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Sistema Museale di Ateneo: raddoppiano i visitatori
16/12/2014 | 17:08 | Stampa

Nel 2014 98mila accessi nei 10 musei, quasi il doppio del 2013. Il progetto del nuovo museo dell'Orto Botanico

Una giornata per il confronto di idee e esperienze fra istituzioni, esperti, artisti e cittadini: questo è "Dal passato al futuro", l'evento organizzato dal Sistema Museale di Ateneo, a due anni dalla sua nascita. Un momento di bilancio e di riflessione sulle attività finora svolte, ma anche di presentazione dei progetti già in cantiere per il futuro.

Ad illustrare questa significativa panoramica storica Marilina Betrò, la Presidente del Sistema Museale di Ateneo. "Nei musei fatti con passione e ben organizzati, a confortarci non è la vista degli oggetti che amiamo, ma questa eternità di cui facciamo esperienza visitandoli", con questa citazione tratta da "Il museo dell'innocenza", di Orhan Pamuk, la Presidente pone subito al centro il valore di custodia e tutela della memoria collettiva che svolge il museo. «Nel caso del Sistema Museale si tratta di preservare la memoria della storia dell'Ateneo e della storia della cultura e della conoscenza».

La storia che ha alle spalle il sistema museale pisano è, infatti, lunga e illustre: ha inizio con l'orto botanico, realizzato per ordine di Cosimo I de’ Medici e su iniziativa del maestro Luca Ghini, nel 1543. Il Giardino dei Semplici è il più antico orto botanico del mondo e il primo legato a un ambiente universitario. Seguono le altre collezioni (botaniche, grafiche, antiquarie, anatomiche), fino ad arrivare a quelle più recenti, che coinvolgono le innovazioni del secolo scorso, come il più giovane, il museo dedicato agli strumenti per il calcolo.

Si arriva dunque alla contemporaneità, con un Sistema che ad oggi annovera dieci Musei: le Collezioni egittologiche, la Gipsoteca di Arte Antica, il Museo Anatomico Veterinario, il Museo degli Strumenti per il Calcolo, il Museo della Grafica, il Museo di Anatomia Patologica, il Museo di Anatomia Umana, Museo di Storia Naturale di Calci, Orto e Museo Botanico. Strutture che in questi anni sono state valorizzate, talvolta riscoperte, riportando alla luce "luoghi segreti", luoghi che sono diventati conosciuti e amati dai cittadini, dagli studenti e dai visitatori. Alcuni dei dati presentati sono del resto estremamente significativi del recupero di questi luoghi e dell'interesse che hanno suscitato. «Nel 2014 i visitatori sono stati quasi 100.000, rispetto ai 62.000 del 2013. Un dato che ci rende doppiamente orgogliosi» continua Marilina Betrò «In primo luogo perché questo risultato si raggiunge con i 50.000 visitatori del Museo di Storia Naturale di Calci, significativamente in crescita rispetto ai 30.000 degli anni precedenti. Secondariamente perché i rimanenti 50.000 sono i visitatori che degli altri musei, divenuti in questi anni conosciuti e frequentati».

Grande apprezzamento per i risultati raggiunti nei due anni di vita del Sistema Museale d'Ateneo è stato espresso dall'Asssessore alla Cultura Dario Danti: «La decisione, presa a suo tempo dall’Ateneo, di investire nel sistema museale è stata davvero lungimirante e ha permesso, in poco tempo, di rilanciare un patrimonio scientifico e culturale unico in Italia. Un esempio di buone pratiche pubbliche, direi di buona politica».

Argomento della presentazione non è stata solo una riflessione sul passato ma - come recita il titolo - anche l'occasione per gettare uno sguardo sul futuro. «La politica di intervento si basa su punti precisi» precisa la Presidente Betrò: la apertura sempre maggiore dei musei e la precisa definizione degli orari; la promozione della loro visibilità; l'impegno a renderli sempre più "vivi e nuovi" (come è accaduto nel caso delle mostre organizzate dal Museo degli Strumenti per il Calcolo con "La notte dei vecchi videogiochi" o della serata musicale "Prima dell'emmepitre"); l'attenzione all'accessibilità (sono previsti nuovi accessi alle strutture e la rimozione delle residue barriere architettoniche, nonché la fornitura di indicazioni all'interno dei musei anche in LIS); una sempre maggiore interazione con l'utenza grazie all'ausilio delle nuove tecnologie (applicazioni configurabili su smartphone e tablet e percorsi interattivi).

Al centro dei primi progetti di riqualificazione ci sono l'Orto e il Museo Botanico, per i quali i lavori inizieranno nei primi mesi del 2015. L’Orto, primo antico nucleo dei musei d’Ateneo, suo centro, torna a esserne cuore e centro nel nuovo progetto del Polo Museale Storico, che dall’anno prossimo sarà messo in opera. Come segno emblematico della centralità dell’Orto Botanico nel nuovo progetto museale varato dall’Ateneo, nel corso della giornata in Gipsoteca è stato esposto il quadro “Orto botanico, 1999” di Beppe Bartolini, gentilmente concesso per l’evento. La presentazione dell'opera è stata affidata a Riccardo Di Donato, Professore di Letteratura Greca dell'Università di Pisa e Direttore del Laboratorio di Antropologia Storica dell'Università di Pisa.
Riportiamo un estratto di "Polisemia di un orto", il bel testo composto per celebrare Beppe Bartolini che per circa quarant'anni ha fatto dell'Orto Botanico oggetto privilegiato della sua pittura.

A seguire gli interventi di Elena Corradini, vicepresidente di UMAC-ICOM e Christian Greco, Direttore della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. La giornata si è conclusa presso le Collezioni Egittologiche dove è stato presentato ufficialmente l’ingresso del sarcofago di Kenamun nelle Collezioni e il suo ricongiungimento con i resti del nobile egiziano rinvenuti nel Museo di Storia Naturale.

Paola Tosoni, da PisaInformaFlash

Su Kenamun leggi ancheil mistero di Kenamun, l'undicesima mummia.

L'intervento integrale dell'Assessore Danti

"Polisemia di un orto" di Riccardo Di Donato

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