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LA COERENZA E/è PISA
19/02/2015 | 09:30 | Stampa

Introduzione all'assemblea pubblica per spiegare le dimissioni da assessore del Comune di Pisa

Buonasera a tutte a tutti.

E grazie per essere qui, qui in questo bellissimo luogo di cultura. Ringrazio Giovanni e i Sacchi di Sabbia per l'ospitalità.

Un grazie pubblico, stasera, anche per i tanti messaggi, mail, telefonate di stima e affetto che ho ricevuto. Sono stati giorni intenti e particolari, direi "complessi"... ritrovarsi oggi, qui, significa spiegarsi ancora per continuare a fare tanta strada assieme...

... dunque: la vicenda potrebbe essere descritta così.

C'è un aeroporto che funziona bene, con i passeggeri in crescita costante, che migliora servizi e infrastrutture attraverso l'autofinanziamento (ovvero gli utili vengono tutti reinvestiti senza far fare profitti a qualcuno); è pubblico e, per questo, rappresenta un bene comune di tutte e tutti i cittadini (Che si trovi a Pisa è un dettaglio).

A 70 km da questo aeroporto ce n'è un altro. Passeggeri così così, infrastrutturazione così così, autoinvestimenti poco o nulla... (Che si trovi a Firenze è un dettaglio).

Cinque anni fa chi si candida a governare la regione dice che vuole integrare questi due aeroporti, ma specializzando e differenziando gli scali attraverso quella che si chiama in termini tecnici "holding" pubblica. I cittadini lo votano anche per questo (Che si trovino in Toscana è un dettaglio).

A un certo punto si decide di privatizzare, cioè di dare in mano a un solo privato un bene di tutti, così la regione vende le quote che ha della società degli aeroporti, altre quote di altri soci vengono cedute e il dado è tratto.

Con 70 km di distanza ci sono molti modi di integrare: sicuramente fare una pista di atterraggio e decollo grande, ma tanto grande da essere un doppione competitivo è un clamoroso errore, eppure l'ente nazionale per l'aviazione civile dà il via libera a tale pista e lo fa in aperto contrasto con gli strumenti di programmazione urbanistica della stessa regione (Che si tratti di un ente pubblico che dovrebbe tutelare gli interessi collettivi è, anche questo, un dettaglio).

Poi si fondono le due società, la maggioranza ovviamente è privata, si conferma la scelta di una mega-pista nuova di zecca solo in uno dei due scali (con altri ammodernamenti) e si stanziano per fare tutto ciò 300 milioni (che siano euro è un dettaglio): 150 messi dal privato, 150 messi dallo stato, ovvero da tutti i contribuenti (50 tramite un decreto e 100 attraverso un impegno generico scritto in una letterina).

Che il paese dove tutto ciò avviene sia l'Italia, anche questo è un dettaglio. O forse proprio un dettaglio non è. Come il fatto che non è una storia di campanili: perché se mettiamo fra parentesi, come ho fatto io, i nomi delle città, della regione e del paese, questa storia potrebbe essere, anzi lo è, paradigmatica. Paradigmatica di come si può svendere un bene pubblico e collettivo, di come si voglia ottusamente privatizzare qualcosa che va bene e che fa bene alla collettività.

E se anche fosse una storia di campanili, è evidente da quale parte il campanile penda: Firenze, naturalmente.

Ma continuiamo la nostra storia. Nella vicenda della privatizzazione del sistema aeroportuale toscano ci sono alcune riflessioni e alcune domande che meriterebbero una risposta chiara, convincente ed esaustiva. Senza girarci troppo intorno.

  1. PRIMO. Perché in data 16 luglio 2014, il Consiglio Regionale della Toscana approva l'Integrazione al “Piano Territoriale della Piana Fiorentina (PIT)”, già adottato nel luglio 2013, per una pista di 2.000 metri a Peretola e il 22 settembre dello stesso anno il Presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC), Vito Riggio, annuncia alla stampa, senza fornire troppe motivazioni, che preferisce la pista da 2.400 metri?

  1. SECONDO. Perché il Piano Nazionale degli Aeroporti, approvato in via definitiva il 30 settembre 2014, ovverosuccessivamente alla privatizzazione e a tutte le delibere regionali in materia di aeroporti, suddivide il territorio italiano in dieci bacini di traffico, individuando un solo aeroporto strategico per ognuno di essi, ma l’unica eccezione è per il Bacino Centro-Nord che avrebbe, così, due aeroporti strategici: Bologna "Marconi", da un lato, e Pisa "Galilei"/Firenze "Vespucci", dall'altro? Forse perché solo diventando aeroporto strategico nazionale si può accedere, secondo la legge, al finanziamento statale?

