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Il Circo della Fogna al Lux, “in religioso silenzio”
13/01/2015 | 18:06 | Stampa

In anteprima nazionale lo spettacolo di Ierardi e Vierda

Il Circo della Fogna, duo composto da Alberto Ierardi Giorgio Vierda, sarà in scena al Teatro Lux con l'anteprima nazionale del nuovo spettacolo dal titolo In religioso silenzio che poi andrà in giro in tutta Italia a partire da febbraio.

Dopo L'Osteria del Malcontento, che vedeva anche la partecipazione delle Belle Di Mai, In religioso silenzio è la seconda produzione originale nata dalla collaborazione tra TheThing Promozione Eventi, che dalla stagione 2014-2015 gestisce il Cinema Teatro Lux, e il Il Circo Della Fogna, che durante questa stagione ha lavorato come compagnia residente del teatro.

Lo spettacolo, infatti, come ha sottolineato Andrea Vescio, di Thething, è stato pensato, prodotto, e assemblato interamente al Lux che è coproduttore dello spettacolo. Gabriele De Luca ha ricordato che la programmazione del teatro si articola su due filoni, una linea comica da un lato e l'impegno civile dall'altro: il Circo della Fogna, con questo spettacolo le coniuga, proponendo uno spettacolo che unisce allo sguardo civile quello dissacrante sull'evento “protagonista” dello spettacolo: la resurrezione di Cristo.

L'idea dello spettacolo parte non solo dalla notorietà dell'evento, come hanno dichiarato i due attori, ma anche dal fatto che ogni grande evento storico ha le sue luci e le sue ombre; e più l'evento è grande, più lunghe sono le sue ombre. Giravano voci che il corpo di Gesù fosse stato trafugato dai discepoli per inscenarne la resurrezione. Matteo, pur prendendo le distanze da queste posizioni (28:11), conferma l'esistenza di tali malelingue. Come è andata veramente? E se fosse stata tutta una messa in scena da parte dei discepoli per non vanificare la ventata rivoluzionaria spiritual culturale che il personaggio di Gesù aveva portato? Come agire per non essere visto e scoperti? Ce lo racconta la storia di Tito e Dodo, due disoccupati cronici del nostro tempo che si ritrovano a dover trafugare il cadavere di GesùUn lavoro sporco ma ben retribuito, che i nostri protagonisti, con le dovute ansie, speranze e paure, si apprestano a svolgere. Ma nel momento di aprire il sepolcro, lo scoprono essere vuoto.

Tito e Dodo non sono però gli unici personaggi dello spettacolo. Le rocambolesche e tragicomiche avventure dei due, sono cantate da altri due figuri, che in scena, vestono i panni dei due disoccupati. La meta teatralità permette così di mettere a fuoco la natura ludica del teatro, che attraverso un giocoso patto tra attori e spettatori sul senso di realtà e finzione, dà vita al rito collettivo.


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