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Da studente ribelle a professore. Danti torna al Dini
10/09/2014 | 13:09 | Stampa

di FRANCESCO LOI

Era uscito, quasi vent'anni fa, con capelli lunghi e il megafono in mano. Vi rientra in giacca e cravatta (che in realtà odia). Da studente ribelle a professore. Torna a scuola Dario Danti, assessore comunale alla cultura. Anche perché non si tratta di una scuola qualsiasi, ma proprio il "suo" liceo scientifico Dini. Quello dove, da leader delle occupazioni del 1993 contro l'allora ministro Jervolino che faceva il decreto "taglia-classi" e contro il primo governo Berlusconi, ha di fatto cominciato a muoversi dentro gli ingranaggi della politica. «Occupazioni che duravano anche 3-4 settimane», dice l'assessore-professore Danti facendo fatica a contenere l'orgoglio, ancora oggi, per quelle proteste giovanili.

Danti studia al Dini dal 1990 al 1995, preside è Lia Marianelli; come allievo non è da primo banco, contestazioni a parte, e viene anche rimandato a settembre. Ora farà il part-time sia da assessore che da docente per conciliare i due impegni («lavorerò anche la notte se necessario»). Dopo gli anni al liceo artistico di Lucca, insegnerà filosofia e storia. «Non entro di ruolo nonostante sia primo in graduatoria, quelle famose graduatorie che Renzi vuole svuotare nel 2015, perché quest'anno hanno assunto solo sul concorso ordinario bandito nel 2012», sottolinea. Venerdì scorso era a Pontedera alle convocazioni, come tutti i precari.

La sfida più grande? «Proprio quella di tornare a insegnare dove sono stato studente, anche solo per un anno: si chiama incarico annuale ed è fino al 30 giugno 2015. La solita storia negativa dei precari della scuola: li assumono a settembre per poi licenziarli a giugno, così non pagano i mesi estivi e bisogna chiedere il sussidio di disoccupazione». Farà il part-time «perché - spiega - devo svolgere al meglio anche il mio ruolo di assessore (l'indennità di carica sarà dimezzata poiché scelgo metà tempo a scuola). Lo scorso anno, invece, ero andato in aspettativa perché, avendo avuto la cattedra a Lucca, avrei sacrificato troppo tempo all'una e all'altra attività».

Il ritorno al Dini si porta dietro anche un'altra storia. Un incontro nel 2014 di tre generazioni di Danti. Dario diventa infatti collega nello stesso istituto del padre Mario, professore allo scientifico di via Croce dalla fine degli anni Ottanta (lettere e latino) e ora alle porte della pensione. Inoltre trova suo fratello Lorenzo, studente al quarto anno (ma in un'altra sezione).

Per Danti, le contestazioni al Dini sono state un inizio. All'università (filosofia) viene eletto rappresentante degli studenti nel Senato accademico dell'ateneo dal 1997 al 2000. E' nella Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti e nel movimento pacifista e nonviolento; è con i disobbedienti nel "trainstopping" contro la seconda guerra in Iraq del 2003 (quelli che bloccavano i treni carichi di armi destinazione Camp Darby/porto di Livorno). Nel frattempo completala scuola di specializzazione per l'insegnamento (2 anni) e il dottorato di ricerca in Discipline filosofiche (3 anni). Dal 2006/2007 insegna tra Viareggio e Lucca: sempre storia e filosofia, ma per due anni fa anche sostegno («ho la specializzazione anche in quel campo»).

Al suo nono anno di insegnamento si ritrova precario. Attacca ancora: «Avrei potuto avere più punti in graduatoria se avessi insegnato in qualche diplomificio o scuola privata. Non voglio con questo dare un giudizio di critica o scomunica su chi lo fa perché ognuno agisce come meglio crede, ma quando mi è stato chiesto ho risposto sempre di no perché credo nella scuola pubblica, nella sua centralità e indispensabilità. Forse sono un po' ideologico, ma alcuni valori di quegli anni ribelli li conservo sempre nel cuore. E nella testa».

da Il Tirreno, 10 settembre 2014

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