  1. TERZO. Perché la pista a 2.400 metri è in netto contrasto col Documento ENAC del Febbraio 2012 (Documento della Divisione Centrale Infrastrutture) e con il Regolamento di Costruzione ed Esercizio degli Aeroporti che, obbligatoriamente, deve rispettare la normativa internazionale? Cosa dice questo Regolamento? Il Regolamento sostiene che le caratteristiche orografiche e morfologiche del territorio su cui si vuol costruire la nuova pista sono riportate come pericolo per la navigazione aerea.

  1. QUARTO. Perché nessuno dice che il centro direzionale e, dunque, le scelte strategiche di Toscana Aeroporti saranno a Firenze? È chiaro a tutti cosa questo significherà per il futuro occupazionale, per lo sviluppo del "Galilei" e, soprattutto, per il destino dell'indotto che sul nostro aeroporto vive quotidianamente?

  1. QUINTO. Quanto valevano le azioni SAT all’inizio di questa vicenda? L’azione SAT (Pisa) oscillava su un valore di circa il 30% superiore a quello di AdF (Firenze), mentre l’attuale valore di concambio è praticamente paritario, pur prevedendo quasi il raddoppio del capitale sociale SAT.

  1. SESTO. Infine, i finanziamenti. I 300 milioni di euro sono così ripartiti: metà da parte dei privati e metà da parte dello Stato. 50 milioni nei decreti attuativi dello "Sblocca Italia" di Renzi e 100 milioni attraverso una lettera/annuncio del ministro Maurizio Lupi arrivata alla vigilia della riunione dei soci per il voto sulla fusione. Senza nessuna certezza? Sì, senza nessuna certezza perché la lettera/annuncio di Lupi non è suffragata da nessuna copertura giuridico/amministrativa ed è stata immediatamente smentita dalla Commissione Europea.

Il Governo doveva, invece, investire risorse statali in altro, non in un'opera inutile e dannosa: doveva investire nel trasporto pubblico per i pendolari e nel riassetto idrogeologico del paese.

Ancora sulle risorse economiche. Ricordiamo che l'Integrazione al PIT del luglio 2014 aveva vincolato la realizzazione della nuova pista alla utilizzazione di soli capitali privati. Quello che ha fatto il governo Renzi è tutto il contrario di quello che Enrico Rossi e la sua maggioranza hanno approvato!

E veniamo ora al programma di mandato del Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi. Testualmente: «Realizzazione delle decisioni assunte dal Consiglio Comunale e con il protocollo per il sistema aeroportuale toscano sottoscritto da tutti i soci pubblici di SAT SpA, evitando la concorrenzialità dannosa dell’aeroporto di Firenze in caso di scelte di potenziamento infrastrutturale, nei limiti previsti e fatte in autofinanziamento da AdF SpA, mantenendo tutte le previsioni d’investimento e di sviluppo dell’aeroporto “Galileo Galilei” e valorizzando nelle iniziative d’integrazione i risultati del management di SAT SpA» (La nuova Pisa, insieme. Programma di mandato 2013-18, approvato dal Consiglio comunale di Pisa, delibera n. 51 del 17 ottobre 2013, pagina 57). Ribadisco il punto: «evitando la concorrenzialità dannosa dell’aeroporto di Firenze in caso di scelte di potenziamento infrastrutturale, nei limiti previsti e fatte in autofinanziamento da AdF SpA».

E allora, permettetemi uno sfogo ad alta voce: chi è coerente e chi no? Chi è in linea con il programma di mandato votato dai cittadini pisani e chi no?

La coerenza è una parola da maneggiare con molta cura, una parola che non si può e non si deve usare a sproposito. Anzitutto si è coerenti quando non si è una persona buona per tutte le stagioni, quando non si dice tutto e il contrario di tutto, quando si ha il coraggio – una volta che si perde – di fare un passo indietro, di dimettersi. Anche se si sta portando avanti delle cose positive nel governo della città, anche se ti viene riconosciuto un lavoro positivo. È naturale che in una esperienza di governo – Pisa compresa – ci siano frizioni, problemi e criticità: ci si può confrontare anche aspramente, ma tutto si può superare se il quadro d'insieme tiene e lo consente. Però in politica ci sono delle vicende, come quella della privatizzazione del sistema aeroportuale toscano, che diventano sovraordinanti, che sono più rilevanti e importanti, che vanno oltre e che, lo credo profondamente, segneranno in negativo il futuro di Pisa, il domani del nostro territorio. Senso di responsabilità vuole che ci si fermi ancora a riflettere, che si chiami nuovamente la città a un confronto pubblico, aperto e trasparente. Io da qui stasera lo rilancio con forza! Chiamiamo la città a discutere, è sbagliato rinchiudersi nelle stanze, asserragliarsi nei fortilizi. Non è che se il problema si risolve dentro gli equilibri del PD, allora significa che è risolto anche per la città.

