also recommend Ravings. A very entertaining read.

07/09/2014 | 20:42
Lucia ha scritto:
Hey Cynthia!!!Yes, exactly -- and pently of it!!! ;^)Thanks Wry!!!Yep, you'd better get on the ball -- otherwise pretty soon you'll be the only one in all of Outer Blogness who hasn't read it... ;^)Hey SML!!!Exactly, I think that was a key scene. They haven't had sex in months, he refuses her advances and claims he has to work late in the computer room. Later she comes in to surprise him, and (whether he was also working that even or not) when she comes in, he's masturbating to porn. That's a huge red flag that there's a serious problem in the relationship, and one that needs to be discussed. But the evidence hardly seems to point to a conclusion of sex addiction. And her decision that that's the only possible conclusion seems to make the problem worse, as later when he's the one approaching her for intimacy -- both sexual and requests to talk about what's wrong -- she refuses, essentially because she's decided that their relationship isn't what needs work -- only "his addiction." I'm willing o believe that they had irreconcilable differences, but not that she made a good faith effort to explore any explanations other than sex addiction.My complaint isn't a literary one though, just that if I'd been in the story, I would have given the main character different advice than she received from her fictional friends... ;^)