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Lettera di dimissioni da assessore del comune di Pisa al sindaco Marco Filippeschi
10/02/2015 | 15:43 | Stampa

Caro Marco,
 
abbiamo apprezzato e ti ho sostenuto "senza se e senza ma" nell'importante battaglia contro la privatizzazione del sistema aeroportuale toscano. Hai avuto un comportamento ineccepibile al servizio della nostra città e dei nostri concittadini. Siamo stati con te con determinazione fino alle ultime vicende che hanno portato il Consiglio comunale di Pisa a votare un significativo ordine del giorno nella seduta dell'11 dicembre 2014.
 
Resta però un gigantesco problema politico: la pista da 2.400 metri è in contrasto con gli atti di programmazione regionale (il Pit che la fissa a 2.000 metri) e devasterà ambientalmente la piana fiorentina. È inutile girarci intorno: il problema è politico, tutto politico. Già, come Sinistra Ecologia Libertà, siamo stati contrari allo Sblocca Italia che ha stanziato 50 milioni per Peretola. Il Governo, adesso, dà 100 milioni di euro proprio per finanziare questa grande opera che noi giudichiamo inutile e dannosa. Il Governo doveva, invece, investire risorse statali nel trasporto pubblico per i pendolari e nel riassetto idrogeologico del paese. Noi di SEL siamo coerenti da Firenze, a Prato, a Pisa, a Roma.
 
Per questi motivi rassegno le mie dimissioni da assessore. In questi anni ho sempre lavorato per una sinistra autonoma e di governo. Inoltre, ho da sempre creduto nella costruzione di un'alleanza di centrosinistra a partire dai territori, ben prima della nascita della coalizione di Italia Bene Comune e già quando SEL era all'opposizione del tuo governo nella passata legislatura. Rivendico queste scelte fino in fondo. Oggi, però, prendo atto che per dinamiche e scelte politiche nazionali e regionali quel tipo di alleanza rischia di andare in frantumi. In parte è già messa a dura prova. Non solo il governo Renzi, ma anche gli ultimi avvenimenti a livello regionale hanno determinato un nuovo quadro politico. In queste settimane, infatti, il PD ed Enrico Rossi non si sono nemmeno degnati di rispondere alla nostra richiesta di incontro e confronto. La conferenza stampa di investitura che si è svolta ieri a Firenze ne è la prova più evidente. Il dialogo è il cuore della politica e della democrazia: se Rossi non vuole più il centrosinistra in Toscana lo dica con chiarezza.
 
Nell'area pisana gli amministratori di SEL sono in punti significativi di governo: penso all'ottimo lavoro delsindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, penso all'iniziativa su beni comuni e legalità di Lorenzo Del Zoppo a Vecchiano, ai risultati su porta a porta e ambiente di Giorgio Catelani a Cascina, a quello che stiamo mettendo in campo su casa e sociale a San Giuliano con Franco Marchetti. Mi auguro che tutta questa esperienza non vada dispersa, ma si rafforzi.
 
In questo quadro, rivendico con forza le scelte positive della nostra amministrazione comunale di Pisa. Sono in campo ottime cose come l'avvio del porta a porta a Pisa Est da marzo, la riduzione dei dirigenti e un piano per nuove assunzioni, importanti interventi su cultura e istruzione, più di 100 case popolari in assegnazione. Nel bilancio ci saranno risorse per i quartieri: le opere prioritarie saranno decise dai consigli di partecipazione.
 
 
Ho fatto della coerenza la mia scelta di vita. Si è coerenti nei passaggi fondamentali della vita. Quando si sceglie da che parte stare, quando si ha il coraggio di dimettersi perché non si condivide una prospettiva o si perde un congresso. Quando si sceglie di non fare il politico di professione, quando il lavoro ci si conquista e non è frutto di raccomandazioni o familismo.
 
Per questo, nel rinnovarti la mia stima per tutto il lavoro che hai svolto per la nostra comunità, nel ringraziarti per la fiducia che mi hai sempre manifestato nel mio impegno quotidiano di assessore, ti restituisco le deleghe che mi hai assegnato il 10 giugno 2013, venti mesi fa.
 
Un ringraziamento particolare va alla nostra squadra, alle lavoratrici e ai lavoratori del comune di Pisa, a chi nel mio partito mi ha sostenuto, a tutte e tutti coloro che ho avuto la fortuna di incontrare in questa straordinaria esperienza amministrativa. Un pensiero particolare va a coloro che più mi hanno criticato e contrastato perché sono stati sicuramente un pungolo importante, un "tafano" come amava dire Socrate. Un abbraccio particolare a Rosa e Antonella, perché, ogni giorno, il loro lavoro paziente e meticoloso ha reso più semplici i problemi più intricati.
 
 
Buona vita
 
 
Dario Danti

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