Sì, per senso di responsabilità le dimissioni: perché, lo dico con chiarezza, è stato un errore accodarsi col voto favorevole alla fusione non differenziandosi minimamente.

Gli eventi che ho qui ricordato sono stati anche oggetto di battaglie comuni, nei mesi scorsi. Iniziative importanti prese dall'Amministrazione comunale insieme alla città. Proprio in nome di quella coerenza bisognava segnare una distanza da un modo di governare dall'alto con arroganza e prepotenza: nel programma elettorale si parla di holding pubblica e poi però si privatizza, come fa Rossi; basta una lettera/annuncio di un ministro per assicurare un finanziamento che lo ricordo, non sono bruscolini, bensì 150 milioni di euro. Non si può accettare tutto questo come ineluttabile. Io e la mia forza politica, Sinistra Ecologia Libertà, non potevamo accettare tutto questo: ecco le dimissioni, ecco l'uscita dalla maggioranza e la collocazione all'opposizione.

Non amo la retorica dell'antipolitica:«sono tutti uguali», «rubano tutti alla stessa maniera», «sono attaccati alle poltrone con la colla», «avete fatto l'accordo col PD per la poltrona»...

Vi assicuro, però, che i fatti di questi giorni mi hanno convinto definitivamente che anche in molti ambienti di una "super-sinistra" e, soprattutto, nel gruppo dirigente del PD si è introiettato il virus dell'antipolitica. Sul mio conto si è detto, sostanzialmente: «furbo quello, ci sono le regionali, si è dimesso per candidarsi», «è una mossa a tavolino per fare il consigliere regionale». Ecco, ho già tranquillizzato tutti, lo faccio nuovamente stasera: non mi candido alle regionali: né a consigliere, né a presidente di regione. E dico di più: capisco che ormai alcuni, sindaco compreso, siano abituati a pensare: «cosa farò fra due o tre anni quando finirò l'incarico attuale?». Ecco io penso che politica non sia spostarsi da una poltrona all'altra, da una poltrona più piccola a una poltrona più grande. Chi lo pensa, chi usa queste argomentazioni perché non ne ha altre, fa antipolitica e, dunque, alimenta un clima torbido, agisce come macchina del fango. Dimettersi se non si è d'accordo nobilita la politica, la buona politica!

La politica sono le idee e le azioni e gli strumenti che utilizzi e che metti in campo per cambiare le cose, per cambiare la vita. E se uno strumento non va più bene, cambi strumento, cambi mezzo, mantenendo la barra dritta sulle idee che vuoi provare a realizzare.

E non è solo un problema del Danti o di SEL. Anche nel Partito Democratico ci sono stati, proprio sulla vicenda della privatizzazione del sistema aeroportuale toscano, dissensi e prese di posizioni nette, anche nella fase della fusione: uno su tutti Paolo Fontanelli. E ancora le dimissioni dal PD e l'uscita dalla maggioranza del consigliere comunale Stefano Landucci a cui va tutta la mia stima e il mio affetto umano e politico. Senza contare le tante associazioni e comitati – a partire da quello dei piccoli azionisti – che in questi mesi hanno costruito una vera e propria campagna non campanilista. E poi la città che non ha voluto e si ostina a non volere che una infrastruttura fondamentale, funzionante e pubblica, sia svenduta al privato, agli interessi e ai profitti del privato. Altro che appelli di "intellettuali"!!! E poi, al di là di chi firma e di chi non firma, è la premessa dell'appello che non torna... si scrive, infatti: «Abbiamo appreso dalla stampa che SEL esce dalla maggioranza che appoggia il Sindaco di Pisa, prendendo a pretesto la questione dell’aeroporto. Giudichiamo questo gesto molto grave e legato a questioni che assai poco hanno a che fare con le competenze del Comune di Pisa».Prendere a pretesto questioni che poco hanno a che fare con le competenze del Comune di Pisa? L'aeroporto di cui siamo azionisti? Davvero un appello incredibile e incoerente!!!

Che fare, adesso?

Certo, ci sono tanti progetti avviati e in cantiere sulla cultura. Non voglio qui fare una lista della spesa, comunque abbiamo fatto tante cose insieme: la crescita di Palazzo Lanfranchi da 4.900 visitatori a 13.400 in due anni; il consolidamento delle rassegne culturali con oltre 40 appuntamenti periodici ogni anno; la valorizzazione delle scuole di musica in città; i grandi concerti di nuovo in piazza dei Cavalieri; gli investimenti per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali di Pisa e, cosa non banale, l'aumento dei finanziamenti alla cultura nel bilancio del Comune, non soltanto al Teatro Verdi. Basti pensare che è in pubblicazione un bando per le associazioni culturali da 60.000 euro: mai prima di quest'anno era stata stanziata una cifra analoga. E poi la crescita straordinaria della nuova biblioteca comunale: pensate, la vecchia struttura a Palazzo Pretorio faceva 6.000 prestiti all'anno, mentre la SMSBiblio alle Piagge ne fa oltre 30.000!!! E ancora: più spazi per gli artisti di strada nel centro della città e più spazi per i writers con la donazione di dieci muri pubblici per l'arte urbana, tutto questo nella città di "tuttomondo" di Keith Haring (per cui, lo ricordo, è scattato il vincolo del MiBACT nel 2013).

Ma più che le cose, a me convince il metodo che abbiamo adottato: farerete, condividere, anche criticare ma, alla fine, saper fare sinergia fra persone e progetti. Questa è stata la cosa più bella di questi venti mesi. Facendo così s'impara a crescere, perché non smetti mai di donare qualcosa di te e, soprattutto, non smetti mai di avere bisogno degli altri, per colmare le tante mancanze, i tanti desideri che hai.

Ecco, per i prossimi mesi non perdiamoci di vista! Non solo sulla cultura e per la cultura, che poi è tanta parte delle nostre vite, ma anche sulla città e per la città. Ripensiamoci insieme, affrontando i grandi temi che abbiamo davanti e, per una volta, mettendo al centro le parole fondamentali con cui vorremmo declinare Pisa.

Apertura

Felicità

Qualità

Quartieri

Spazi

Tempi

Natura

E, soprattutto, una città a misura di bambine e bambini: perché il primo pensiero di come sarà Pisa deve essere rivolto a chi la vivrà domani, che poi sono i bambini e le bambine delle bambine e dei bambini di oggi.

Italo Calvino è il mio autore preferito, chi mi conosce bene questo lo sa. C'è un brano di Palomar che ho trovato davvero adeguato a questo momento della mia vita, ma credo anche a questa serata. Scrive Calvino: «La vita d'una persona consiste in un insieme d'avvenimenti di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme, non perché conti di più dei precedenti ma perché una volta inclusi in una vita gli avvenimenti si dispongono in un ordine che non è cronologico ma risponde a un'architettura interna».

Ecco: pensiamo all'insieme degli avvenimenti e alla nostra personale architettura interna e, magari, anche all'architettura che potremmo dare, tutte e tutti insieme – nessuno escluso – al nostro futuro e al futuro della nostra città: magari riusciremo davvero a cambiare il senso di tutto l'insieme.

Grazie ancora e buona vita!


Il video della serata al Teatro Sant'Andrea del 19 febbraio

 

Commenti
26/02/2015 | 11:54
Patrizia Napoleone ha scritto:
E' vero, Dario, 'la tua presenza si è fatta sentire' nell'incremento delle attività culturali, nell'informazione delle medesime al grande pubblico e nella tua autentica partecipazione alle cose della città. Infine si è fatta sentire per il coraggio della denuncia e per la coerenza rispetto alle scelte etiche e politiche. Avanti così a dispetto della 'palude'. l

22/02/2015 | 23:25
claudia melli ha scritto:
Trovo sgradevole che questo spettacolo, che riguarda i piccoli per non dir meschini giochi della politica, si sia svolto al Teatro Sant'Andrea. Non amo Filippeschi e neppure la sua giunta, di fedeli o di transfughi. Gradirei che gli spazi della cultura non venissero inquinati da queste meschinità - tampoco nel nome di Calvino.

22/02/2015 | 23:24
claudia melli ha scritto:
Trovo sgradevole che questo spettacolo, che riguarda i piccoli per non dir meschini giochi della politica, si sia svolto al Teatro Sant'Andrea. Non amo Filippeschi e neppure la sua giunta, di fedeli o di transfughi. Gradirei che gli spazi della cultura non venissero inquinati da queste meschinità - tampoco nel nome di Calvino.

20/02/2015 | 17:56
Gianni Ferdani ha scritto:
Caro Dario, Ti ringrazio per la splendida lucidita' critica con cui hai affrontato questo difficile momento. Credo,la citazione di Calvino me lo conferma, che sia stato per te un momento anche personale e non solo politico particolarmente travagliato. Ti assicuro che lavorando a Pisa, la tua presenza alla cultura si è fatta sentire, ma sono altrettanto certo che saprai ancora una volta mettere a frutto la tua esperienza al servizio della collettività anche fuori dal Palazzo. Grazie. Gianni